Dagli Stati Uniti due nuovi atti di guerra contro le donne – Comitato 23 settembre

L’attacco alle lavoratrici e ai lavoratori ha fatto negli ultimi anni un duplice salto di qualità, col Covid dimostrando gli effetti del sistema capitalista a livello globale e l’incapacità da parte del sistema di farvi fronte, e più recentemente con la guerra che non è un fenomeno nuovo, ma che oggi ci riguarda direttamente, con la partecipazione diretta dell’Italia e la forsennata propaganda che l’accompagna.

Quindi il primo punto che vorrei mettere in luce è che la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori oggi più che mai non può limitarsi a rivendicazioni sindacali o di movimento, ma, per essere efficace, deve attrezzarsi anche sul piano politico e ideologico, poiché siamo sotto pressione per pagare non solo i costi della crisi ma anche quelli della guerra, spinti a vedere nei proletari degli altri paesi non solo dei concorrenti, ma anche dei nemici, nel tentativo di renderci non solo narcotizzati e polverizzati, ma subordinati e arruolati.

Il secondo punto da mettere a fuoco è l’aumento esponenziale del controllo e della subordinazione delle donne e l’azione per normalizzare il loro essere riproduttrici, merce di scambio e prede di guerra. Se questo controllo è un tema ricorrente nell’azione dei governi, bisogna dire che lo è molto meno nell’azione dei sindacati e dei movimenti. Io credo che sia necessario in mezzo a tanta geopolitica e in previsione dello sciopero del 20 maggio, porre l’attenzione sulla guerra interna, che ha presentato anch’essa un salto di qualità, che va visto e ricompreso nelle motivazioni dello sciopero.

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Per un’opposizione internazionalista alla guerra in Ucraina e al militarismo, fuori e contro ogni schieramento imperialista – SI Cobas (italiano – english)

Report dell’assemblea nazionale di domenica 13 marzo

Nella mattinata di domenica 13 marzo più di 150 tra lavoratori, militanti sindacali, politici e attivisti hanno risposto all’appello lanciato dal SI Cobas prendendo parte all’assemblea nazionale (su zoom) contro la guerra in Ucraina e più in generale contro il clima di escalation bellicista in atto su scala internazionale.

Ascolta la registrazione dell’assemblea

Dopo l’introduzione del SI Cobas, hanno animato il dibattito compagne e compagni di Pasado y presente del marxismo rivoluzionario, Centro di documentazione contro la guerra di Milano, Comitato immigrati in Italia di Roma, Carmilla on line, Comitato 23 settembre, Jacobin (redazione per l’Europa), Tendenza internazionalista rivoluzionaria, Laboratorio Politico Iskra, delegati operai e dirigenti del SI Cobas, Collettivo operaio Gkn, Movimento No Muos, Fronte della gioventù comunista, Sinistra anticapitalista, Pcl, Comitato contro le guerre e il razzismo di Marghera, Movimento dei disoccupati 7 novembre, Sgb.

Dagli oltre 20 interventi è emersa una sostanziale omogeneità di intenti riguardo la necessità di dar vita a uno spazio comune di confronto, orientamento e iniziativa che abbia come sua discriminante l’opposizione a tutti i fronti in campo, con la ovvia priorità di denunciare l’apporto dato dal “nostro” capitalismo, dal “nostro” stato, dai “nostri” governi, e dalle alleanze di cui l’Italia è parte (NATO, UE), allo scoppio della guerra in corso.

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Sulle iniziative dell’8 marzo – Comitato 23 settembre / SI Cobas

Parlando con franchezza, come è indispensabile, l’8 marzo del 2022 (in Italia) non passerà alla storia come un momento alto della lotta all’oppressione, allo sfruttamento, alla violenza sulle donne, né della mobilitazione contro la guerra in Ucraina e la catena di guerre in gestazione. Tuttavia, pur nella bassa tensione del momento, ci sono stati egualmente dei momenti significativi – di cui diamo qui documentazione pubblicando il comunicato del SI Cobas nazionale e gli interventi a Milano e a Genova di due compagne del Comitato 23 settembre. Merito a chi era in campo.

UN 8 MARZO DI LOTTA PER l’EMANCIPAZIONE DELLE DONNE, CONTRO LA GUERRA E CONTRO TUTTI I FRONTI IMPERIALISMI, E PER IL RILANCIO DEL MOVIMENTO DI CLASSE (Si-Cobas)

Oggi 8 Marzo, sciopero generale, contro oppressione di genere, guerra e caro-vita.

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Verso un 8 marzo di mobilitazione e di lotta! – Comitato 23 settembre

Morta di stanchezza, morta di lavoro

Sara Viva Sorge, infermiera di 27 anni, si è schiantata con la sua macchina tornando a casa all’alba dopo 2 notti consecutive di lavoro, all’interno di un turno settimanale stressante, durante il quale si era trovata sola con 28 pazienti. Già allora il suo equilibrio stava cedendo, solo la solidarietà dei compagni di lavoro l’avevano protetta da una crisi di panico. Le stucchevoli lodi agli angeli delle corsie, l’ennesima “giornata di..” dedicata alle infermiere trasudano ipocrisia e non la riporteranno certo in vita.

La sua condizione è quella delle infermiere che in Italia e in tutto il mondo sono in prima linea a far fronte alla gestione dissennata dell’emergenza Covid. Migliaia di esse si sono autolicenziate, altre sono scese in lotta, reclamando la fine del loro supersfruttamento, che oltre a risucchiare le loro energie mette a repentaglio anche la salute dei pazienti. In Australia, a Sidney, migliaia di infermiere hanno sfidato il divieto di sciopero dopo anni, e sono scese in piazza, in corteo, verso il parlamento.

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