Dieci fascicoli contro chi lotta.

Di seguito una denuncia forte fatta da il Sindacato e’ un’altra cosa rispetto alle vere ragioni – politiche e di classe – della repressione che ha colpito i lavoratori della logistica Si-Cobas di Modena e Aldo Milani

Ecco il vero obbiettivo della repressione contro il Si-Cobas.

La procura di Modena ha aperto 10 fascicoli di indagine contro le mobilitazioni organizzate dai lavoratori del Si Cobas all’ALCAR UNO.

Ecco il vero obiettivo della montatura mediatica costruita attorno alla vicenda di Aldo Milani. Indagini aperte [come scrive esplicitamente la Gazzetta di Modena] per “I cortei non autorizzati messi in atto negli ultimi mesi. Queste inchieste sono state aperte per reati che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale alla violenza privata fino all’ interruzione di pubblico servizio. La Procura risponde così a questi cortei non autorizzati per di più organizzati per protestare contro un’indagine che anche il riesame ha confermato. Si può protestare e manifestare liberamente il proprio pensiero solo con cortei autorizzati e rispettando le leggi vigenti.”

Non si punisce chi sfrutta i lavoratori in maniera vergognosa e violando persino la legalità borghese ma, come sempre, si reprime chi lotta contro le barbarie di questo sistema. La tesi che la magistratura vuole far passare è che chi lotta in maniera dura e con picchetti è un estorsore perché impedisce al padrone di estorcere liberamente lo sfruttamento dei lavoratori.

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Sull’assemblea del 21 maggio a Marghera

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L’assemblea indetta sabato 21 maggio a Marghera dal Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri e dal Coordinamento regionale del Veneto de ‘Il sindacato è un’altra cosa’ ha visto la partecipazione di una settantina (e forse più) di operai (Fincantieri e altre fabbriche metalmeccaniche e chimiche), lavoratori di scuola, musei e sanità, compagni. Dati i tempi assai magri, una buona partecipazione e una buona riuscita. Tuttavia, anche dallo svolgimento di questa iniziativa è emerso quanto cammino c’è ancora da fare, a Marghera e ovunque in Italia, perché il protagonismo dei lavoratori nella lotta ai padroni e al governo Renzi – questa la parola d’ordine su cui l’assemblea è stata convocata – diventi, da auspicio, un effettivo dato di realtà. Continua a leggere Sull’assemblea del 21 maggio a Marghera

Per un nuovo protagonismo dei lavoratori

Assemblea pubblica 21 maggio ore 16.00
Sala consiliare del municipio di Marghera

Con:
Domenico De Stradis, rsa Fiom FCA di Melfi
Stefania Fantauzzi, rsa Fiom FCA di Termoli

Decenni di attacchi padronali alla forza organizzata e ai diritti dei lavoratori, decenni di continui cedimenti delle burocrazie sindacali -grandi e piccole- ai ricatti padronali e governativi fino alla loro totale sottomissione al primato degli interessi aziendali e nazionali hanno disarmato un’intera classe lavoratrice, si può uscire da questa devastante situazione solo attraverso la riorganizzazione dei lavoratori sul terreno della lotta.

Urge unificare la classe lavoratrice attorno ad un programma conseguente ed efficace contro il padronato e il governo Renzi, la costituzione di coordinamenti e comitati di lotta –come La lotta di Termoli e di Melfi ci insegna- deve essere il primo passo fondamentale per alimentare un nuovo protagonismo dei lavoratori per fare crescere la fiducia in sé stessi e nella propria forza, ciò di cui, dopo decenni di arretramenti sempre più disordinati e di tenui resistenze, c’è un bisogno vitale!

Costruiamo la solidarietà attorno ai delegati FCA di Termoli e di Melfi che resistono al ricatto di Marchionne e alla repressione della burocrazia sindacale!

# COMITATO DI SOSTEGNO AI LAVORATORI FINCANTIERI, MARGHERA
# “IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA-OPPOSIZIONE CGIL, COORDINAMENTO REGIONALE VENETO

La crisi della Fiom e la necessità di un coordinamento nazionale di lotta dei lavoratori

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Trovate di seguito una lettera del Comitato di sostegno dei lavoratori Fincantieri redatta a ridosso dello sciopero dei metalmeccanici del 20 aprile scorso. Essa parla dell’attuale crisi in corso nella Fiom e dela necessita’ di costituire un coordinamento di lotta dei lavoratori e per i lavoratori.

Care/i compagne/i,

nei giorni in cui è in atto una vera e propria epurazione politica dentro la Fiom nei confronti dei compagni de “Il sindacato è un’altra cosa”, a cui va tutta la nostra solidarietà, e nell’immediata vigilia dello sciopero dei metalmeccanici del 20 aprile, ci permettiamo di richiamare la vostra attenzione su di un documento che abbiamo redatto alcuni mesi fa insieme ai compagni del SI-Cobas perché pone una serie di questioni ineludibili per la ripresa del movimento di classe, e non ci pare invecchiato.

L’iniziativa che allora prendemmo di provare a costituire un Coordinamento nazionale di lotta tra i lavoratori metalmeccanici che fosse trasversale alle diverse appartenenze sindacali non fu coronata da successo. Ma la prospettiva di un processo di confronto, di cooperazione, di convergenza – su una linea di classe – tra i settori più militanti del sindacalismo ‘di base’, il Si-Cobas anzitutto, e i settori più militanti dell’opposizione in Fiom e in Cgil, ci sembra oggi ancora più necessaria, urgente e possibile di qualche mese fa. E ci auguriamo che prenda corpo quanto prima, al di là della solidarietà che nelle ultime settimane è andata crescendo intorno ai delegati Fiom di Termoli, Melfi e Atessa puniti, insieme a Sergio Bellavita, per avere osato entrare in lotta contro la banda-Marchionne, così come intorno ai 5 compagni di Pomigliano, licenziati politici per mano della stessa banda.

Ci sono tre fattori che ci impongono di riprendere i fili, finora esili e spaiati, di questo processo.
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