I decreti-Salvini sono stati cancellati? Assolutamente no.

L’impostazione poliziesca, repressiva, discriminatoria, razzista della legislazione italiana in materia di immigrazione è ribadita nella sostanza. Le popolazioni immigrate erano e restano sottoposti a una legislazione speciale.

Sulle poche modifiche di modesto rilievo apportate ai decreti-Salvini nei giorni scorsi dal Conte-2 è stata imbastita un’incredibile campagna di disinformazione. “Cancellati i decreti Salvini, tornano accoglienza e integrazione” (“la Repubblica”, 6 ottobre), “L’umanità prima di tutto” (“la Repubblica”, 7 ottobre), “Sull’immigrazione si volta pagina” (“il manifesto”, 8 ottobre, lo scrivono il Pd Orfini e il segretario di Sinistra italiana Fratoianni). Il falso è talmente clamoroso che debbono smentirsi da sé il giorno dopo, e perfino il giorno prima, parlando di “svolta a metà” (“la Repubblica”, 7 ottobre) o di decreti “quasi umani” (“il manifesto”, 7 ottobre). È disinformazione anche questa, però. Perché le nuove disposizioni in materia di immigrazione targate Lamorgese/Conte-2 non cancellano nulla di essenziale dei decreti-Salvini. Si limitano a pochi ritocchi secondari, confermando l’intero impianto repressivo e criminalizzante verso gli emigranti e verso le lotte operaie e sociali di quei decreti. Decreti che impropriamente prendono il nome da Salvini, ma sono stati in realtà il prodotto dell’asse Lega-Cinquestelle, dal momento che la masnada di Di Maio/Di Battista/Grillo è stata determinante nel loro varo.

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La repressione del conflitto sociale avanza. E’ vitale una risposta unitaria

Immunità penale per i padroni: carcere, processi e misure restrittive per chi lotta… Noi non arretriamo di un millimetro!

Comunicato Si-Cobas, 14 novembre 2019

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In questi giorni, mentre il dibattito parlamentare e le cronache dei media ufficiali sono intente a trovare una nuova scappatoia per garantire un salvacondotto ad Ancelor Mittal e permettere ai padroni di continuare a seminare morte e inquinamento all’Ilva di Taranto, una nuova ondata repressiva si sta abbattendo sul SI Cobas e sulla gran parte dei movimenti di lotta su scala nazionale.

Nelle ultime due settimane l’azione delle Procure è stata pressoché senza sosta.

  1. A Bologna il PM ha richiesto il divieto di dimora per 6 militanti ed operatori sindacali: una richiesta su cui il giudice si esprimerà il prossimo 18 novembre e che è mirata a colpire l’intero gruppo dirigente del SI Cobas bolognese, con lo scopo evidente di decapitare in toto il nostro sindacato in una città che rappresnta uno dei capoluoghi storici delle lotte nella logistica.
  2. A Modena si è giunti addirittura a un “maxi-processo”, con la richiesta di ben 86 rinvii a giudizio contro i lavoratori protagonisti della grande lotta all’Alcar Uno del 2016-2017, e dell’ondata di scioperi che fu capace di scoperchiare il marciume e il fitto sistema di collusioni affaristiche nella filiera della lavorazione carni nella provincia emiliana. A ciò si associa la richiesta di 11 fogli di via a Modena per gli scioperi in ItalPizza. Continua a leggere La repressione del conflitto sociale avanza. E’ vitale una risposta unitaria

Assemblea a Milano del sindacalismo di base (CUB, SI-COBAS, SGB, USI/CIT) e della Federazione anarchica contro il decreto-sicurezza di Salvini, per l’unità nella lotta tra lavoratori immigrati e autoctoni

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Milano, 24 novembre 2018

Incontro sul Decreto “Sicurezza e immigrazione”, che criminalizza i poveri e arresta i lavoratori che lottano, organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base (CUB).

La vera sicurezza è data solo dalla forza delle nostre lotte!

Intervento di  Mattia Scolari (Flaica-CUB Milano)

Intervento di P. Basso (redazione Cuneo rosso)

Intervento avv. Eugenio Losco

Conclusioni P. Basso e avv. E. Losco

 

 

 

26-27 ottobre: la marea del SI Cobas lancia un segnale chiarissimo al governo Conte. Non passeranno!

Già nelle ultime settimane le sensazioni sulla partecipazione al corteo nazionale a Roma erano più che positive. In pochi avrebbero però potuto immaginare cio’ che nel pomeriggio di sabato si è realmente materializzato per le vie della capitale. Circa 15 mila persone in piazza compatte e determinate a dire no al razzismo di Stato e convinte che con la lotta è possibile fermare l’infame “decreto-sicurezza” di Salvini, e con esso la norma “antipicchetti” contenuta nell’articolo 23.

Una mobilitazione che è cresciuta attraverso centinaia di assemblee nei posti di lavoro e che ha portato a Roma migliaia di lavoratori in 152 autobus provenienti da tutta Italia.

In piazza una marea di facchini e lavoratori dei vari settori del SI Cobas come non si era mai vista. Ma non solo: oltre ai movimenti che da sempre sono vicini e solidali con le nostre lotte (movimento per il diritto all’abitare di Roma, disoccupati napoletani, centri sociali e realtà antagoniste), forte è stata la presenza di nuove realtà che si sono unite nelle ultime settimane al percorso di costruzione della mobilitazione: su tutti gli immigrati di Castelvolturno, la comunità bengalese di Roma, i Rom di Palermo e un nutrito spezzone studentesco con in prima fila il collettivo del liceo Mamiani di Roma, unico istituto occupato della capitale.

Il tutto nel più totale oscurantismo dei media, sia di stato che privati: mentre giornali e televisioni di ogni tipo puntavano le loro telecamere su qualche decina di fascisti che tentavano un blitz nel vicino quartiere di San Lorenzo per speculare su un episodio di cronaca nera, non una sola parola è stata detta, non una sola riga è stata scritta su una manifestazione che ha portato in piazza migliaia e migliaia di lavoratori.

Si tratta di una censura praticamente senza precedenti: ciò tuttavia ci sorprende poco, poichè è il segno tangibile di quanto risulti scomoda la nostra iniziativa nell’epoca del razzismo di stato e delle isterie securitarie pilotate ed alimentate dai piani alti del potere.

A dispetto del silenzio dei media, il successo dello sciopero di venerdi era già stato un importante banco di prova di quel che poi è accaduto l’indomani. Continua a leggere 26-27 ottobre: la marea del SI Cobas lancia un segnale chiarissimo al governo Conte. Non passeranno!

Il 27 ottobre, manifestazione a Roma contro il governo Lega-Cinquestelle, senza se e senza ma

Alla prospettiva dei “sovranisti” di destra e di sinistra,  che è catastrofica per i lavoratori di tutto il mondo, contrapponiamo il fronte unico proletario anti-capitalista, internazionale e internazionalista!

Dalla sua nascita fino ad oggi, il governo Lega-Cinquestelle gode di un largo consenso popolare. Ha saputo accreditarsi come un governo che sa affrontare a muso duro i “poteri forti”, anzitutto l’UE. Un governo che comincia finalmente a restituire ai lavoratori qualcosa di ciò che è stato loro rapinato in trenta e più anni di “austerità neo-liberista” targata centro-destra e centro-sinistra. La decisione di “tirare dritto” dopo che Bruxelles ha bocciato la finanziaria per il 2019 rafforza questa immagine. La rafforza anche tra le organizzazioni politiche e sindacali della sinistra non (ancora) parlamentare, per le quali il governo Salvini-Di Maio sarebbe addirittura un governo “progressista” da sostenere nel suo conflitto con i suddetti “poteri forti”, o rispetto al quale restare neutrali.

Si tratta di un colossale abbaglio, se ci riferiamo ai lavoratori comuni, di una canagliata, se ci si riferisce a ex-militanti di sinistra. Continua a leggere Il 27 ottobre, manifestazione a Roma contro il governo Lega-Cinquestelle, senza se e senza ma