14 febbraio. Sciopero nazionale contro la gestione capitalistica della pandemia – SI Cobas (italiano – english)

O LAVORIAMO TUTTI O NON LAVORA NESSUNO

14 febbraio – Sciopero nazionale contro la gestione capitalistica della pandemia

Il governo Draghi sta imponendo al paese riforme strutturali decise dalla borghesia europea: tagli alla sanità (altri 6 miliardi in meno quest’anno), privatizzazioni, repressione maniacale del dissenso, aumento spaventoso delle bollette e dei generi di prima necessità, corsa agli armamenti, licenziamenti di massa e macelleria sociale non sono che l’inizio di quella che chiamano “la nuova normalità”. Per imporre le controriforme il governo usa la pandemia come un’arma: ha imposto alla popolazione decreti sempre più arbitrari e grotteschi, erodendo diritti individuali e collettivi, fomentando dibattiti artificiali per dividere la popolazione e spaccare il fronte dell’opposizione.

L’introduzione del lasciapassare (il cd. green pass) rientra in questa strategia di divisione e distrazione. L’Italia è uno dei pochi paesi in cui, proprio nel mentre si allentano le già blande misure di tutela e di prevenzione dei contagi, vengono ulteriormente inaspriti i controlli del certificato verde per andare a lavorare, rinnovare la carta d’identità o salire su un autobus.

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Un no rafforzato ad un “green pass” rafforzato – Tendenza internazionalista rivoluzionaria

Nei mesi scorsi ci siamo schierati prima contro il decreto Draghi che ha stabilito l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario, poi contro l’istituzione del cd. “green pass”.

Oggi, davanti all’istituzione del “super green pass” e dell’obbligo vaccinale per gli insegnanti e il personale scolastico, ribadiamo con ancora maggior convinzione la nostra posizione. E torniamo a denunciare che questo strumento amministrativo e di propaganda, inefficace nel contrasto del Covid-19 (anzi, per più versi, perfino pericoloso), serve esclusivamente alla divisione e alla repressione dei lavoratori, scaricando sui singoli non vaccinati (in primo luogo sui proletari scettici sul vaccino, spaventati, disinformati o più semplicemente impossibilitati a vaccinarsi), e sul loro insieme, la responsabilità dei disastri prodotti da stato e padroni, prima e durante la fase pandemica, prima e dopo la campagna di vaccinazione.

Proprio mentre scriviamo ci arrivano da diversi ospedali del Veneto i primi segni di crisi dei reparti di terapie intensive a cui manca anzitutto il personale e, in secondo luogo, i posti-letto attrezzati per far fronte anche a questa moderata ripresa dei contagi; questo, nonostante l’inesauribile campagna pubblicitaria di Zaia&Co. sull’efficienza della struttura sanitaria veneta – che invece è rimasta esattamente quella che era due anni fa, e senza quel pugno di medici e di infermieri assunti a termine al culmine della diffusione del virus, e poi rimandati a casa.

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Sulla repressione a Trieste e gli ultimi sviluppi – Comunicato SI Cobas nazionale


COME VOLEVASI DIMOSTRARE: GLI OPERAI IN LOTTA SONO ANNI LUCE PIÙ AVANTI DI TUTTI I LORO “FALSI AMICI”

Il SI Cobas si conferma tra le poche, se non l’unica organizzazione di classe, che in queste giornate di caos e di isteria collettiva è stata in grado di indicare ai proletari una strada concreta per la difesa dei loro interessi immediati e futuri, fuori da ogni ammiccamento ai deliri delle mezze classi, ma allo stesso tempo radicalmente contro il governo Draghi e l’uso capitalistico della pandemia.

Il comunicato del Cplt [vedi sotto] è un sonoro ceffone non solo nei confronti di chi voleva strumentalizzare la lotta giusta e sacrosanta per i tamponi a carico dei padroni e traghettarla verso i lidi maleodoranti e reazionari dell'”antivaccinismo militante”, ma anche e soprattutto nei confronti di chi, anche nella sinistra di classe e nel sindacalismo di base, in questi giorni ha tifato senza ritegno contro i portuali di Trieste, e quindi nei fatti a favore di Draghi e della reazione antioperaia di Stato: una reazione di gran lunga più insidiosa e temibile di quella rappresentata da qualche gruppuscolo neofascista che, come sempre nella storia, prova a cavalcare le paure e le psicosi collettive prodotte dalla crisi del sistema capitalistico e dalla sfiducia diffusa nei confronti dello stato borghese e delle sue politiche di asservimento degli interessi collettivi sull’altare del Dio-profitto.

In queste ore come SI Cobas siamo impegnati in diverse aziende in una durissima battaglia per far sì che non si debba pagare per andare a lavorare: dalla DHL di Milano alla manutenzione stradale di Napoli i padroni minacciano provvedimenti disciplinari e licenziamenti nei confronti di chi ha “osato” disturbare il manovratore e mettere in discussione l’utilizzo politico, propagandistico e antioperaio della campagna vaccinale, imponendo il greenpass in tutti i luoghi di lavoro (unico caso non solo in Europa, ma in tutto il mondo!).

Per questo da ieri siamo ancora di più al fianco del Cplt di Trieste, condannando senza se e senza ma la brutale aggressione delle forze dell’ordine di lunedì mattina e invitando i portuali a non arretrare sul terreno della battaglia per il tampone a carico delle aziende.

Per questo il SI Cobas nelle prossime ore lancerà un appello nazionale che partendo dalla necessità di unificare tutti i lavoratori in lotta contro l’obbligo del greenpass per andare a lavorare, ponga all’ordine del giorno la costruzione di una mobilitazione che sia capace di liberare questa battaglia dalla palla al piede dei complottismi e dei negazionismi di ogni tipo, e sappia invece inquadrarla nella cornice di una più generale opposizione di classe ai licenziamenti, al carovita e alle politiche di macelleria sociale del governo Draghi.

SI Cobas nazionale

Solidarietà internazionale ai portuali di Trieste – International Dockworkers Council

We support the Trieste Dockers in their struggle for respect for freedoms.

We will not allow our freedoms to be curtailed and we will not allow our jobs to be segregated into first and second class workers.

We are dockers, workers who have always been on the front line against Covid-19.

#Trieste #Dockworkers ⛔️GreenPass

Non si può pagare per andare a lavorare! – Si Cobas Napoli e Caserta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Continua lo sciopero alla Multiservice di San Tammaro

Dopo la mobilitazione di venerdì scorso a seguito dell’introduzione del greenpass, oggi i lavoratori della manutenzione stradale delle province di Napoli e Caserta aderenti al SI Cobas hanno nuovamente scioperato contro la volontà dell’azienda di scaricare sui lavoratori il costo dei tamponi per chi non è vaccinato.

È inaudito che i costi sociali ed economici dell’emergenza Covid siano scaricati interamente sui lavoratori. Ed è ancora più inaudito che ciò avvenga finanche in quei settori come la manutenzione stradale, nei quali i lavoratori portano a casa salari da fame di non più di 1000 euro al mese.

Per questo stamattina i lavoratori, vaccinati e non vaccinati, hanno risposto in maniera unità e compatta.

La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro non passa per il greenpass!

Togliamo ogni alibi alle manovre di governo, padroni e istituzioni, che usano il greenpass come alibi per dividere i lavoratori e attaccare ulteriormente i diritti e i salari!

Costruiamo una mobilitazione generale in tutti i luoghi di lavoro per non fare pagare ai proletari i costi di un’operazione di propaganda politica che nulla ha a che fare con le misure di prevenzione sanitaria.

Tamponi per tutti, greenpass per nessuno.

Toccano uno-toccano tutti.

SI Cobas Napoli e Caserta