Venezia, 20 maggio. Due iniziative contro la guerra, l’economia di guerra, il governo Draghi

Il 20 maggio, giorno di sciopero generale indetto dalla quasi totalità del “sindacalismo di base”, a Venezia ci saranno due iniziative: l’una, al mattino, indetta dall’SGB; l’altra – al pomeriggio – indetta dal Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Marghera, che unirà alla denuncia della guerra in Ucraina, dell’economia di guerra e del governo Draghi, la denuncia della guerra infinita condotta dallo stato di Israele contro il popolo palestinese, i cui ultimi atti sono stati la catena di provocazioni nei pressi della moschea di al-Aqsa a Gerusalemme e l’uccisione a Jenin della giornalista palestinese di Al Jazeera, Shirin Abu Akleh.

Si stanno raccogliendo le adesioni alle due iniziative.

L’Italia, che “ripudia la guerra”, è già in guerra! -(italiano – english)

Con l’insuperabile ipocrisia dei borghesi di alto rango capaci di mentire impassibili sapendo di mentire, il ministro dell’Istruzione Bianchi, in data 25 febbraio, ha inviato una circolare nella quale “invita a riflettere assieme alle scuole, alle studentesse e agli studenti, a tutto il personale sull’art 11 della Costituzione italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, etc. etc., concludendo l’invito con un pistolotto pastorale : “Sia la Pace [P maiuscolo] il tema della nostra riflessione comune e del nostro ‘essere scuola’ insieme”.

Il giorno prima il governo di cui fa parte, sempre per promuovere e rafforzare la Pace, aveva messo immediatamente a disposizione della Nato, operatrice di pace ben presente nei cimiteri di tutto il mondo, altri 1.500 soldati, che potrebbero essere schierati tra Polonia e paesi baltici. E che si aggiungerebbero ai 300 su cui il ministro della difesa Lorenzo Guerini ha già dato il via libera per partecipare al Battle Group in Ungheria, “se Orban darà l’assenso. Aumenterà anche la dotazione di navi, aerei e droni, sempre in chiave di deterrenza” (la Repubblica, 25 febbraio). L’Italia di Draghi pensa anche di estendere e/o rafforzare la propria presenza in Bulgaria e Romania.

Ecco.

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14 febbraio. Sciopero nazionale contro la gestione capitalistica della pandemia – SI Cobas (italiano – english)

O LAVORIAMO TUTTI O NON LAVORA NESSUNO

14 febbraio – Sciopero nazionale contro la gestione capitalistica della pandemia

Il governo Draghi sta imponendo al paese riforme strutturali decise dalla borghesia europea: tagli alla sanità (altri 6 miliardi in meno quest’anno), privatizzazioni, repressione maniacale del dissenso, aumento spaventoso delle bollette e dei generi di prima necessità, corsa agli armamenti, licenziamenti di massa e macelleria sociale non sono che l’inizio di quella che chiamano “la nuova normalità”. Per imporre le controriforme il governo usa la pandemia come un’arma: ha imposto alla popolazione decreti sempre più arbitrari e grotteschi, erodendo diritti individuali e collettivi, fomentando dibattiti artificiali per dividere la popolazione e spaccare il fronte dell’opposizione.

L’introduzione del lasciapassare (il cd. green pass) rientra in questa strategia di divisione e distrazione. L’Italia è uno dei pochi paesi in cui, proprio nel mentre si allentano le già blande misure di tutela e di prevenzione dei contagi, vengono ulteriormente inaspriti i controlli del certificato verde per andare a lavorare, rinnovare la carta d’identità o salire su un autobus.

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Un segnale forte ed importante – Movimento di lotta disoccupati 7 novembre

Con un po’ di ritardo pubblichiamo queste considerazioni del Movimento 7 novembre sulla manifestazione di sabato 13 a Napoli, che confermano e integrano, dal punto di vista dei disoccupati in lotta, quanto comparso finora sul nostro blog.

Ci siamo presi qualche ora in più per scrivere due parole dopo la mobilitazione di Sabato a Napoli ma resta molto difficile mettere nero su bianco tutto quello che vorremmo esprimere.

Iniziamo però a dire qualcosa.

Migliaia di persone hanno risposto al nostro appello per stringersi attorno alla lotta ed alla prospettiva che la nostra lotta ha indicato in questi anni: lavoro stabile e sicuro, salario garantito, unità con le lotte dei lavoratori e lavoratrici e tutte le altre lotte sociali contro la repressione. Ma la mobilitazione è andata, come volevamo, ben oltre la solidarietà contro la repressione che colpisce il movimento (ed in generale tutte le lotte) e l’indagine di associazione a delinquere che vede coinvolti alcuni nostri portavoce.

Un’accusa che abbiamo rispedito al mittente come chiariva l’apertura del corteo con i cartonati con scritto “L’associazione a delinquere siete voi” ed il chiaro riferimento dei volti di Draghi, il Presidente di Confindustria Bonomi, i rappresentanti dell’Unione Europea, i sindacati confederali.

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Ai disoccupati e alle disoccupate del Movimento 7 novembre – Tendenza internazionalista rivoluzionaria

Qui di seguito il testo distribuito nella manifestazione di Napoli di sabato 13 novembre dalla Tendenza internazionalista rivoluzionaria ai disoccupati e alle disoccupate del Movimento 7 novembre.

La manifestazione, molto combattiva, ha raccolto migliaia di disoccupati, operai e studenti. La sua riuscita è stata ammessa a denti stretti anche dal giornale cittadino, Il Mattino, che ha pensato bene di prendersi una vile rivincita presentandola in un suo titolo intenzionalmente falsante come una dimostrazione “no vax”, laddove è stata una dimostrazione contro la disoccupazione, contro la repressione statale, il carovita e ovviamente anche contro il “green pass” (come ognuno sa, la lotta contro il “green pass” è altra cosa dall’ideologia e dalla prospettiva “no vax”) – una manifestazione contro il governo Draghi, la Confindustria, l’Unione europea, com’era del tutto evidente già nella efficace iconografia di apertura.

La manifestazione era stata vietata dalle autorità di polizia e di governo, che hanno invece dovuto prendere atto che il corteo si sarebbe tenuto, e si è in effetti tenuto lungo il percorso previsto, concludendosi sotto la prefettura nel centro del centro di Napoli (quello vietato dal governo Draghi), dove una delegazione del Movimento 7 novembre è stata ricevuta dal prefetto.

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