Squallida Europa: Est e Ovest uniti nella guerra agli emigranti dai paesi musulmani

Al confine tra Bielorussia e Polonia l’Europa “patria dei diritti umani” sta facendo il proprio autoritratto, e ne vien fuori un’accozzaglia di stati e statisti uno più infame razzista dell’altro, dall’una e dall’altra parte del confine.

Naturalmente la stampa dell’Unione europea tuona in coro contro il “dittatore Lukashenko” e il grande puparo Putin che lo muoverebbe come una sua marionetta, esempi entrambi di sconfinato cinismo perché avrebbero importato (o lasciato importare) profughi dall’Iraq, dall’Afghanistan, dalla Siria, dalla Somalia, dal Kurdistan iracheno per scagliarli contro l’UE come “bombe umane”, o “armi non convenzionali”, in rappresaglia contro le sanzioni. L’Unione Europea che a sua volta, nelle figure degli ultra-reazionari governanti polacchi, schiera dodicimila soldati, filo spinato, colonne di blindati, elicotteri, lacrimogeni, idranti, e nelle figure non meno ributtanti dei super-governanti di Bruxelles mette a disposizione la polizia anti-immigrati Frontex, i servizi segreti e quant’altri apparati di repressione ci siano, e sono tanti! – sarebbe pronta anche la NATO – per ricacciare indietro un migliaio di uomini, donne e bambini, tanti bambini, “con abiti e scarpe inadatte al freddo” o senza scarpe, che fuggono da territori devastati o in decomposizione per effetto di guerre e guerre civili al cui scatenamento l'”innocente” Europa occidentale ha dato un contributo decisivo.

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