Appello per l’organizzazione di uno sciopero unitario in Fca

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Operai autorganizzati Fiat Fca, 22 maggio 2018

Appello per l’organizzazione di uno sciopero unitario in Fca nel giorno dell’annuncio del piano disindustriale

Facciamo appello a tutte le lavoratrici e lavoratori, a tutte le forze sindacali presenti nei vari stabilimenti Fca italiani per una mobilitazione nazionale da organizzare il giorno 1 giugno 2018.

Ormai è certo che il prossimo piano disindustriale Fca non prevede la produzione di vetture di gamma medio/bassa negli stabilimenti italiani.

Le indiscrezioni giornalistiche, che hanno ripreso le dichiarazioni di Marchionne, sul futuro di Fca nel nostro paese non lasciano molti dubbi su eventuali previsioni.
Dopo più di un secolo di produzione di autovetture utilitarie italiane si punterà per il futuro alla costruzione di modelli di gamma alta.

Quanto più volte denunciato sta per concretizzarsi, la produzione di modelli che hanno garantito a Fiat prima e Fca poi di sopravvivere alla crisi industriale degli ultimi decenni sta per terminare. Continua a leggere Appello per l’organizzazione di uno sciopero unitario in Fca

Sciopero in FCA. Un segnale di lotta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

23 marzo 2018: centinaia di operai FCA buttano via la paura e riprendono in mano l’arma dello sciopero!

Mentre scriviamo è ancora tanta la stanchezza dopo una giornata di lotta lunghissima e, per certi aspetti, storica.

E’ ancora difficile e prematuro calcolare gli effetti del messaggio, quanto mai chiaro, che nella giornata di ieri centinaia di operai FCA hanno indirizzato ai padroni e in primo luogo al signor Sergio Marchionne.

Chi era presente con noi fuori ai cancelli dei principali stabilimenti può tuttavia toccare con mano la realtà dei fatti: ieri in tutto il gruppo FCA, da Pomigliano a Cassino, da Melfi a Termoli fino a Mirafiori, le adesioni allo sciopero proclamato dal coordinamento Operai Autorganizzati FCA e indetto e sostenuto in primo luogo dal SI Cobas sono state numerosissime. I dati esatti per noi sono impossibili da quantificare con precisione data la condotta antisindacale e dittatoriale di FCA, che da anni non riconosce la presenza del sindacalismo di base nei suoi stabilimenti e tiene i suoi delegati fuori da ogni rappresentanza, nella migliore delle ipotesi confinati e isolati dagli altri operai, spesso licenziati o (come nel caso dei nostri compagni di Pomigliano) tenuti fuori dal posto di lavoro nonostante le sentenze di reintegro.

Se ci basiamo su quello che ieri abbiamo visto e percepito con i nostri occhi fuori ai cancelli, dalle informazioni e dalle testimonianze che provenivano da alcuni operai e finanche da qualche iscritto e delegato Fiom che ha aderito allo sciopero, possiamo tranquillamente affermare che la percentuale complessiva di adesioni allo sciopero ha ampiamente superato la doppia cifra, con punte di adesioni a Melfi, Termoli e Pomigliano che negli ultimi anni non sono mai state toccate neanche da sindacati ritenuti ben più “rappresentativi”.

Una realtà dei fatti che FCA ha dovuto registrare con nervosismo, arrivando a negare l’evidenza e a rasentare l’assurdo, dichiarando alla solita stampa-amica che le adesioni sarebbero state di solo 1-2 operai per turno proprio nel mentre fuori ai cancelli di Pomigliano erano a decine gli operai che si univano al presidio del SI Cobas, altrettanti fermavano le loro automobili e solidarizzavano con lo sciopero, e tantissimi, pur non sfidando apertamente l’azienda fuori agli ingressi, restavano a casa o vi facevano ritorno dopo aver constatato che lo sciopero era realmente in corso ed era pienamente riuscito. Tutto ciò nonostante lo sciopero di ieri apparisse “problematico” in quanto molti operai erano fortemente incentivati a recarsi al lavoro poichè, dati i numerosi giorni di fermo già decisi dall’azienda, l’adesione per molti rischia di compromettere il raggiungimento del rateo mensile utile al raggiungimento dei premi di risultato. Continua a leggere Sciopero in FCA. Un segnale di lotta