8 marzo: una grande giornata di sciopero e di mobilitazione (SI Cobas)

Piacenza, 8 marzo, davanti ai magazzini Amazon

L’8 marzo non è una ricorrenza!

Fin dalle prime luci dell’alba, e ancora in queste ore, è apparso chiaro come lo sciopero che abbiamo indetto per la giornata internazionale di lotta delle donne non è stata una mera formalità né una semplice firma sotto a qualche comunicato allo scopo di dire “c’eravamo anche noi”. Il nostro 8 marzo è stata invece una giornata di sciopero vero, che in tutta Italia ha visto in prima fila le lavoratrici e le compagne, ma alla quale ha dato sostegno l’intera organizzazione.

Dal presidio a Milano fuori Dhl di Settala e Brt Rovato, alla manifestazione fuori Confindustria a Brescia, passando per le iniziato di lotta a Como, Torino, Alessandria, alla TNT e alla nuova Moscato di Modena, in Confindustria, all’Inps, alla Yoox e all’ Interporto a Bologna, in Piazza Esquilino a Roma, fino al presidio con blocco stradale fuori la Regione Campania a Napoli assieme ai disoccupati 7 novembre: decine e decine le iniziative di lotta che hanno visto protagoniste migliaia di lavoratrici e lavoratori del SI Cobas col sostegno di numerosi solidali, delle realtà aderenti al Patto d’azione anticapitalista e dell’assemblea dei lavoratori combattivi (si veda anche la piazza di Taranto lanciata su iniziativa dello Slai Cobas SC).

Su tutte, particolarmente degna di nota la straordinaria manifestazione di 1500 lavoratrici e lavoratori fuori alla Amazon di Piacenza, ad evidenziare come il colosso di Jeff Bezos, oltre a rappresentare il simbolo del moderno sfruttamento, costituisce l’esempio più lampante della condizione di doppia oppressione delle donne-lavoratrici, costrette a turni massacranti e private di diritti elementari quali permessi e congedi di maternità.

Continua a leggere 8 marzo: una grande giornata di sciopero e di mobilitazione (SI Cobas)

Sai che significa essere una donna in codice rosso?

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, questa lettera che parla in prima persona di una delle tante storie di ordinaria violenza sulle donne, che il confinamento in casa degli ultimi mesi ha reso più drammatiche. In coda, due parole di commento. 

Sai che significa essere una donna in codice rosso? Spesso mi rispondono “significa che hai coraggio”.

Coraggio? Il coraggio della disperazione, il coraggio di avere paura di uscire di casa, il coraggio di guardare mio figlio e sentirmi in colpa perché ho paura anche per lui, il coraggio di un dolore che è un fardello che mi porto dietro giorno e notte.

Continua a leggere Sai che significa essere una donna in codice rosso?

Contro il congresso delle famiglie (Verona 30 marzo)

wrgwrg.png

Una strategia internazionale contro le donne, e non solo

L’internazionale del Mulino bianco, i paladini della famiglia felice che si riuniscono oggi a Verona si presentano come portatori della soluzione dei problemi che assillano le famiglie nel mondo, soluzione che si identifica con il ripristino della famiglia “naturale” ispirata ai valori “cristiani”.

La loro strategia si fonda sulla necessità di salvaguardare l’identità cristiana dell’Europa e dell’occidente tutto, evidentemente minacciata da altre identità culturali o religiose, e di riaffermare al tempo stesso i valori capitalistici “laici”: ordine, gerarchia, sottomissione, competitività, individualismo, a partire dalla cellula fondante della società: la famiglia, e nella fattispecie la famiglia “naturale”, in cui le donne siano rimesse al proprio posto una volta per tutte.

 La famiglia “naturale” è una bufala

La storia umana ha visto nel corso dei secoli e millenni una grande varietà di forme di famiglia, (termine che non deriva da mamma papà e bambini, ma da “famulus” che significa servo) e altrettante ne vedrà, si presume, in futuro. Continua a leggere Contro il congresso delle famiglie (Verona 30 marzo)

Iniziativa pubblica a Mestre – 9 marzo: Sullo sciopero internazionale dell’8/3 e il Manifesto Femminismo per il 99%

wefwe

Sabato 9 marzo, ore 17:00
Negozio Piave 67 – Mestre

Oltre l’8 marzo. Bilancio di una giornata di lotta internazionale e nuove prospettive per continuarla

Presentazione del testo

Femminismo per il 99%. Un manifesto
Di Cinzia Arruzza, Tithi Bhattacharya, Nancy Fraser

k

Introduce – Paola Tonello (Cuneo rosso)
Partecipano – compagne e compagni del Si-Cobas
Promuove – Comitato permanente contro le guerre e il razzismo

*

Francia. L’austerità e i suoi effetti sulla riproduzione sociale: le donne “gilets jaunes” prendono la parola

di Tin Hinane, una Amajeune lorenese

Image result for reproduction sociale

Riprendiamo dal sito www.alencontre.org il testo di un vibrante intervento tenuto domenica scorsa a Metz da una donna con il gilet giallo della Lorena.

Il movimento dei gilet gialli è un movimento composito, sia quanto a figure sociali che ad orientamenti politici. Ed è possibile che sue parti non piccole esprimano un voto per il RN della Le Pen alle prossime elezioni. Ciò – nota Ch. A. Udry – può anche sconcertare coloro che sono parte del movimento e agiscono in esso “con la tonalità dell’antagonismo di classe in senso lato”, una tonalità ben presente nell’intervento di Tin Hinane. Ma è con questo genere di contraddizioni (tipico dei reali movimenti di massa di questa fase) che bisogna saper fare i conti. Così come va registrato che ancora una volta le donne portano nei movimenti di lotta  istanze che sono specifiche – proprie di chi è anzitutto più sfruttato – e che proprio per questo sono tali da accrescere forza d’urto e capacità di aggregazione delle lotte, facendogli fare il salto di qualità. E’ decisamente ora di lasciare ai borghesi, e ai circuiti clerico-fascistoidi europei a cui appartiene la magnifica coppia Fontana-Pillon, la paura delle donne in lotta: viva le donne in lotta.

***

Intervento tenuto a Metz il 20 gennaio

Per prima cosa vorrei salutare tutti i gilet gialli, della prima o dell’ultima ora che siano.

A tutti voi dico: bravi! Per la vostra determinazione, la vostra resistenza e il vostro coraggio.

Grazie a voi, il popolo francese ha riacquistato il suo orgoglio. Siamo passati dalla condizione di pecore a quella di cittadini impegnati. Grazie!

  • Con la forza e l’audacia di un popolo animato da una sana collera, i gilet gialli affrontano da due mesi la violenza e il disprezzo del presidente e dei ricchi: il monarca Macron, l’autoproclamato Giove, Dio della terra, del cielo e di tutti gli esseri viventi … L’estinzione generale è [con lui] garantita!
  • In questa lotta di classe che i popoli temono di perdere, le donne sono sempre state delle perdenti. Malgrado i loro pesanti compiti professionali, sociali e familiari, dal 17 novembre le donne sono presenti numerose, dinamiche, instancabili e coraggiose in tutte le assemblee e su tutte le rotatorie, manifestando per le strade sotto i lacrimogeni e i manganelli. Sensibili e creative, si uniscono e creano catene di solidarietà per aiutare i più bisognosi. Di fronte alla crescente miseria, organizzano la raccolta e la distribuzione di viveri, coperte e prodotti per l’igiene per coloro che il potere lascia deperire nelle strade.
  • L’85% dei genitori soli sono donne. Quasi la metà di loro vive sotto la soglia di povertà. Le donne sono catalogate come assistite; sono, in realtà, supersfruttate in lavori poco retribuiti, accumulano contratti part-time e a tempo determinato, e lavorano perfino di domenica per arricchire i grandi capitalisti.
  • Il 90% delle mansioni lavorative sottopagate e del lavoro di assistenza alle persone sono detenuti da donne. È sulle loro sottili spalle che riposa la cura degli ammalati, dei vecchi, dei bambini …

Continua a leggere Francia. L’austerità e i suoi effetti sulla riproduzione sociale: le donne “gilets jaunes” prendono la parola