Intanto il riscaldamento climatico avanza, rendendo invivibili vaste zone della terra, di I. Angus

In questi mesi tutta l’attenzione è stata concentrata sulla crisi del Covid-19, ed ora sempre più su una crisi economica devastante. Ma, benché coperto da silenzio, un altro aspetto della crisi complessiva e sempre più incontrollabile del modo di produzione capitalistico (e della civiltà capitalistica) continua la sua marcia: il riscaldamento climatico globale. Su di esso attira l’attenzione questo post di Ian Angus, pubblicato su Climate&Capitalism il 9 maggio (e segnalato anche da http://www.alencontre.org).

Entro 50 anni 3,5 miliardi di persone potrebbero affrontare un caldo ‘invivibile’.

Ogni grado in più di riscaldamento globale spingerà 1 miliardo di persone fuori dalle aree della terra in cui è possibile sopravvivere.

Quanto è pericoloso il riscaldamento globale?

Entro il 2070, fino al 30% della popolazione mondiale potrebbe affrontare temperature letteralmente invivibili.

Continua a leggere Intanto il riscaldamento climatico avanza, rendendo invivibili vaste zone della terra, di I. Angus

The Politics of Ecosocialism, di Ian Angus

Riprendiamo da “The Bullet” dell’agosto scorso un’intervista a Ian Angus sulla “politica dell’eco-socialismo”. Curatore di Climate and Capitalism, Angus analizza la crisi ambientale nel quadro del funzionamento del sistema capitalistico, che critica alla radice. Sulla stessa lunghezza d’onda sono Daniel Tauro e l’attuale direttore della “Monthly Review” John Bellamy Foster. In quest’intervista Angus da’ un’illustrazione lucida di cosa sia e perche’ sia necessaria una politica “eco-socialista”. Mostra come il ‘capitalismo verde’ non sia che un ipocrita specchio per le allodole (su questo vedi anche un recente e informato articolo della “Stampa“), e sostiene poi la possibilita’, e la necessita’, di guadagnare alla causa dell'”eco-socialismo” i milioni di donne e uomini che formano il proletariato mondiale e che sono stati gia’ pesantemente colpiti dagli effetti della crisi ambientale (come a mezza voce ha dichiarato da poco l’ONU.

L’unico rilievo al pensiero di Angus e’ che all’inizio contrappone la centralita’ della questione ambientale, cioe’ dello sfruttamento della natura da parte del capitalismo, al tema dello sfruttamento del lavoro sempre nel capitalismo. Questa contrapposizione e’ giustificata dall’indifferenza verso la questione ambientale mostrata soprattutto in passato dalle organizzazioni del movimento operaio. Ma e’ fuorviante. Come sembra pensare lo stesso Angus, sfruttamento della natura e dei lavoratori sono due facce dello stesso problema, e questo va risolto, alla radice, con lotte che tengano strettamente insieme le due cose rivolgendosi tutte contro il sistema capitalistico in quanto tale,

***

The Politics of Ecosocialism

Ian Angus is interviewed by Rebel News, a critical source of news and debate centred in Ireland. Ian Angus is an ecosocialist activist and the editor of Climate and Capitalism.

Rebel: The term ecosocialism is in widespread use now. Do you think it’s important that revolutionary socialists identify themselves as ecosocialists and what do you believe is the chief difference between ecosocialism and previous radical left traditions?

Ian Angus (IA): Marx and Engels were deeply concerned about capitalism’s destruction of the natural world, including river and urban pollution, and the degradation of the soil that all life depends on. For them, the word ‘socialism’ included those concerns and the need to overcome them. But in the 20th Century, most socialist organizations treated such matters as secondary, if they addressed them at all. Some even viewed massively destructive projects such as damming major rivers and plowing virgin soils as progressive in some sense.

So for many of us, defining ourselves as ecosocialists is a way of distinguishing our socialism from such environmental blindness. We are not saying that Marx and Engels were infallible or that they offer all the answers we need today – we are saying that they offered insights and analysis that must be relearned by the left in the 21st century.

Even more important, by calling ourselves ecosocialists we are saying that we don’t view the environment as just one of many equally important concerns, just another stick to beat up capitalism with. Ecosocialists recognise the global environmental crisis as the most important problem that humanity faces in the 21st century. If socialists don’t recognise its centrality, our politics will be irrelevant. Continua a leggere The Politics of Ecosocialism, di Ian Angus