Dhl. Licenziamenti e lotta. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio

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Sulla lotta dei lavoratori della DHL

Marzo 14, 2019

Dal film “L’ Odio” di Kassowitz: “… fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio…”

Ieri notte (martedì 12 marzo) davanti ai cancelli della DHL di Carpiano (MI), abbiamo assistito ad un ulteriore strappo piccolo ma sostanziale nella sua gravità dal punto vista di una gestione sempre più autoritaria e poliziesca dei rapporti sindacali e sociali.

L’antefatto è il pretestuoso licenziamento di un autista (i driver della logistica) e di altri 3 operai rei di aver scioperato in sua difesa.

L’ intento più o meno dichiarato è quello di far fuori il sindacato Sicobas e i suoi delegati più attivi dal deposito DHL di Cassano Magnago (VA).

Il risultato è stato quello di uno sciopero nazionale della filiera DHL, con diverse caratteristiche, per il ritiro dei licenziamenti che ha visto diversi magazzini in tutta Italia bloccati da scioperi “bianchi” con il fermo delle lavorazioni, o dalla presenza esterna ai cancelli.

Già lunedì sera si era incominciato a comprendere, dalle modalità d’intervento della polizia presente in forze, cosa si stesse preparando e, vogliamo ricordarlo, stiamo parlando di una legittima vertenza sindacale.

Ma martedì sera è stato ancor più chiaro di come si sia imboccata, nel più assordante silenzio generale, una china sempre più inclinata di un massacro di diritti e garanzie e, con loro, della possibilità stessa di opporsi ad una logica di comando, ed all’imposizione repressiva di un comando, che travalica ogni mediazione politica e sindacale come prodotto della deriva fascistoide ben rappresentata dal governo “del cambiamento” Lega-5stelle.

In sintesi ad aspettare i lavoratori c’erano poco meno di 10 blindati più un idrante oltre a numerose pattuglie e alla stessa Digos esautorata quasi di peso dall’avanzata di numerosi cordoni di PS e CC davanti ai cancelli della DHL di Carpiano.

Questo ingente dispiegamento ha circondato il concentramento di un’ottantina di lavoratori e compagne e compagni intervenuti in solidarietà ” tenendoli “sequestrati” per circa 4 ore mentre un altro contingente di carabinieri rincorreva nel buio, con una colonna di mezzi per tutta la zona industriale, un altro gruppo di lavoratori per non farli avvicinare al presidio.

Nel frattempo un altro contingente di carabinieri impediva l’uscita dei lavoratori del magazzino SDA impedendogli così di unirsi ai lavoratori DHL.

Questa è stata volutamente solo pura cronaca che vogliamo utilizzare per ridare un senso di proporzione e di oggettività ad un momento ordinaria criminale repressione nell’ Italia del “cambiamento” dove una cultura fascistoide e una deriva razzista, xenofoba e sessista diventa “cultura” di governo.

Lo scontro alla DHL è diventato politico a tutto campo, determinando una situazione nella quale in gioco non c’è solo il licenziamento di quei 4 lavoratori colpiti dalla peggior discriminazione sindacale ma la possibilità di mantenere i diritti e i passi in avanti ottenuti dal movimento dei lavoratori della logistica a livello nazionale e dal Sicobas, in quanto sindacato di base maggiormente rappresentativo di questa forza organizzata di classe.

Avremo altre occasioni per parlare del prossimo processo/farsa al suo coordinatore nazionale, delle ultime condanne per le lotte all’Esselunga e alla DHL, come di tutti gli altri numerosissimi casi di aggressione e di repressione.

Ora facciamo appello all’intelligenza, alla determinazione ma soprattutto alla coscienza di tutte le compagne e i compagni per un concreto sostegno alla lotta dei lavoratori della DHL nelle prossime iniziative che si terranno a breve.

Milano 13.03.2019

I compagni e le compagne del Csa Vittoria

P.S.:

Mentre scriviamo è arrivata la notizia del fermo del compagno Papis, dirigente nazionale del Sicobas, e di altri 2 lavoratori Sicobas della Toncar di Muggiò (MB), dopo un’aggressione delle forze dell’ ordine al presidio dei lavoratori licenziati.

Papis insieme agli altri 2 lavoratori sono stati successivamente rilasciati con una nuova denuncia per violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale.

A loro va tutta la nostra solidarietà comunista e un abbraccio fraterno di tutte e tutti noi.

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Dhl, i lavoratori in sciopero nazionale per il reintegro dei 4 licenziati politici

Marzo 13, 2019

Ieri notte, sciopero nazionale dei lavoratori Dhl organizzati con il S.I. Cobas, contro i licenziamenti politici e la repressione, per i diritti di tutti.

La multinazionale Dhl, di proprietà del colossale gruppo delle poste tedesche, non permette il reintegro di 4 lavoratori licenziati per avere esercitato il loro diritto di sciopero.

Dhl vanta di essere una delle migliori aziende nel mondo tra i corrieri espresso, ma considera i lavoratori carne da macello e nega loro i più elementari diritti come quello dello sciopero!

Hanno scioperato tutti insieme, in solidarietà nella lotta, i lavoratori di Milano, Bologna, Bergamo e Verona.

Nella filiale Dhl di Carpiano (MI), il ministero degli interni ha inviato centinaia di agenti in assetto antisommossa per impedire lo sciopero dei lavoratori che però hanno resistito picchettando comunque i cancelli.

E allora sciopero… fino alla vittoria!

Forza S.I.Cobas!

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Contro i licenziamenti, per i diritti di tutti: sciopero nazionale in DHL

Milano, 12/03/2019

Dopo la grande giornata di lotta che ha coinvolto tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici del S.I. Cobas sul piano nazionale per l’8 marzo, in seguito ad un’assemblea dei delegati della filiera DHL, vista la conferma dei licenziamenti di quattro driver della filiale DHL di Cassano Magnago (VA) rei per l’azienda di avere aderito ed organizzato uno sciopero contro le continue vessazioni e discriminazioni sindacali a cui l’azienda appaltatrice li costringeva, è stato proclamato lo stato d’agitazione nazionale in difesa dei nostri compagni.

Negli ultimi 6 anni l’unità sindacale e la capacità di mobilitazione dei facchini e dei driver DHL, quasi tutti immigrati, hanno portato questi lavoratori ad ottenere grandi vittorie con conseguenti aumenti salariali diretti ed indiretti, miglioramenti delle condizioni lavorative, della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e, nondimeno, il ribaltamento dei rapporti di forza interni ai magazzini che in passato permettevano a capi e caporali ogni forma di violenza ai danni degli operai (situazione tollerata dai sindacati confederali nel migliore dei casi passivi, nel peggiore complici di questo sistema).Di recente, invece, si era aperta una nuova fase di rapporti sindacali con l’azienda committente, improntati alla discussione e non al semplice confronto vertenziale.

Tali trattative hanno negli anni portato ad accordi di miglior favore rispetto agli stessi contratti nazionali, così per i facchini come per i driver. Risulta quindi una totale inversione di tendenza da parte del committente la scelta di favorire un fornitore che ha licenziato in maniera ingiustificata e repressiva (per aver partecipato ad uno sciopero) 4 lavoratori. Ieri per tutta la notte, la risposta operaia a questo attacco è stata unitaria e determinata. A Bologna e a Milano, lo sciopero si è esteso sui due turni e in particolare nella città lombarda non è bastato il forte dispiegamento di truppe antisommossa della Polizia per fermare la lotta in corso; nelle cariche, due lavoratori sono stati feriti e soccorsi dalle ambulanze a causa della violenza dell’intervento repressivo. In solidarietà ai compagni sono sopraggiunti i lavoratori degli impianti limitrofi, soprattutto dall’hub SDA, fornendo un apporto decisivo. Inoltre a Brescia, Bergamo, Bologna e Verona hanno aderito allo sciopero anche i driver delle filiali DHL, garantendo maggiore forza alla mobilitazione nazionale.

Sappiamo bene che la battaglia non si ferma qui e saremo pronti a sostenere la lotta e i lavoratori licenziati se non recederanno dai licenziamenti.

Esecutivo nazionale S.I. Cobas, Assemblea dei delegati DHL Express

 

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 A Carpiano (MI) un esercito di poliziotti contro i lavoratori di nuovo in sciopero

Marzo 12, 2019

In queste ore, situazione grave alla Dhl di Carpiano (MI).

Un esercito di poliziotti, con tanto di camion con l’idrante, sono schierati davanti al magazzino per impedire che i lavoratori possano scioperare.

È in corso da settimane un’ondata di repressione contro i lavoratori del S.I. Cobas, per cercare di fermare questo movimento di lavoratori e lavoratrici che lottano e vincono.

Il ministro degli interni Salvini, prima con il “decreto sicurezza” e oggi mandando decine di poliziotti, ha dichiarato guerra alle lotte dell’intera classe lavoratrice italiana e immigrata.

Non ci faremo intimidire e risponderemo alla repressione dei padroni e del governo con la lotta!

Avanti fino alla vittoria!

 

Piena solidarietà ai lavoratori SDA e al SI-Cobas, in lotta contro Poste italiane e Amazon

Ancora una volta è in atto un braccio di ferro tra imprese e lavoratori nella logistica. Questa volta si tratta di SDA, una società controllata da Poste italiane, a loro volta sotto il controllo statale.

I dirigenti di SDA (o almeno: la maggioranza di essi) hanno deciso di portare allo sfascio la loro impresa per consentire ad Amazon Italia di rilevarla a prezzi di saldo. E per arrivare a questo scopo hanno scatenato un attacco frontale al SI-Cobas, il sindacato che in questi anni all’SDA e in altre grandi ditte della logistica ha organizzato i lavoratori in una serie di lotte che hanno imposto il rispetto del contratto nazionale di lavoro, in precedenza quasi sempre violato, imposto la continuità del rapporto di lavoro in caso di cambio-appalto, che è nella logistica frequente, un’assicurazione contro l’invalidità per infortunio e due giorni di riduzione di orario retribuiti.

L’attacco è partito nel magazzino di Carpiano, vicino Milano, l’occasione è stata quella di un cambio di appalto, avvenuto in settembre. Con un falso pretesto, l’SDA ha sostituito la cooperativa CPL con la cooperativa UCSA imponendo a questa di non confermare la clausola della non-licenziabilità in caso di cambio di appalto strappata dal SI-Cobas.

Inevitabile la risposta dei lavoratori di Carpiano: la maggioranza di loro si è rifiutata di firmare il nuovo contratto peggiorativo, i lavoratori organizzati con il SI Cobas sono entrati in sciopero. Dato l’atteggiamento oltranzista dell’SDA, lo sciopero si è poi allargato ad altri magazzini. Continua a leggere Piena solidarietà ai lavoratori SDA e al SI-Cobas, in lotta contro Poste italiane e Amazon

Piena solidarietà ai lavoratori SDA di Carpiano e ai compagni del SI-Cobas. Contro Poste italiane, governo, multinazionali e provocatori

La sera del 25 settembre i lavoratori in sciopero della SDA di Carpiano, organizzati nel SI-Cobas, sono stati vittime di un’aggressione che non può lasciare indifferente nessun lavoratore e nessun compagno.

Lo avevano minacciato da giorni – le prove portate dal Si-Cobas sono inconfutabili – e il 25 sera un folto gruppo di individui (padronici e crumiri) venuti da tutta Italia ha attaccato con spranghe e coltelli il presidio dei lavoratori in lotta, immigrati e italiani. Due lavoratori sono stati feriti. Questa è una vile aggressione di stampo mafioso, ed è soprattutto un’aggressione filo-padronale.

L’obiettivo – fallito – era ed è chiaro. Sono SDA e Poste italiane a perseguirlo e quindi, visto che SDA è semi-pubblica, sono anche il governo e lo Stato italiano. Vogliono spezzare la lotta dei lavoratori SDA, che da giorni gli stanno mettendo i bastoni tra le ruote con picchetti partecipati e assemblee fuori dai magazzini a Milano, a Bologna, a Roma – sostenuti dalla solidarietà di molti militanti. I padroni vorrebbero imporre di nuovo, col metodo del cambio di appalto, l’inferno di sfruttamento e precarietà estremi basato sul sistema di appalti e sub-appalti che esisteva nella SDA di Carpiano ed ovunque prima del ciclo di lotte dei lavoratori della logistica – lotte che hanno visto in prima fila, con battaglie sindacali esemplari, il SI-Cobas. Vogliono cancellare le garanzie contro i licenziamenti in questi hub, dove grazie alle lotte il Jobs Act è stato escluso. Vogliono azzerare i progressi ottenuti dai lavoratori in termini di salari, sicurezza sul lavoro e certezza degli orari; tentano di calpestare la dignità che facchini e driver si sono conquistati. Continua a leggere Piena solidarietà ai lavoratori SDA di Carpiano e ai compagni del SI-Cobas. Contro Poste italiane, governo, multinazionali e provocatori