Note sulla crisi economica II – Tempesta finanziaria, interventi emergenziali, lacrime e sangue per il proletariato

Covid-19 coronavirus sparks fears of global recession | World ...

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Dalla stesura del testo Il “cigno nero” e’ qui (13 marzo), la situazione è andata peggiorando a grandi passi, fino a sfiorare scenari catastrofici. I dati economici, le dichiarazioni dei personaggi chiave e le decisioni dei più importanti centri di governo dell’economia mondiale si susseguono a ritmo incalzante.

La situazione è in costante evoluzione e si fatica a seguirne gli sviluppi. Dopo i crolli record di tutte le Borse mondiali, di cui si dà conto nelle note che seguono, Wall Street e le altre piazze finanziarie internazionali hanno fatto registrare aumenti record, che travalicano i rimbalzi tecnici legati ai riacquisti di titoli per monetizzare i capital gains guadagnati con le vendite allo scoperto, e testimoniano innanzitutto di una estrema volatilità dei mercati borsistici che, con ogni probabilità, si protrarrà a lungo.

Si fanno quindi sentire le conseguenze delle manovre monetarie assolutamente eccezionali messe in campo dalla FED, dalla BCE e dalle altre Banche Centrali e gli imponenti stanziamenti di bilancio che tutti gli Stati imperialistici stanno preparando. Non c’è dubbio che l’insieme di questi interventi sarà finalizzato al sostegno del sistema (banche e grandi imprese, in primis), costi quello che costi. Ma i capitalisti di tutti i paesi già si interrogano sul che fare e con quali strumenti affrontare la crisi, quando sarà forse sotto controllo l’epidemia di covid-19 ma infurierà quella economica, la disoccupazione di massa, i probabili rincari dei generi di prima necessità, ecc.

Non possiamo prevedere la strada specifica che ciascuno Stato percorrerà, ma è certo che la classe lavoratrice tutta dovrà fronteggiare un’offensiva di inusitata violenza, in cui la crescita del nazionalismo e gli appelli all’unità “di tutto il popolo” assumeranno sempre più minacciosamente i caratteri di un ultimatum verso le masse affinché si prostrino davanti alle rapaci esigenze capitalistiche, mentre le avanguardie di classe verranno additate come “nemici della patria” da perseguire e disperdere. Ed è inoltre probabile che tale offensiva sarà accompagnata, in qualche misura, da misure demagogiche, di cui si scorge già qualche elemento, che non toccheranno affatto gli interessi di fondo del grande capitale e la sua ferrea determinazione a scaricare i costi della crisi sulle spalle degli sfruttati, ma serviranno a gettare fumo negli occhi per spacciare la tesi che “tutti dobbiamo partecipare al risanamento economico”. Un risanamento che costerà al proletariato lacrime e sangue in misura incomparabilmente maggiore di quanto sia già avvenuto e ai ceti dominanti, magari, qualche irrilevante spicciolo a testimonianza del loro spirito caritatevole. Ricordiamo infine che le note seguenti, da leggere come un aggiornamento del documento che citiamo all’inizio, sono state chiuse domenica 22 marzo. Continua a leggere Note sulla crisi economica II – Tempesta finanziaria, interventi emergenziali, lacrime e sangue per il proletariato