Arrestati dirigenti nazionali del SI Cobas: un nuovo, pesantissimo attacco repressivo contro il sindacato di classe e le lotte dei lavoratori. Primo comunicato del SI Cobas

Ci troviamo di fronte all’offensiva finale da parte di stato e padroni contro lo straordinario ciclo di lotte che ha visto protagonisti decine di migliaia di lavoratori, che in tutta Italia si sono ribellati al caporalato e a condizioni di sfruttamento brutale.

All’alba di stamattina, su mandato della procura di Piacenza, la polizia ha messo agli arresti domiciliari il coordinatore nazionale del SI Cobas Aldo Milani e tre dirigenti del sindacato piacentino: Mohamed Arafat, Carlo Pallavicini e Bruno Scagnelli.

Le accuse sono di associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio. Tale castello accusatorio sarebbe scaturito dagli scioperi condotti nei magazzini della logistica di Piacenza dal 2014 al 2021: secondo la procura tali scioperi sarebbero stati attuati con motivazioni pretestuose e con intenti “estorsivi”, al fine di ottenere per i lavoratori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale…

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Piacenza: un attacco al diritto di sciopero e ai lavoratori immigrati. Appello dei giuristi democratici, di Moni Ovadia e altri intellettuali

Il 28 gennaio scorso a Piacenza i lavoratori della TNT (appena incorporata dalla multinazionale della logistica FedEx) sono scesi in sciopero per opporsi ai licenziamenti preannunciati dall’azienda in tutta Europa. Lo sciopero, indetto dal Si Cobas e durato 13 giorni, si è concluso con un accordo sindacale siglato in prefettura il 9 febbraio.

La vertenza – un normale seppur aspro scontro sindacale – ha avuto dei seguiti repressivi di estrema gravità, già preannunciati, il 1° febbraio, da un intervento brutale delle forze dell’ordine che, per sciogliere un “assembramento” di lavoratori, hanno fatto uso di gas lacrimogeni.

Dopo lo sciopero e l’intervenuto accordo tra le parti, infatti, la Procura della Repubblica di Piacenza ha aperto un procedimento penale contro 29 lavoratori (quasi tutti di origine straniera) per i delitti di violenza privata, invasione di terreni e violenza a pubblico ufficiale nel quale, il 10 marzo, sono state applicate sette misure cautelari (due arresti domiciliari e cinque divieti di dimora), effettuate numerose perquisizioni domiciliari con sequestri di cellulari e computer e comunicati sei avvisi di revoca di permessi di soggiorno. Nella formulazione dei capi di imputazione la Procura si è spinta a sostenere che la vertenza in cui sono avvenuti i fatti contestati è «fuori di qualsiasi lecita rivendicazione di tipo sindacale, di qualsiasi vertenza o relazione industriale».

L’impostazione accusatoria non ha retto al controllo del riesame che ha annullato pressoché in toto i provvedimenti cautelari. Ma le misure originariamente disposte e le loro motivazioni segnalano un’escalation dell’azione repressiva contro i lavoratori e le lavoratrici della logistica impegnati in dure vertenze sindacali a tutela del posto di lavoro e delle relative condizioni (ben 400 sono gli operai e le operaie indagati solo a Modena). Ad essere in pericolo sono lo stesso esercizio del diritto di sciopero e la libera organizzazione sindacale, che non possono certo essere soggette a valutazioni di merito dell’autorità giudiziaria. Altrettanto grave è il ricorso alla legislazione speciale sull’immigrazione per restringere e violare i diritti delle persone immigrate (giudicate essenziali “risorse” per l’economia nazionale, ma che si vorrebbero ridurre alla condizione di “paria”).

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Piacenza. 25 perquisizioni e arresti tra gli operai della TNT. Mobilitiamoci contro questa aggressione! Arafat e Carlo liberi subito!

E’ scattata alle 6 di questa mattina a Piacenza una operazione di polizia contro gli operai della TNT-FedEx e i responsabili del SI Cobas, colpevoli di avere respinto nelle scorse settimane un attacco della multinazionale ai loro posti di lavoro, come a quelli di altri magazzini in tutta Europa, con uno sciopero durato 13 giorni, conclusosi con un accordo favorevole agli operai.

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