Solidarietà alla lotta delle lavoratrici dell’Hotel Gallia a Milano (Comitato 23 settembre)

Si è svolto ieri il presidio davanti alla prefettura di Milano per denunciare l’insostenibile situazione in cui versano le lavoratrici e i lavoratori degli alberghi della città (e non solo), e l’ennesimo cambio appalto che ha interrotto la trattativa  con i sindacati, fra cui il SI Cobas, che stanno portando avanti la trattativa. Si tratta di un anticipo di quello che si prefigura per altre centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori dopo lo sblocco ufficiale dei licenziamenti. Le lotte in corso vanno appoggiate con la massima solidarietà e socializzate per arrivare a costituire un fronte di classe unitario contro il padronato e il governo Conte.

Solidarietà alla lotta delle lavoratrici dell’Hotel Gallia

Gli alberghi di lusso, ecco un settore che negli anni ha avuto nella Milano capitale della moda una inarrestabile espansione, un settore in cui si lucrano ingenti profitti grazie alla clientela di super ricchi e soprattutto al super-sfruttamento dei lavoratori che vi operano e, ultimo anello della catena, delle lavoratrici delle pulizie. Le condizioni di lavoro, quando il lavoro c’era, erano una sintesi del peggio: grazie al sistema degli appalti, paghe da fame e lavoro a cottimo! Con il cambiamento continuo delle ditte appaltatrici, malattie e maternità non pagate, mancati rimborsi del 730 e la perdita di ogni diritto al mantenimento del posto di lavoro.

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Lusso e sfruttamento sfrenato all’Hotel Gallia. La risposta di lotta delle lavoratrici

L’hotel Gallia di Milano, l’emblema dell’accoglienza di super lusso a quanti possono permettersi una stanza da 1.000 euro a notte (ma anche 20.000, se si sceglie la suite di 1.000 metri quadri a disposizione di clienti “speciali”), prospera sulla fatica delle lavoratrici delle pulizie delle ditte d’appalto, lavoro pagato a cottimo, un tot per stanza, in un clima di ricatto continuo e vessazioni, in cui ogni scusa è buona per sottrarre denaro dalla già misera busta paga. Alla fatica e alla precarietà di questo lavoro si è aggiunto, con le limitazioni di movimento e la diminuzione degli ospiti dovute al Covid, il licenziamento per 80 di loro. I diritti delle donne lavoratrici sono finiti negli oscuri meandri degli appalti e dei subappalti, che dilagano in Italia grazie a 25 anni di demolizione sistematica, da parte dei governi di ogni colore e del parlamento, di ogni vincolo alla precarietà, e nelle promesse ingannevoli di riassunzione del nuovo padrone. Dopo ripetuti presidi davanti alla prefettura e davanti all’hotel, organizzati dal SI Cobas e dalla CUB, si è aperta una trattativa per il pieno reintegro delle lavoratrici nei loro posti di lavoro. Nel frattempo, in attesa di questo esito della vertenza, molte stanno cercando di arrangiarsi. Ma non si illudano i padroni: non molleranno la presa finché non vedranno riconosciuto il loro diritto al posto di lavoro, riconquistato con la lotta!

Milano, hotel Gallia: chi c’è dietro gli appalti?

Di Alessandro Rettori, 25 Novembre 2020

[Fonte: https://www.rivistapaginauno.it/milano-hotel-gallia-chi-ce-dietro-gli-appalti/%5D

Lavoro a cottimo, titolari di imprese che spariscono e prestanome che compaiono, lavoratori lasciati nel nulla

Questa storia nasce tra i corridoi dello storico Excelsior Gallia di Milano, hotel extra lusso che si affaccia su piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Il listino prezzi dell’albergo – base d’appoggio privilegiata da molte celebrities – parte dai 330 euro a camera fino ad arrivare a 1.000, per non parlare della Katara Royal Suite, 1.000 metri quadrati di sfarzo a 20.000 euro a notte. Ebbene: il Gallia appalta la pulizia delle 235 camere a un’impresa esterna, la Ho Group srl, pagando i lavoratori, di fatto, a cottimo. A marzo, con la prima ondata di Covid-19 e il successivo lockdown, l’hotel chiude e gli 80 lavoratori rimangono a casa. L’appalto salta, i proprietari di Ho Group – al centro di un intricato giro di società srl, che vedremo – spariscono (forse…), lasciando gli 80 lavoratori nel nulla, e il 26 ottobre il Gallia riapre affidando l’appalto a un’altra impresa. Ma qui, la vicenda si fa ancora più incredibile …

Il lusso del cottimo

Maria (nome di fantasia, a garanzia dell’anonimato) è nata in un paesino del Sudamerica, e da qualche anno lavora come cameriera ai piani tra le stanze del Gallia. Il suo datore di lavoro, però, tuttora è Ho Group, con cui ha un contratto a tempo indeterminato. “Abbiamo un normale contratto a ore”, spiega Maria, “ma è risaputo che negli hotel non ti pagano mai a ore, ti pagano a stanze.

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