Ilva Genova. Solidarieta’ alla lotta degli operai! Ma la battaglia vera inizia adesso!

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Qui di seguito trovate la bella presa di posizione del SI-Cobas sui tre giorni di lotta degli operai Ilva a Genova [fonte immagine http://www.quotidiano.net/ilva-poliziotta-genova-1.1679238]

I tre giorni di mobilitazione dei lavoratori dell’ILVA di Genova – a fronte dell’arrogante atteggiamento del Governo Renzi sulla vertenza in atto – sono il termometro reale della determinazione di questi lavoratori, scesi generosamente in lotta contro l’ennesima operazione che, con l’apertura del bando d’acquisto del gruppo, prepara sottobanco le condizioni per tagli salariali, esuberi e ristrutturazione degli impianti.

Tre giorni di battaglia operaia, aperta e generosa, che non possiamo che salutare calorosamente e con cui solidarizziamo! Tre giorni di battaglia dove gli operai- a fronte del muro innalzato dal Governo, a fronte degli opportunisti inviti alla calma da parte delle istituzioni locali, a fronte delle provocazioni della Questura e delle forze dell’ordine nell’ultima giornata di sciopero – hanno saputo reagire, rispondendo con fermezza e spingendo perché venissero chiamati alla lotta gli operai di altre fabbriche.

Ma i tre giorni di battaglia ci raccontano qualcosa di più. Continua a leggere Ilva Genova. Solidarieta’ alla lotta degli operai! Ma la battaglia vera inizia adesso!

Contratto dei metalmeccanici: tutto fermo, salvo i padroni e la repressione anti-operaia.

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[fonte immagine: http://www.lettera43.it/economia/aziende/45078/alcoa-passera-pessimista.htm]

A che punto è la vertenza sul contratto dei metalmeccanici? Ad un punto morto, per ora. Perché la Federmeccanica ha messo sul tavolo condizioni pesantissime, e dichiarato apertamente che non ha alcuna fretta di concludere un nuovo contratto. O il contratto si fa alle loro condizioni, o i padroni della metalmeccanica ne faranno volentieri a meno, facendo valere i rapporti di forza che gli sono, al momento, favorevoli anche per l’appoggio incondizionato che gli assicura il governo Renzi.

Le condizioni padronali sono note, perciò le richiamiamo in breve: 1) svuotamento pressoché totale del contratto nazionale, che da ora in poi servirà solo a definire un ‘quadro’ di principi, comunque tutti derogabili a livello aziendale, e i minimi salariali; 2) niente aumenti salariali per il 2016, e dal 2017 in avanti aumenti salariali subordinati agli incrementi di produttività, alla redditività delle imprese, al tasso di inflazione, alla accettazione delle ‘flessibilità’, e riservati solo a una parte dei lavoratori; 3) fine di ogni forma di automatismo, e cancellazione degli scatti di anzianità; 4) totale flessibilità nell’impiego della forza-lavoro in fatto di orari e straordinari; 5) integrale subordinazione dei PAR (permessi retribuiti) alla ‘prestazione effettiva’ e possibilità di monetizzarli; 6) nessun ruolo delle RSU in materia di ‘flessibilità’ e applicazione del Job’s Act; 7) massimo sviluppo del cosiddetto ‘welfare aziendale’. Con questa loro contro-piattaforma d’attacco i padroni puntano a ridurre salari e diritti, e mirano al contempo alla aziendalizzazione e ‘fidelizzazione’ integrale dei propri dipendenti e delle loro famiglie sul modello statunitense e giapponese. È altrettanto chiara la valenza politica di tutto ciò: approfondire la concorrenza e le divisioni nella classe lavoratrice, ostacolare il più possibile la sua ricomposizione unitaria in un comparto-chiave di essa, i metalmeccanici. Continua a leggere Contratto dei metalmeccanici: tutto fermo, salvo i padroni e la repressione anti-operaia.