Uscire allo scoperto. Mozione dell’assemblea del 2 aprile (Si-Cobas)

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L’assemblea virtuale nazionale di giovedì 2 aprile, partecipata da oltre 150 persone a nome di decine di organizzazioni politiche, sindacali e sociali, si è confrontata in maniera ampia e articolata sui temi posti all’ordine del giorno con l’appello lanciato dal SI Cobas, e sulle implicazioni drammatiche dell’emergenza sanitaria ed economica connessa alla pandemia mondiale di CoViD-19.

Questa pandemia mette a nudo la crisi rovinosa che sta attraversando ogni aspetto del dominio capitalistico; dal processo di impoverimento al quale ampi strati della classe lavoratrice e masse povere stanno andando incontro (solo in Europa le stesse fonti istituzionali prospettano 25 milioni di nuovi disoccupati e 35 milioni di persone costrette a vivere sotto la soglia di povertà) al tentativo di governi e padroni di occultare le loro responsabilità storiche nell’aver determinato la crisi sanitaria globale. Continua a leggere Uscire allo scoperto. Mozione dell’assemblea del 2 aprile (Si-Cobas)

سلسلة من الكوارث الرأسمالي ة التي يجب اللا يدفع ثمنها الطبقة الشغيل ة

The following article attempts to sketch the main features of the current crisis. Written in Italian, we are pleased to be now publishing an Arabic version of it. It ranges from the social causes of the covid-19 pandemic, by taking into consideration the role played by agribusiness exploitation of the environment (which over the past decades has increasingly brought about pathogens spillovers) to public health systems disruption caused by profit driven austerity and privatizing policies, through the dramatic effects on public health of hundreds of thousands of working class people forced to gather in factories, warehouses, supermarkets etc. with no PPE whatsoever. The article also deals with the abysmal economic crisis presently unfolding before our eyes ending with a call for working class people to coordinate internationally and stand up to the upcoming brutal measures capitalist forces are about to adopt to try and overcome the crisis they have actually generated.

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Riparte la produzione degli F35: decisione inaccettabile sulla pelle dei lavoratori

Gli F-35A della Hill AFB conducono una massiccia esercitazione al ...

Il 29 marzo è ripresa la produzione degli F35 alla Leonardo di Cameri (riportiamo qui sotto il comunicato della campagna Sbilanciamoci!). Una produzione di “beni” che la società e il governo italiano ritengono essenziali e fondamentali! Non possono certo essere messe a rischio le commesse (di morte), ripetono all’unisono, ma la salute degli operai, come quella della maggior parte dei lavoratori, disoccupati, donne, sfruttati e lavoratori immigrati che, in questi mesi, si ammalano e muoiono nei campi, nelle fabbriche e nei posti di lavoro, a casa e in ospedale: quella sì! Continua a leggere Riparte la produzione degli F35: decisione inaccettabile sulla pelle dei lavoratori

Una tempesta perfetta, di S. Bouquin

Pubblichiamo volentieri un testo di S. Bouquin1, che ci è stato segnalato dall’animatore del sito svizzero www.alencontre.org, Charles-André Udry. Questo articolo, che espone in modo lineare le questioni di cui si discute in questi giorni, contiene una affermazione-chiave: “La crisi ecologica, così come la pandemia da coronavirus, dimostrano che non è un determinato tipo di capitalismo – quello cosiddetto “neoliberista” – che costituisce il problema, ma il capitalismo in quanto tale.”. E invita a riflettere sulla trama di solidarietà tra lavoratori e comuni cittadini (non sfruttatori) che in queste difficili settimane di emergenza sanitaria e di isolamento sociale si va creando. Solidarietà di tipo elementare, non ancora strutturata come solidarietà di classe, è evidente, ma su cui si potrà fare leva quando inevitabilmente riesploderanno le lotte contro i poteri che ci hanno precipitato là dove siamo.

The Perfect Storm | Carolyn Custis James

Stephen BOUQUIN

Una tempesta perfetta è un film catastrofico sull’incontro tra un tornado e un uragano. Alla pandemia di Coronavirus si accompagna d’ora in poi una crisi finanziaria ed economica di portata ancora sconosciuta. Questi sono gli ingredienti di una «tempesta perfetta» che nessuno sa dove ci potrà condurre. La situazione è drasticamente mutata e bisogna rendersi conto in pieno di questo cambiamento.

1. Il mostro è alle porte

Il Covid-19 è un “nuovo” virus della famiglia dei coronavirus, la cui esistenza è nota da più di 15 anni, ma la ricerca sul quale è stata fermata perché “non redditizia” vista l’assenza di un suo mercato. Il Covid-19 o SARS-COV-2 (Sindrome Respiratoria Acuta Grave da Coronavirus 2) è una specie recente, identificata poco più di due mesi fa. Questo virus si caratterizza per: 1) alto grado di infettività; 2) lungo periodo di incubazione; 3) elevato numero di casi asintomatici; 4) tasso di mortalità molto più elevato rispetto alla normale influenza; 5) lunga durata della malattia. Tutti questi elementi modificano il quadro della situazione rispetto al caso dell’Ebola o del virus Zika, che certo sono caratterizzati da una mortalità più elevata (50% o più), ma in questi casi le possibilità di contagio sono molto ridotte, il che ne rallenta la diffusione.

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Stati Uniti: gli scioperi operai spontanei fanno chiudere gli stabilimenti FCA, GM e Ford (Labor Notes)

Conversations with Troublemakers 4_10

Riprendiamo da “Labor Notes” un articolo di Chris Brooks di qualche giorno fa che spiega come si è arrivati alla chiusura degli stabilimenti delle Big 3 dell’auto (FCA, GM, Ford) : a seguito di scioperi spontanei di gruppi di operai. Leggendolo, troverete forti somiglianze con la situazione italiana (dove tutto è partito dallo sciopero spontaneo alla FCA di Pomigliano d’Arco): padroni dalla mentalità schiavistica ostili alla chiusura; burocrati sindacali simili a pecore che implorano i padroni di non fare i padroni; gruppi di operai e operaie incazzati, come Marissa Williams, che prendono in mano la difesa della propria salute e della propria vita. Non c’è altra strada. Inutile dire: se andate a leggere “Gazzetta Motori” del 20 marzo scorso, che parla della chiusura delle Big 3, degli scioperi spontanei non c’è traccia alcuna.

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A seguito di un certo numero di scioperi spontanei autorganizzati che sono scoppiati negli impianti automobilistici con casi confermati di coronavirus, le grandi case automobilistiche hanno annunciato che inizieranno a sospendere temporaneamente la produzione, almeno fino al 30 marzo. Honda, una impresa che ha diversi stabilimenti in Nord America senza sindacato, aveva già annunciato che stava sospendendo la produzione per una settimana garantendo ai dipendenti il salario pieno. Un portavoce dello stabilimento di assemblaggio Fiat-Chrysler di Sterling Heights (SHAP) ha detto al Detroit News che “i dipendenti non si sono rifiutati di lavorare”, contraddicendo quanto i lavoratori dell’auto hanno riferito a Labor Notes (si veda l’intervista con uno di loro qui sotto).

Ieri sera e questa mattina i lavoratori, organizzando uno sciopero spontaneo, hanno fermato la produzione nello stabilimento di assemblaggio Fiat-Chrysler di Sterling Heights (SHAP), in Michigan. Ciò è avvenuto dopo aver appreso che due colleghi erano stati messi in quarantena con il coronavirus.

Il secondo turno termina normalmente alle 3 del mattino, ma l’azienda ha finito per chiudere lo stabilimento alle 22:30. I turnisti del mattino sono entrati nello stabilimento, ma si sono fermati, rifiutandosi di lavorare. Dopo tre ore la direzione si è arresa e li ha mandati a casa.

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