Accordo Fincantieri. No! Per voi e per tutti i lavoratori!

Lavoratori, lavoratrici, le assemblee di venerdì hanno messo in mostra tutta la difficoltà dei dirigenti sindacali a sostenere che l’accordo del 24 giugno è un buon accordo, o almeno un accordo dignitoso.

In effetti, con piccole modifiche, l’accordo del 24 giugno è quello che il padrone-Fincantieri pretendeva fin dall’inizio, perche prevede: produttività, produttività, e ancora produttività, quindi il generale peggioramento delle condizioni di lavoro; un salario ridotto e sempre più incerto, perché subordinato ai profitti aziendali; deroghe (in peggio) al contratto nazionale; il pieno mantenimento della giungla degli appalti, dove la sola legalità è quella del super-sfruttamento; maggiori controlli sui lavoratori; e il cosiddetto ‘welfare aziendale’, cioè una massa di soldi tolti dal salario diretto e messi in mano a nuovi enti e carrozzoni, che dovranno lucrare sui diritti acquisiti dei lavoratori. Continua a leggere Accordo Fincantieri. No! Per voi e per tutti i lavoratori!

Fincantieri. Perche’ l’accordo va bocciato

L’accordo riduce il salario e peggiora le condizioni di lavoro. Per questo va bocciato.

uuu

Lavoratori, lavoratrici, dopo 18 mesi di ‘trattative’ e decine di ore di sciopero, il 24 giugno FIM-FIOM-UILM hanno sottoscritto l’accordo proposto e voluto dal padrone-Fincantieri. E’ un accordo negativo per i lavoratori. Per 10 motivi.

1) Anzitutto perché, dalla prima all’ultima delle 109 pagine, dominano i seguenti comandi: è indispensabile “un deciso miglioramento degli standard di efficienza, produttività e flessibilità da perseguire a tutti i livelli e in tutti i siti aziendali”, e “aumentare la redditività aziendale è precondizione per erogare premio di risultato”. Per i prossimi 3-4 anni, quindi, l’azienda avrà mano libera nell’imporre tutte le ‘flessibilità’ che riterrà necessarie per accrescere la produttività del lavoro e i suoi profitti. Ci sarà, quindi, una forte crescita dei carichi e dell’intensità del lavoro, a fronte di un salario/stipendio sempre più incerti e variabili. Con l’intesa, FIM-FIOM-UILM hanno dato l’assenso preventivo a tutto ciò. Continua a leggere Fincantieri. Perche’ l’accordo va bocciato

A fianco dei lavoratori francesi e belgi in lotta!

pugnochiusolehavre2016

Da più di tre mesi la Francia è scossa da un movimento di scioperi operai e di dimostrazioni di piazza forte e determinato che prepara per il giorno 14 giugno lo sciopero generale.

La lotta è contro la legge Khomri (Loi Travail) varata dal governo Hollande-Valls, che come il Jobs Act di Renzi, dà ai padroni totale libertà di licenziare, allunga gli orari di lavoro, riduce l’assistenza sanitaria, garantisce alle imprese di poter imporre ai lavoratori tutte le ‘flessibilità’ che vogliono.

Questa lotta ha un obiettivo: il ritiro della legge Khomri. Ed è una lotta energica, come deve essere ogni autentica lotta operaia, fatta di picchetti, scioperi e manifestazioni molto partecipati e ripetuti, decisi direttamente dalle assemblee dei lavoratori. Le raffinerie di petrolio, le centrali nucleari, le ferrovie, gli aereoporti, i porti, la metro e i bus parigini, i cantieri navali, le fabbriche di auto Psa, i siti Amazon… sono stati finora i gangli vitali della produzione e dei trasporti più coinvolti. Continua a leggere A fianco dei lavoratori francesi e belgi in lotta!

E qui, cosa aspettiamo a dare battaglia al padronato e al governo Renzi?

Lavoratori, lavoratrici,

mentre in Francia i lavoratori di tutte le categorie e la gioventù combattiva preparano lo sciopero generale per il 14 giugno, qui siamo fermi o, al massimo, andiamo avanti come le lumache.

Eppure Confindustria, Federmeccanica e Fincantieri ci hanno dichiarato guerra. Non vogliono aumentare i salari. Pretendono di allungare gli orari. Puntano ad aumentare produttività e profitti a spese dell’occupazione e della salute dei lavoratori. Non vogliono limiti agli appalti. Hanno già assicurata dal Jobs Act la libertà di licenziare – la banda di Bono l’ha usata per licenziare Giuseppe Muzio, 41 anni, magazziniere, da 11 in Fincantieri a Palermo, reduce da un infarto e assegnato a un turno di notte in cui si è sentito male… Hanno il sostegno incondizionato del governo Renzi e dello stato, per questo non si spostano dalle loro pretese, e minacciano di non fare i nuovi contratti.

Anche i burocrati-culi di pietra di CGIL-CISL-UIL e FIOM-FIM-UILM hanno capito che tira una brutta aria. Di mala voglia hanno deciso di bloccare gli straordinari nel comparto metalmeccanico e indire qualche ora di sciopero. Ma il tutto fatto senza molta convinzione, male organizzato, senza trasmettere ai lavoratori nessuna intenzione di dare realmente battaglia. Però con scioperi annunciati con settimane o mesi di anticipo, che non mordono gli interessi e l’organizzazione aziendali, invece di accumulare forze, si consumano forze.

Per piegare l’aggressività dei padroni e del governo serve ben altro! Continua a leggere E qui, cosa aspettiamo a dare battaglia al padronato e al governo Renzi?

Sull’assemblea del 21 maggio a Marghera

fff

L’assemblea indetta sabato 21 maggio a Marghera dal Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri e dal Coordinamento regionale del Veneto de ‘Il sindacato è un’altra cosa’ ha visto la partecipazione di una settantina (e forse più) di operai (Fincantieri e altre fabbriche metalmeccaniche e chimiche), lavoratori di scuola, musei e sanità, compagni. Dati i tempi assai magri, una buona partecipazione e una buona riuscita. Tuttavia, anche dallo svolgimento di questa iniziativa è emerso quanto cammino c’è ancora da fare, a Marghera e ovunque in Italia, perché il protagonismo dei lavoratori nella lotta ai padroni e al governo Renzi – questa la parola d’ordine su cui l’assemblea è stata convocata – diventi, da auspicio, un effettivo dato di realtà. Continua a leggere Sull’assemblea del 21 maggio a Marghera