Il forte sciopero dei camionisti in Corea del Sud

Per una foto ancora più indicativa della compattezza dello sciopero, clicca qui.

Dopo il tentativo fallimentare di spezzare lo sciopero, il governo di Seul ha ceduto, accettando sia la richiesta fondamentale dei camionisti, sia garantendo che non ci saranno azioni penali contro chi ha organizzato e praticato il blocco.

In Corea del Sud si è appena concluso (ieri sera 14 giugno) un forte sciopero di camionisti salariati indetto dall’organizzazione sindacale Cargo Truckers Solidarity, aderente al KCTU. Lo sciopero è durato una settimana e, benché abbia riguardato solo 22.000 lavoratori su alcune centinaia di migliaia del settore, ha avuto un grande impatto sulla catena logistica del paese, rischiando di averlo anche sulle catene di approvvigionamento globale.

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Corea del Sud – oggi, sciopero generale indetto dal KCTU, materiali, foto, video (italiano – english)

E’ avvenuto oggi lo sciopero generale in Sud Corea, indetto dal sindacato KCTU, il cui presidente è da oltre un mese tenuto in prigione. Riportiamo un primo resoconto dai media coreani, e sotto un primo comunicato del sindacato. Il comunicato dei media tende, come d’obbligo, a sminuire la portata dell’adesione allo sciopero. Fatto sta che mobilitare 12.000 poliziotti per impedire la manifestazione significa pur qualcosa, o no?

Le notizie sono scarne, ma possiamo postare qualche foto interessante. E, a seguire, un articolo da Truthout.

Possiamo, però, ora (22 ottobre) aggiungere due video, l’uno relativo alla Corea del Sud, l’altro alle iniziative di solidarietà internazionalista avvenute a Tokio, San Francisco e Milano (qui per iniziativa del SI Cobas).

https://youtu.be/33UGLOA2LSU

 https://youtu.be/GfSgjY8SDGQ

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SEOUL, 20 ottobre (Yonhap) – I membri di un’organizzazione sindacale militante sono scesi in strada nel centro di Seul mercoledì come parte di uno sciopero generale di un giorno; alcuni di loro si sono scontrati con la polizia che cercava di bloccare la loro marcia.

I manifestanti affiliati alla Confederazione coreana dei sindacati (KCTU) si sono riversati in massa nelle strade del centro intorno alle 13:30 e hanno iniziato a marciare verso la stazione di Seodaemun, tenendo bandiere e striscioni che rivendicavano i diritti dei lavoratori.

Alcuni di loro si sono azzuffati con la polizia che cercava di impedire loro di muoversi verso il luogo della manifestazione. La polizia ha mobilitato circa 12.000 poliziotti e ha allestito recinzioni e muri di autobus nel centro di Seul per impedire la manifestazione.

Il numero esatto dei partecipanti alla manifestazione non è stato reso noto, anche se si prevedeva che circa 25.000-30.000 scioperanti si sarebbero uniti alla protesta nel centro di Seul, secondo il KCTU. Il KCTU aveva pianificato di organizzare manifestazioni di protesta su larga scala in 14 città e province in tutto il paese, tra cui Seul e Busan, come parte dello sciopero che coinvolge circa 500.000, circa la metà dei suoi 1,1 milioni di membri, per portare in primo piano le questioni del lavoro in vista delle elezioni presidenziali del 2022. Ma il numero effettivo dei partecipanti allo sciopero dovrebbe essere molto inferiore.

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Solidarietà ai camionisti della Corea del Sud contro la repressione padronale e governativa, che ha fatto più di 100 arresti – SI Cobas (english – italiano)

Qui di seguito la presa di posizione di solidarietà internazionalista del SI Cobas verso i camionisti sud-coreani e il loro sindacato KPTU-TruckSol duramente colpiti da un lato dalla politica anti-sindacale di una grande azienda, dall’altro dalla repressione statale, e la denuncia – da parte dei lavoratori coreani – delle condizioni di super-sfruttamento esistenti in quella che si vanta di essere la decima potenza industriale del mondo, il fiore all’occhiello statunitense in Asia. La KCTU si avvia verso lo sciopero generale del 20 ottobre, e per questo il regime democratico lì vigente, con una metodica che ricorda quella fascista, ha pensato bene di arrestarne preventivamente il presidente. Basterà a frenarne l’impeto?

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Solidarity to Korean truck drivers against employer and government repression!

The Korean government, which had the president of the KCTU union arrested ahead of the general strike on 20 October, has now sent 3,600 police to attack truck drivers on strike against the SPC group (a large bakery products chain), which has cancelled two union agreements signed a few months ago; they have arrested more than 100 workers who are members of the KPTU-TruckSol transport union.

This is a very serious attack, in which the ‘democratic'(!) state uses its monopoly of force to support the bosses against workers who have united to defend their conditions from exploitation by capital.

In Korea, as in Italy and all over the world, governments support the bosses against workers.

In the last month again, near Milan, large police forces have repeatedly attacked the pickets of the UNES warehouse workers, who have been suspended from work for over a month mbecause they went on strike.

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