Aggressione armata alla FedEx-Zampieri di Tavazzano: un lavoratore del SI Cobas in fin di vita! (Italiano – English)

Un nuovo, gravissimo episodio dell’aggressione padronale-mafiosa-statale alla lotta dei facchini TNT-FedEx di Piacenza e di tutta Italia. Chi ha un po’ di sangue nelle vene ed è rimasto finora alla finestra, ne tragga le debite conseguenze. Ha due occasioni immediate per farlo: lo sciopero della logistica del 18 giugno e la manifestazione nazionale a Roma del 19 giugno.

La sorte di questa lotta dura, esemplare, anticipatrice peserà molto sulla futura lotta contro i licenziamenti di massa. Facciamo tutto quanto è possibile per spezzare l’isolamento attraverso cui padronato, governo e mass media vogliono soffocarla.

AGGRESSIONE ARMATA ALLA FEDEX- ZAMPIERI DI TAVAZZANO (LODI):

UN LAVORATORE E’ IN FIN DI VITA MENTRE LA POLIZIA STA A GUARDARE!!!

FEDEX E ZAMPIERI MAFIOSI ASSASSINI!!!

Poco fa, verso l’1,00 di notte, alla Zampieri di Tavazzano il presidio dei lavoratori Fedex di Piacenza è stato aggredito a colpi di bastoni, frammenti di bancali, sassi e bottiglie da una cinquantina di bodyguard assoldati dai padroni.

La squadraccia guidata dai capiclan di Zampieri, mimetizzatisi tra i lavoratori e col sostegno di qualche crumiro, ha attaccato il presidio, composto da circa 40 lavoratori del SI Cobas a mani nude, e per circa 10 minuti è stato lasciato agire indisturbato dalla polizia che era a pochi passi e non ha mosso un dito.

Il risultato è un lavoratore di Piacenza con la testa fracassata, e attualmente ricoverato in fin di vita!!!

E’ oramai evidente la reale identità di Zampieri: un’organizzazione mafiosa che agisce col sostegno di Fedex e col beneplacito delle forze dell’ordine.

Come accaduto due settimane fa a San Giuliano Milanese, questi criminali hanno teso un agguato in maniera infame e vigliacca, approfittando della presenza meno numerosa del presidio rispetto ad altre sere a causa dell’impegno dei lavoratori su altri fronti di lotta.

La lotta eroica dei lavoratori di Piacenza, oltre ad imprimere pesanti perdite economiche al colosso americano e ai suoi scagnozzi di Zampieri, sta contribuendo a svelare una volta per tutte la reale identità di Fedex: un’associazione a delinquere che si serve della criminalità organizzata per reprimere col sangue le proteste dei lavoratori.

Lo abbiamo promesso tre mesi fa e stiamo mantenendo l’impegno: Fedex e Zampieri non avranno tregua finchè non sarà restituito il posto di lavoro ai facchini di Piacenza!

Le loro aggressioni non fanno altro che rafforzare la lotta dei lavoratori e indebolire e screditare il fronte padronale!

Continueremo a rispondere colpo su colpo alla loro violenza con la forza organizzata dei lavoratori di tutta la filiera e dell’intero settore della logistica.

Denunceremo in tutte le sedi che i complici del tentato omicidio di stasera sono il governo Draghi, il ministro Giorgetti e le forze di polizia che attaccano gli scioperi e assistono inermi alle aggressioni di bande armate contro i lavoratori!

Per questo il 18 giugno invitiamo tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero nazionale del Trasporto merci e Logistica, e invitiamo tutti i proletari, i solidali e i movimenti che intendono opporsi alla brutalità di padroni e mazzieri a manifestare sabato 19 giugno a Roma.

Il SI Cobas si stringe al fianco del lavoratore colpito, augurandosi che tutto vada per il meglio, e chiama tutti i propri aderenti alla mobilitazione per far si che questa infame aggressione non resti impunita.

SI Cobas nazionale

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AT FEDEX – ZAMPIERI DI TAVAZZANO (LODI): ARMED AGGRESSION TO THE SI COBAS WORKERS. A WORKER IS END OF LIFE WHILE THE POLICE IS WATCHING !!! FEDEX AND ZAMPIERI MAFIOSI MURDERERS!

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Piacenza: un gruppo di iscritti alla CGIL contesta il proprio sindacato, e appoggia la lotta contro FedEx – TIR

Una buona nuova da Piacenza: una trentina di iscritti alla CGIL sconfessano il proprio sindacato.

Da Piacenza arriva una buona notizia: una trentina di iscritti alla CGIL (della “mozione Landini” – notabene) contestano dalla a alla zeta la posizione assunta dal loro sindacato nello scontro tra i facchini del SI Cobas e la multinazionale statunitense FedEx. Lo fanno con una lettera aperta, non nelle segrete stanze del sindacato dove la loro critica sarebbe stata soffocata. È un atto coraggioso e non deve passare sotto silenzio. Soprattutto per quello che i dissidenti dicono:

1)la CGIL deve cambiare rotta, e appoggiare i lavoratori della logistica che si stanno battendo contro la chiusura del magazzino di Piacenza, anziché attaccarli;

2)la CGIL deve riconoscere che “i SI Cobas hanno fatto il loro mestiere, con scioperi e picchetti” [un sindacato degno del suo nome fa questo -n.], e prendere posizione netta “contro la repressione poliziesca che ne è derivata, con arresti, divieti di dimora e revoche del permesso di soggiorno”;

3)la CGIL, di conseguenza, deve ritirare l’esposto contro i picchetti del SI Cobas che ha fatto agli organi repressivi dello stato;

4)la CGIL deve incontrarsi con il SI Cobas per ricomporre il conflitto tra le due organizzazioni sindacali, per “unire il fronte dei lavoratori” contro FedEx, impedendo al padrone di portare avanti le sue manovre di divisione.

Auguriamo a queste compagne e compagni che la loro sortita sia raccolta dal più gran numero di iscritti alla CGIL, e ottenga davvero un cambio di rotta. Anche se su questa seconda cosa nutriamo forti dubbi, data la dura risposta, quasi una minaccia, arrivata a stretto giro dalla segreteria del sindacato: “Risponderemo alle richieste a tempo debito e nelle sedi opportune”. Ci auguriamo che non demordano dalla loro iniziativa, perché è il miglior contributo che possano dare a quell’unità del fronte di classe contro il fronte padronale a cui mostrano di tenere quanto noi.

Due parole in più, invece, sulle polemiche sorte intorno alla protesta dei lavoratori del SI Cobas davanti alle sedi della CGIL di Piacenza e di Bologna. Piovvero critiche, in certi casi sull’iniziativa in sé (non si manifesta contro altri sindacati), in altri casi sui toni “esagerati” o “eccessivi”. Alla base di queste critiche ci sono due radicali errori politici.

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Roma, 4 maggio: un martedì da leoni presso i palazzi del potere romani – SI Cobas

UN MARTEDI’ DA LEONI: DAL NAZARENO OCCUPATO PARTE IL NOSTRO ULTIMATUM A ORLANDO E GIORGETTI!

Note sulla giornata di mobilitazione del 4 maggio presso i palazzi del potere romani.

In uno dei nostri primi comunicati all’indomani della chiusura dell’hub Fedex di Piacenza dichiarammo che se i padroni americani intendevano muovere guerra al SI Cobas, tale guerra sarebbe stata per loro molto lunga, dura, irta di insidie e estremamente svantaggiosa.

In quasi un mese e mezzo di lotta, Fedex sta toccando con mano che la nostra non era una semplice enunciazione, bensì un dato di fatto che si materializza quotidianamente sotto i loro occhi.

Nella mattinata di ieri, a seguito della persistente resistenza dei padroni ad aprire un tavolo di trattativa col SI Cobas sui destini di Piacenza e di tutta la filiera nazionale, a fronte dell’utilizzo spudorato dei sindacati di stato Cgil-Cisl-Uil come teste d’ariete per sopprimere la nostra organizzazione e, con essa, la libertà di iniziativa sindacale in Fedex, e all’indomani dell’ennesimo attacco repressivo contro gli operai in lotta con almeno 15 fogli di via dal comune di Peschiera Borromeo, avevamo indetto una manifestazione a Montecitorio per esigere l’apertura immediata di un tavolo permanente col governo e i ministeri competenti dopo che il precedente incontro informale con i funzionari del ministero del lavoro (svoltosi a seguito del presidio a Roma di metà aprile) non aveva dato esito alcuno.

Nel pomeriggio di lunedì la Questura di Roma ci ha comunicato il divieto di piazza Montecitorio, a loro dire giustificata da una concomitante manifestazione nello stesso luogo e alla stessa ora, concedendo solo un presidio statico fuori alla sede dei ministeri di via Molise.

Oramai stanchi delle continue prese in giro delle istituzioni, tanto brave e solerti a reprimere gli operai in sciopero quanto silenziose e complici nell’affrontare l’emergenza di 280 famiglie buttate per strada dalla sera alla mattina, i lavoratori Fedex si sono ancora una volta autorganizzati e, appena giunti a Roma, hanno puntato dritti verso la sede nazionale del PD del Nazareno, occupandola per più di un’ora e strappando, ancora una volta con le loro forze e col sostegno del SI Cobas, un incontro immediato col ministro del lavoro Orlando.

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