Sul maxi-processo contro la lotta Italpizza a Modena

Modena. Un'opera di protesta contro Italpizza - Gazzetta di Modena Modena
Installazione collettivo Nomissis, dicembre 2019, Modena

Pubblichiamo qui di seguito dei materiali informativi e di denuncia sul maxi-processo imbastito contro le lotte Italpizza, a Modena, e in particolare il comunicato del Si-Cobas nazionale del 3 set. e un articolo di G. Iozzoli, pubblicato da Carmilla il 4 set.

Maxiprocesso contro gli scioperi in Italpizza a Modena: cambiano i governi, non cambia l’odio antioperaio dello stato dei padroni

Di Si Cobas nazionale, 3 set. 2020

Italpizza: Dov’e’ la legge?

Inizia un procedimento penale per 67 persone che si sono trovate a difendere un principio di giustizia davanti ai cancelli di Italpizza.

Ricordiamo alcuni passaggi:

  • A dicembre del 2018 viene comunicata la costituzione del sindacato SI-Cobas presso due delle cooperative che gestiscono le quasi mille persone impiegate nel cantiere Italpizza che lavorano con il contratto “Pulizie – Multiservizi”; sono le 10,00 del mattino e la pec parte dall’ufficio del legale, perché si contestano anche diversi illeciti;
  • Alle ore 12,00 di quello stesso giorno tutte le donne iscritte al sindacato ricevono una comunicazione di spostamento della sede di lavoro: la maggior parte debbono andare a Bologna per “improrogabili esigenze di servizio”;
  • Quello stesso pomeriggio il SI-Cobas apre lo stato di agitazione, lamentando che lo spostamento richiesto si configurava come un licenziamento mascherato, data l’impossibilità per diverse di loro di effettuare quel tipo di spostamento, aggravato dall’assenza di ogni tipo di preavviso perché l’ordine arriva oggi per domani.

L’attacco padronale è immediatamente durissimo, con un padrone che non intende sedersi ad alcun tavolo di trattativa che non sia presso la prefettura, in cui le lavoratrici ed i lavoratori vengono reintegrati nel cantiere.

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