I grandi interessi capitalistici che sono dietro Biden (Pagine marxiste)

Riceviamo e volentieri riprendiamo queste interessanti note dei compagni di Pagine Marxiste sui grandi interessi capitalistici che stanno dietro Biden, e spiegano una parte del suo successol’altra parte è legata evidentemente alle lotte del BLM di quest’anno, al movimento delle donne, sceso per primo in campo contro Trump il 21 gennaio 2017, ed anche alla ripresa delle agitazioni operaie negli ultimi mesi, che di sicuro non gli ha giocato a favore. Abbiamo già brindato a caldo al gigantesco caos istituzionale che sta andando in scena negli Stati Uniti e ne sta ulteriormente logorando l’immagine nel mondo. Ieri addirittura Pompeo ha parlato di “transizione ad una seconda amministrazione Trump” poche ore dopo che il tycoon aveva silurato il capo del Pentagono contrario a utilizzare l’esercito per schiacciare i “disordini” interni Attraverso la puntuale analisi dei faraonici finanziamenti ai due contendenti, questa documentazione mostra quanto diviso sia lo stesso grande capitale statunitense tra l’ipotesi di rilancio old style dell’economia statunitense perseguita da Trump (e dalla Goldman Sachs) e quella che esprime i mega-interessi coalizzati intorno al partito democratico.

Centinaia di milioni di persone in USA e nel mondo non vedranno più ogni giorno in TV quella chioma rossa costata 800 mila dollari sopra quel volto da mastino sparare veleni contro gli immigrati, contro le donne, contro la natura, contro tutto ciò che non è American. Questo populismo rozzo e becero di un pescecane cresciuto con le speculazioni immobiliari che si atteggia a patrono della working class, alimentandone nazionalismo e corporativismo, perde il suo più potente megafono su scala mondiale, con cui entravano in risonanza i populismi d’Europa e del mondo. Ciò non può non darci un senso di sollievo.

Ma non vi è nulla di cui gioire per la vittoria di Joe Biden. Biden non è l’anti-Trump. Biden è l’espressione della stessa classe capitalistica che ha sostenuto Trump, si pone gli stessi obiettivi di preservazione del dominio dell’imperialismo americano nel mondo, ma con metodi più tradizionali e meno dirompenti rispetto al sistema multilaterale di relazioni internazionali costruito nel dopoguerra, e anche rispetto agli equilibri interni. Punta a bloccare l’ascesa del rivale cinese con l’aiuto degli alleati europei, giapponese, indiano anziché sparando in assolo contro tutti. Ma storicamente i presidenti democratici sono perfino più inclini dei repubblicani a iniziare guerre.

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Per Atika e per tutte… Bologna, mercoledì 23 settembre, davanti al tribunale

ITALIA] Per Atika, tutte/i davanti al tribunale di Bologna il 23/9:  continuiamo la lotta contro la barbarie della violenza maschilista -  "TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI"

Le compagne e i compagni del Cuneo Rosso e del Comitato permanente contro le guerre e il razzismo aderiscono all’appello del SI Cobas, e parteciperanno al presidio indetto a Bologna il prossimo 23 settembre in occasione dell’apertura del processo contro l’uccisore di Atika. La particolare ferocia con cui si è consumato il delitto, uno dei tanti che registrano le cronache con tetra puntualità, ci richiama ancora una volta alla necessità della lotta contro la violenza contro le donne, che si consuma quando, come nel caso di Atika, rifiutano di considerarsi un oggetto di proprietà altrui, e difendono l’incolumità propria e delle proprie figlie da violenze e aggressioni sessuali. Non ci accontenteremo mai di una “giusta sentenza” che punisca l’ultimo anello di una catena di soprusi e di super-sfruttamento propria della condizione femminile in tutto il mondo. Questa catena sarà spezzata solo dalle lotte delle donne contro il sistema sociale che opera per dividere gli sfruttati e gli oppressi, e dalla condivisione degli oppressi tutti della lotta contro il patriarcalismo, individuale, collettivo e di stato, uno dei perni fondamentali del capitalismo.

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La morte degli operai è vita per il capitale. Una denuncia e un appello alla lotta, di Luc Thibault (Rsu-Usb – Alto vicentino ambiente)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa denuncia-appello di un delegato USB dell’Alto vicentino.

Cosa segna oggigiorno l’aumento dello sfruttamento indiscriminato degli operai e il continuo e progressivo peggioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro? Purtroppo non sono solo i bassi salari e gli aumenti da fame (quando ci sono), l’incremento della precarietà e della flessibilità, l’innalzamento dei ritmi e l’allungamento degli orari lavorativi, l’incertezza crescente legata alle pensioni e alle liquidazioni, i tagli spregiudicati alla sanità e allo “stato sociale”. È anche e soprattutto la sempre più massiccia carneficina degli omicidi sul lavoro e delle malattie cosiddette “professionali”.

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Capitalismo-killer: un sistema da abbattere, di Luc Thibaut

Riceviamo dal compagno Luc Thibaut e volentieri pubblichiamo questa nota di denuncia del carattere sempre più distruttivo del capitalismo, distruttivo della vita della specie, sia esso fossile, verde o di qualsiasi altro colore, occidentale o orientale. Qui una traduzione del testo in inglese.

In questi giorni sono apparse due notizie raccapriccianti.

La prima viene da un rapporto Unicef: nel mondo un bambino su tre — quasi 800 milioni a livello globale — ha nel sangue livelli di piombo superiori a 5 microgrammi per decilitro, livello per il quale è necessario intervenire. Circa la metà di questi bambini vive in Asia Meridionale.

Il rapporto, elaborato congiuntamente dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) e dall’organizzazione internazionale Pure Earth si intitola The Toxic Truth: Children’s Exposure to Lead Pollution Undermines a Generation of Future Potential (La verità tossica: l’esposizione dei bambini alla contaminazione da piombo mina il potenziale futuro di una generazione).

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Mutualismo e lotta di classe nel capitalismo in trappola, di Errezeta

This Is Hell! | Dealing with capitalism-induced failure and ...

Mano a mano che la crisi si approfondisce, gli spettri della disoccupazione e della miseria prendono sempre più corpo. Per i proletari e le proletarie la migliore difesa da queste terribili minacce sarà auto-difendersi con la lotta, e nella lotta comprendere che stanno maturando le condizioni dell’attacco ad un capitalismo sempre più in trappola. Intanto i proletari e le proletarie cercano di non soffrire la fame, aiutandosi tra loro con forme di mutuo soccorso. E’ di queste esperienze, delle loro radici, del loro significato e valore che qui ci occupiamo.

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