Dall’Amerika all’Italia: una sola lotta contro razzismo di stato, sfruttamento e violenza di classe

Qui di seguito il volantino distribuito oggi a Treviso all’iniziativa di solidarietà con la grande sollevazione degli afro-americani che sta scuotendo gli Stati Uniti. Sul retro di questo testo c’era il comunicato del SI Cobas e del Csa Vittoria di Milano sulla brutale aggressione poliziesca di due giorni fa alla TNT di Peschiera Borromeo.

Dalla magnifica rivolta degli afro-americani (e non solo) in Amerika, alla lotta contro il razzismo di stato qui, e ovunque

La forza della sollevazione degli afro-americani nata dall’uccisione a Minneapolis di George Floyd da parte della polizia, è stata talmente straordinaria da riempire le strade non solo di tutte le grandi e medie città statunitensi, e avere un’eco forte in quasi tutto il mondo.

Non è la semplice replica di quanto è già avvenuto in passato. Perché per la prima volta nella storia il movimento dei neri si è trovato accanto un significativo settore di giovani sfruttati bianchi che si è schierato con loro senza chiedere nulla in cambio, senza chiedere su che cosa, come e dove organizzare, orientare la lotta. Perché per la prima volta nella storia il movimento di protesta degli afro-americani gode oggi di una larghissima simpatia popolare nella società statunitense, dove lo scontento sociale cresce da tempo anche tra i lavoratori bianchi e di altri ‘colori’. Perché per la prima volta nella storia il movimento anti-razzista statunitense non si è limitato a chiedere la punizione dei singoli colpevoli, né – come fece nel 2015 lo stesso movimento Black Lives Matter – la riforma della polizia, ma ha formulato una rivendicazione assai più radicale: defund the police. Tagliare i fondi alla polizia (che vanno dal 10% al 40% dei bilanci comunali) per trasferirli all’istruzione, alla sanità, ai servizi sociali; quindi cominciare a smantellare la polizia, a “sognare” un mondo senza la polizia. Questo, proprio mentre ovunque, dagli Stati Uniti all’Italia, si rafforzano i dispositivi militari e polizieschi, e la classe dei capitalisti, che ci ha precipitati in questa crisi catastrofica, ha la pretesa di mettere le manette al conflitto di classe e ai conflitti sociali.

Manifestare la nostra solidarietà alla rivolta sociale negli Stati Uniti, come è avvenuto in diverse città italiane, non può significare soltanto sostenere la “loro” lotta. Perché anche in Italia le discriminazioni, i soprusi e le violenze di stato contro gli immigrati dall’Africa sub-sahariana, e contro tutte le popolazioni immigrate senza eccezioni, sono prassi quotidiana nei luoghi di lavoro, nelle scuole, sul territorio – e non solo da parte della polizia. Basti l’esempio dell’ultima sanatoria-beffa decisa dal governo Conte, pensata in modo tale da condannare la gran parte degli immigrati irregolari a restare irregolari (quindi, ricattabili e super-sfruttati), o quanto accaduto appena due giorni fa alla TNT di Peschiera Borromeo (vicino Milano) dove c’è stato un brutale intervento della polizia per stroncare uno sciopero contro il licenziamento di 80 operai organizzati con il SI Cobas.

  • Tutto il nostro sostegno ai fratelli neri, bruni e bianchi che si sono sollevati negli Stati Uniti dando un esempio da seguire in tutto il mondo!
  • Abolizione totale della legislazione contro gli immigrati, a cominciare dalle leggi-base: la Turco-Napolitano che istituì i Centri di detenzione, la Bossi-Fini, e i decreti Salvini!
  • Permesso di soggiorno incondizionato, valido nella UE per tutte le immigrate e gli immigrati presenti sul territorio nazionale!
  • Fronte unico proletario tra lavoratori/trici autoctoni e immigrati contro il padronato e il governo Conte (Pd-Cinquestelle), in una prospettiva anti-capitalista e internazionalista!

12 giugno 2020

Comitato permanente contro le guerre e il razzismo
Il Cuneo rosso – piazzale Radaelli 3, Marghera
com.internazionalista@gmail.com

Sabato 6 giugno: un primo passo positivo sul cammino verso un fronte unico di classe

1. Un primo passo decisamente positivo sul cammino dell’unità delle lotte in una prospettiva anti-capitalista e internazionalista

Il successo della giornata di mobilitazione nazionale indetta per sabato 6 giugno dal Patto d’azione per il fronte unico di classe non era scontato. Perché la forza che ha dato un impulso decisivo a questa iniziativa, i proletari della logistica organizzati nel SI Cobas, usciva da una prova coraggiosa e costosa in termini materiali: il rifiuto, in solitario, di essere trattati, nella pandemia, da carne da macello. Ma non era scontato anche perché la logica del Patto d’azione va controcorrente rispetto all’abitudine consolidata, in campo sindacale, sociale e politico, a coltivare con gelosa cura i propri orticelli fino a renderli aridi.

Se si tiene conto, poi, della condizione di stordimento e di stasi che ancora domina nella classe lavoratrice, ecco che la giornata di mobilitazione del 6 giugno appare per quello che realmente è: un primo passo decisamente positivo sul cammino dell’unità delle lotte in una prospettiva anti-capitalista e internazionalista.

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Un’emergenza sanitaria che viene da lontano

Milano, terapie intensive al collasso per l’influenza: già 48 malati gravi, molte operazioni rinviate. Difficoltà ad accogliere nuovi pazienti, prenotazioni sospese per i posti letto delle rianimazioni destinati ad accogliere i malati dopo le operazioni, turni straordinari (gratis) per medici e infermieri richiamati dalle ferie. Appello dei medici alla Regione. Numeri record. Le complicazioni dell’influenza, soprattutto le polmoniti, mandano in crisi le rianimazioni”.

“A Pordenone troppe persone hanno l’influenza e gli ospedali bloccano le operazioni. Sospensione degli interventi chirurgici programmati per liberare disponibilità in previsione del picco del virus, previsto nelle prossime ore. Siamo di fronte ad una situazione senza precedenti.”

Quelli appena citati potrebbero sembrare dispacci di questi giorni dovuti alla emergenza della pandemia da Covid-19. E invece no. Sono solo alcuni dei tanti articoli del gennaio 20181 relativi alla situazione degli ospedali della Lombardia e del Friuli Venezia Giulia, in ginocchio per il picco influenzale invernale. La situazione che stiamo vivendo oggi non ha un’unica causa nella straordinarietà del virus che si sta affrontando, del quale poco si conosce; si deve anche, se non soprattutto, al criminale smantellamento della sanità italiana. Come spiegarsi altrimenti il collasso delle sanità regionali considerate “di eccellenza” avvenuto due anni fa a fronte di una banale influenza?

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L’intifada araba e’ ripartita! Assemblea 6/12, Marghera, h. 20

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Nelle ultime settimane, in Algeria, in Libano, in Iraq, in Iran, milioni di giovani, di donne e di proletari di tutte le età si sono riversati nelle piazze con lo stesso grido di battaglia: basta con la corruzione, con il settarismo, con le divisioni interne, con le tasse sui poveri, la penuria, la disoccupazione, la fame! Basta con i nostri governi/regimi dispotici e ladri!

L’intifada araba è ripartita, e prende a suo bersaglio anche le manomissioni esterne, dei vecchi paesi colonialisti (tra cui l’Italia), di Stati Uniti e Russia, e delle nuove potenze regionali (Israele, petrolmonarchie, Turchia, Iran).

Rompiamo il silenzio su queste sollevazioni, impariamo dalla storia e dalla voglia di riscatto delle popolazioni in rivolta! Sosteniamo le lotte degli sfruttati e degli oppressi del Sud del mondo (dalla Palestina al Cile), e diamo voce al bisogno di rialzare la testa nei luoghi di lavoro e nella società, che anche qui cova sotto la cenere.

Uniamoci in un fronte anti-capitalista che fonda in una sola lotta comune, internazionalista le mobilitazioni contro lo sfruttamento del lavoro, la rapina imperialista delle risorse, le guerre, la devastazione del pianeta, la repressione!

Ne discutiamo

Venerdì 6 dicembre alle ore 20
piazzale Radaelli, 3 – Marghera

Comitato permanente contro le guerre e il razzismo – Il Cuneo rosso
Info : comitato.permanente@gmail.comcom.internazionalista@gmail.com

 

Iniziativa pubblica a Mestre – 9 marzo: Sullo sciopero internazionale dell’8/3 e il Manifesto Femminismo per il 99%

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Sabato 9 marzo, ore 17:00
Negozio Piave 67 – Mestre

Oltre l’8 marzo. Bilancio di una giornata di lotta internazionale e nuove prospettive per continuarla

Presentazione del testo

Femminismo per il 99%. Un manifesto
Di Cinzia Arruzza, Tithi Bhattacharya, Nancy Fraser

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Introduce – Paola Tonello (Cuneo rosso)
Partecipano – compagne e compagni del Si-Cobas
Promuove – Comitato permanente contro le guerre e il razzismo

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