Allarmi pandemici del terzo millennio – Ernesto Burgio

In vista della nuova assemblea sulla pandemia/sindemia da covid-19 prevista per il 10 aprile p.v., iniziamo oggi la pubblicazione di alcuni materiali di approfondimento e documentazione.

Il primo è un estratto dal libro di Ernesto Burgio, Ambiente e salute. Inquinamento, interferenze sul genoma umano e rischi per la salute. Si tratta del capitolo conclusivo del libro, il 20°. E’ stato scritto 10 anni fa, ed anche questo consente di coglierne il valore.

Vi si trova, in partenza, una constatazione che taglia le gambe ad ogni infantile visione cospirazionista: “da circa quindici anni il mondo dei virus influenzali è in grande e preoccupante fermento e che vari sottotipi e ceppi pericolosi sembra siano effettivamente emersi dal grande serbatoio aviario naturale e/o da impianti zootecnici e avicoli nei quali è massima la pressione selettiva e quindi la frequenza di eventi mutazionali e di ricombinazione che possono dar vita al nuovo, atteso e temuto, virus pandemico (che, non bisogna dimenticarlo, non potrà, prima o poi, che manifestarsi)”. Il 1997 viene identificato come il primo anno di grande allarme per la possibile, anzi probabile, emersione di un insidioso virus pandemico.

Il testo contiene, assieme ad un inquadramento storico della questione, un’importante messa in guardia sulle “complesse relazioni tra virus ed esseri umani” e sulle differenti, complicate, talora estremamente sofisticate “strategie di colonizzazione” dei virus, che ci ha aiutati e ci aiuta a diffidare in modo metodico dalle rappresentazioni semplificate (di segno spesso opposto) che hanno avuto in questi anni, per le più svariate ragioni, un’audience enorme. Sorprenderà di trovare, in qualche passaggio, perfino i termini “mistero” o “misterioso”, che in questo contesto, evidentemente, non si riferiscono a insondabili misteri di ordine religioso da accettare per fede, ma a meccanismi naturali, o naturali e sociali al tempo stesso, di cui non siamo stati ancora in grado, come specie umana, di venire a capo.

Ce n’è, in largo anticipo, anche per il “vaccinismo di stato” miracolista che ha dominato la scena nell’ultimo periodo quando si rileva che “un uso eccessivo di vaccini (in larga misura sperimentali) e di antivirali potrebbe esercitare sul “nuovo” H1N1 un’indebita pressione selettiva: evento sempre pericoloso e in parte già messo in evidenza dal fatto che le uniche sequenze oggi in rapida evoluzione sono quelle codificanti per la neuraminidasi, su cui agiscono appunto i farmaci antivirali, che potrebbero essere un’arma fondamentale nei confronti di un eventuale mutante o ricombinante pericoloso e che rischiano di trasformarsi assai rapidamente in un’arma spuntata”.

Né manca, in conclusione, il secco richiamo alle “energiche misure di prevenzione primaria, atte a ridurre le opportunità di trasformazione del virus nei suoi serbatoi naturali e artificiali ed a contrastarne la diffusione tra uomini ed (altri animali): le uniche contromisure veramente efficaci ed urgenti in caso di allarme pandemico”. Quelle di cui in Italia e, a gradi differenti, in tutti i paesi appartenenti alla “superiore civiltà occidentale” non c’era, e non c’è tuttora, praticamente traccia.

Siamo, insomma, nel campo della scienza degna di questo nome.

Buona lettura. (red.)

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Come tutti sanno il 1918 è stato l’anno della Spagnola, passata alla storia come la “Madre” di tutte le pandemie, reali o paventate, dell’ultimo secolo. Uno dei maggiori esperti in questo campo, Jeffrey Taubenberger, ha recentemente proposto in modo convincente di riconoscere una fondamentale continuità tra la drammatica comparsa del virus H1N1 nel 1918 e gli ulteriori eventi pandemici (1957, 1968, 2009), tutti dovuti a ulteriori trasformazioni genetiche, antigeniche e patogenetiche di quel virus influenzali. Non è facile fare il punto sulla situazione, dopo una serie di “allarmi pandemici” che hanno profondamente condizionato e condizionano tanto le valutazioni degli esperti, quanto quelle dei non addetti ai lavori. È certo però che da circa quindici anni il mondo dei virus influenzali è in grande e preoccupante fermento e che vari sottotipi e ceppi pericolosi sembra siano effettivamente emersi dal grande serbatoio aviario naturale e/o da impianti zootecnici e avicoli nei quali è massima la pressione selettiva e quindi la frequenza di eventi mutazionali e di ricombinazione che possono dar vita al nuovo, atteso e temuto, virus pandemico (che, non bisogna dimenticarlo, non potrà, prima o poi, che manifestarsi).

La data chiave per comprendere la sequela di allarmi e allarmismi pandemici che si susseguono da oltre un decennio, è probabilmente il 1997. E questo per almeno due ragioni.

La prima è che nel marzo di quell’anno apparve su Science l’articolo di un giovane patologo di origine tedesca, nonché direttore del laboratorio di biologia molecolare presso l’Armed Forces Institute of Pathology, Jeffrey K. Taubenberger: il giovane e fino a quel momento semi-sconosciuto ricercatore, dimostrava di esser riuscito a isolare e a sequenziare, almeno in parte, il genoma del virus della Spagnola.

L’articolo che annunciava la clamorosa scoperta, era stato inopinatamente rifiutato dalla rivista inglese Nature e lungamente tenuto in “lista d’attesa” dalla rivista americana Science. I revisori delle due prestigiose riviste erano probabilmente scettici di fronte all’exploit di un giovane outsider, che pretendeva di esser riuscito a fare quello che i maggiori virologi e biologi molecolari al mondo reputavano pressoché impossibile.

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Siamo proprio sicuri che la pandemia stia finendo?, di Ernesto Burgio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo queste brevi ma puntuali note di Ernesto Burgio: una messa in guardia contro l’idea che la pandemia da Covid 19 sia ormai ai titoli di coda.

Non bisogna sottovalutare la pandemia. Purtroppo le voci che circolano in questi giorni rischiano di confondere. La pandemia va sempre considerata nella sua dimensione internazionale e nella sua evoluzione non lineare. Giro l’ultimo mio commento, che ho appena mandato in rete in risposta a troppi colleghi che sono convinti che la pandemia stia per finire.

Ero incerto se scrivere queste poche parole di commento al dibattito di questi giorni. Sia perché ormai ho la sindrome del grillo parlante, sia perché in questo momento è veramente difficile orientarsi, sia perché non ne possiamo più di sentire alcuni personaggi dire tutto e il contrario di tutto nel giro di pochi giorni, smentendosi a vicenda o addirittura auto smentendosi.

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Il legame tra cancro e ambiente negli studi di epigenetica. Un’intervista a Ernesto Burgio (con aggiunte segnalazioni dei lettori su Terra dei fuochi e Pfas)

Reducing air pollutants bigger benefit than curing breast cancer -  cybermednews.eu

Pubblichiamo qui sotto un breve, incisivo intervento di Ernesto Burgio, fatto a presentazione di un convegno dedicato agli studi di epigenetica in relazione al cancro.

Gli studi di epigenetica, recenti e in rapida crescita, riguardano, per usare una metafora, gli spartiti cangianti secondo cui viene interpretata in un modo o nell’altro la musica potenzialmente racchiusa, a livello strutturale, nel nostro patrimonio genetico. In questo intervento, Burgio sottolinea come l’interpretazione del cancro alla luce dell’epigenetica, come adattamento fuori controllo dello spartito alle stimolazioni ambientali, chiami in causa con rinnovata forza il nesso tra il fenomeno del tumore, il male del XX secolo, con tutto il suo incremento, specie tra i bambini, e appunto l’ambiente, ovvero la società del capitalismo; si parla, per esempio, di inquinamento atmosferico e delle acque, di circolazione di sostanze nocive nelle catene alimentari, etc.

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Un report sulla giornata del 17 aprile, in difesa della salute della classe lavoratrice e della vita, e sulle prossime iniziative

La giornata di sabato 17 aprile organizzata dall’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi in difesa della salute e della vita, è riuscita. Coinvolgere dai 200 ai 300 partecipanti per più di 8 intense ore di lavoro, con un migliaio di contatti sulle diverse pagine facebook, è un risultato che neppure il più vile dei nostri critici potrebbe definire negativo. È stato un contributo di analisi e di controinformazione al rilancio dell’iniziativa di classe su questo terreno.

Infatti, come è stato sottolineato nell’introduzione di Peppe D’Alesio e, tra gli altri, nell’intervento del coordinatore SI Cobas Aldo Milani e del delegato Gkn Dario Salvetti, dopo le forti risposte di lotta del marzo scorso, con l’astensione organizzata in molti magazzini della logistica e le proteste spontanee di diverse fabbriche metalmeccaniche del centro-nord, l’iniziativa dei lavoratori è rifluita. Non così il livello di contagio e di mortalità del covid, le cui cause sono strutturalmente legate al modo di produzione capitalistico e alla rovinosa (e dolosa) gestione dell’azione di contrasto alla diffusione del virus. Il riflusso dell’iniziativa proletaria si spiega sia con la repressione, accompagnata da un’opera di silenziamento istituzionale delle lotte in corso (salvo che si tratti delle proteste dei bottegai); sia con il fatto che gli stessi lavoratori più combattivi non sono riusciti a superare un livello elementare di auto-difesa, e a porre questioni di ordine generale concernenti le politiche sanitarie di stato. In questo anno è mancata anche una significativa attività sindacale di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. La giornata del 17 si è posta quindi in netta controtendenza rispetto all’attitudine che è al momento egemone tra i proletari, e privilegia la difesa del posto di lavoro alla difesa della salute. Coerenti con l’impegno preso a Bologna il 27 settembre dell’anno scorso, le forze promotrici dell’Assemblea si sono assunte ancora una volta il compito di essere un passo avanti (forse due) rispetto allo stato di coscienza medio dei lavoratori su questioni che sono oggi cruciali, e lo resteranno per gli anni a venire.

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17 APRILE, giornata di controinformazione, denuncia e lotta in difesa della salute e della vita: gli interventi di Rob Wallace, Ernesto Burgio, Luc Thibault, Visconte Grisi, Antonio Bove

[Gli interventi sono volutamente duplicati, in maniera da poter scegliere tra la versione proposta da WordPress e quella incorporata con il codice HTML]

Visto il successo in termini di partecipazione che la giornata di controinformazione relativa alla pandemia da Sars-Cov-2 indetta lo scorso sabato 17 aprile dall’Assemblea dei Lavoratori e delle Lavoratrici Combattivi ha riscosso, pubblichiamo di seguito le registrazioni di alcuni tra gli interventi più significativi che si sono susseguiti nel corso dei lavori. Ci è sembrato utile socializzare questi importanti contributi di analisi perché possono costituire un saldo punto di partenza da cui partire per sviluppare un’iniziativa organizzata sui luoghi di lavoro e nel territorio in difesa della salute dei lavoratori e della vita, contro le vecchie e le nuove malattie, le vecchie e le nuove nocività, come parte di una tenace resistenza al sistema capitalistico, che di questa pandemia e delle tante ferite alla salute e alla vita è il responsabile primo e ultimo.

[WALLACE] – Le cause di fondo della pandemia da covid-19, il rischio concreto di un seguito di pandemie di questo tipo, la necessità di attaccarne e rimuoverne le cause

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