Ai giovani di Fridays for Future: dopo Glasgow, serve fare un passo avanti.

La Cop-26 di Glasgow è ancora in corso, ma è già finita. E la pietra tombale su questa kermesse delle massime potenze inquinatrici del mondo l’ha messa proprio Greta Thunberg definendola “un fallimento”. Un fallimento, se lo scopo reale della kermesse fosse quello strombazzato ai quattro venti: la tutela dell’ambiente.

Basterebbe ascoltare le ipocrite dichiarazioni di Boris Johnson, le sciocchezze raccontate da Jeff Bezos, o guardare i pisolini di Biden, per capire il nulla di fatto della Cop-26 sulle questioni della salvaguardia ambientale. Ma se poi confrontate queste “notiziole” con quello che i più grandi banditi del mondo mettono in pratica, e hanno messo in cantiere anche a Glasgow per i prossimi anni, vi renderete conto che le loro reali intenzioni sono tutt’altro che un bla, bla, bla, e contengono un’ulteriore aggressione all’ambiente.

Il negazionista Johnson ha battezzato da poco una nuova centrale a carbone proprio in Inghilterra: si chiamerà Woodhouse Colliery e sorgerà sulla costa nord occidentale dell’Inghilterra. Eppure poche settimane fa aveva affermato che l’obiettivo europeo di decarbonizzare il mondo che l’Europa si era proposto di raggiungere (-55%), lo avrebbe superato arrivando almeno fino al -68%. L’altro campione di ambientalismo, il fondatore di Amazon Jeff Bezos, si è accorto della fragilità della natura quando ha visto il pianeta da lassù nel suo viaggio nello spazio: prima, occupato com’era a far confezionare pacchetti alla velocità della luce e sotto controlli asfissianti, non ci aveva fatto caso. Biden non ha trovato di meglio che usare la conferenza per concentrare il fuoco della sua propaganda sul nemico straniero, la Cina, dimenticando che per decenni i capitalisti USA hanno trasferito in Oriente tutte le produzioni più inquinanti, e tutt’oggi sollecitano i loro stabilimenti decentrati in Cina a produrre di più per non farsi sfuggire le occasioni della pseudoripresa. E allora, per far fronte all’aumento degli ordinativi, il Partito Guida della Cina stacca la corrente perfino nelle grandi città, mette il “popolo” al buio per mandare avanti la produzione capitalistica – un Robin Hood dell’energia all’incontrario.

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