Ieri Belgrado, oggi Kiev. Il fatto decisivo, il dovere assoluto. parla Dušan Popović (italiano – English)

Ecco una splendida testimonianza di internazionalismo proletario rivoluzionario. Per le battaglie del presente c’è tanto da imparare dal passato!

Belgrado allora, Kiev adesso

“Per noi era chiaro che, per quanto riguardava il conflitto tra Serbia e Austria-Ungheria, il nostro Paese era ovviamente in una posizione difensiva. La Serbia difende la sua vita e la sua indipendenza, che l’Austria minacciava costantemente anche prima dell’assassinio di Sarajevo. E se la socialdemocrazia aveva il diritto legittimo di votare per la guerra ovunque, allora certamente lo era soprattutto in Serbia. Tuttavia, per noi, il fatto decisivo era che la guerra tra Serbia e Austria era solo una piccola parte di una totalità, solo il prologo della guerra universale, europea, e quest’ultima – ne eravamo profondamente convinti – non poteva non avere un carattere imperialista chiaramente pronunciato. Di conseguenza, noi, essendo parte della grande Internazionale socialista e proletaria, abbiamo ritenuto nostro dovere assoluto opporci risolutamente alla guerra”.

Dušan Popović, 1915 – militante fin da giovane età del Partito social-democratico serbo, di cui divenne in seguito segretario, si schierò contro i crediti di guerra pretesi dalla monarchia Karađorđević

***

Continua a leggere Ieri Belgrado, oggi Kiev. Il fatto decisivo, il dovere assoluto. parla Dušan Popović (italiano – English)
Pubblicità

Messaggio dal Fronte dei lavoratori dell’Ucraina alla manifestazione di Roma del 3 dicembre (italiano, English)

Questa è la lettera che la nostra redazione ha ricevuto dai compagni del Fronte dei lavoratori dell’Ucraina alla vigilia della manifestazione di Roma, accompagnata dall’augurio di piena riuscita della manifestazione. Il messaggio dei compagni ucraini è stato letto nel corso della manifestazione e richiamato nell’intervento al comizio finale da un compagno della TIR. In una precedente lettera questi compagni si erano compiaciuti del fatto che avessimo inquadrato bene nei nostri documenti e nel documento comune uscito dal Convegno di Roma del 16 ottobre, la guerra in corso in Ucraina, manifestando l’intenzione di instaurare rapporti di collaborazione con noi. (Red.)

Cari compagni italiani,

Noi, l’organizzazione marxista-leninista Fronte dei lavoratori dell’Ucraina, scriviamo questa lettera ai lavoratori e ai comunisti italiani in relazione alla difficile situazione – la guerra imperialista. Da quasi un anno, lavoratori ucraini e lavoratori russi si uccidono tra di loro per i profitti degli oligarchi che la restaurazione del capitalismo ha generato. Questa situazione [di guerra] è usata dai vertici per rafforzare l’apparato repressivo e introdurre leggi antioperaie neoliberiste, attribuendo la causa di tutto al “tempo di guerra”. Tuttavia, la guerra non ha colpito solo i popoli slavi orientali, che un tempo avevano partecipato alla Rivoluzione d’Ottobre e combattuto fianco a fianco contro il giogo fascista. In Europa si fa sentire la pressione delle sanzioni, che molti di voi forse avranno già provato di persona. Mentre la Russia vuole realizzare con mezzi militari una redistribuzione delle sfere di influenza, gli imperialisti occidentali non solo non vogliono perdere la loro influenza in Ucraina, ma riescono anche ad ottenere il massimo profitto dalla fornitura di armi. La guerra apre nuovi mercati alla borghesia. Se vince il governo ucraino, gli imperialisti occidentali rafforzeranno la loro posizione nel nostro paese; se vince il governo russo, la Russia otterrà nuovi mercati. E ad ogni semplice lavoratore toccherà tollerare ogni umiliazione e sanzione. Non importa chi sia: ucraino, russo o italiano. Non per niente la moglie del nostro presidente, Elena Zelenskaya, ha affermato che gli ucraini sono pronti a stare senza luce e riscaldamento per due o anche tre anni. Indipendentemente dall’esito degli eventi, la classe dirigente borghese riceverà il massimo beneficio, mentre la classe operaia di tutti i paesi sentirà ancora di più il peso dell’alienazione e dello sfruttamento. Ancora di più i proletari inizieranno a sentire la disuguaglianza sulla propria pelle, e chiunque non sia d’accordo verrà represso con la forza.

Questo ci dimostra ancora una volta che i lavoratori dei diversi paesi hanno molte più cose in comune tra loro che con i capitalisti loro connazionali.

Continua a leggere Messaggio dal Fronte dei lavoratori dell’Ucraina alla manifestazione di Roma del 3 dicembre (italiano, English)

L’internazionalismo e la guerra in Ucraina, di Sandro Moiso

Riprendiamo dal sito di Carmilla on line la bella recensione che Sandro Moiso ha scritto nei giorni scorsi sul libro della TIR, La guerra in Ucraina e l’internazionalismo proletario.

Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria, La guerra in Ucraina e l’internazionalismo proletario, Milano 2022, pp. 210, euro 10,00

Dal 24 febbraio ad oggi intorno al conflitto sviluppatosi in Ucraina non solo è cresciuto il numero delle vittime e dei caduti su entrambi i fronti, aumentata a dismisura la cifra dei danni e delle distruzioni e il prezzo delle materie prime (soprattutto grano e gas) toccate dall’andamento della guerra (oltre che dall’intramontabile speculazione commerciale e finanziaria), ma anche la quantità di menzogne narrate dalla propaganda delle parti coinvolte, dai governi, dai presunti esperti e dai vertici militari e diplomatici europei e statunitensi.

La “nebbia” di guerra, diffusa da bufale evidenti e narrazioni ben altrimenti architettate, però, non ha solo cercato di confondere l’opinione pubblica, che a dir del vero non sempre si è prestata così facilmente al discorso della guerra giusta oppure difensiva, ma è anche servita a creare spaccature non lievi all’interno di un pensiero e di una pratica antagonista che, dopo aver ignorato per decenni il discorso sulla guerra, non ha mancato di scoprire l’esigenza di schierarsi, troppo spesso, con l’uno o l’altro degli schieramenti in lotta.

Ben venga dunque il testo appena pubblicato dai compagni facenti riferimento alla Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria che, senza mancare di fornire abbondanza di dati sulle cause politiche, militari, economiche ricollegabili allo sfruttamento dei territori compresi nei grandi spazi che si estendono tra i confini orientali dell’Unione Europea e la Federazione degli Stati russi e alla loro importanza geopolitica, si sforzano nel tentativo di fornire una lettura internazionalista non soltanto degli avvenimenti inerenti al conflitto, ma anche ai compiti che l’antagonismo di classe dovrebbe darsi in un simile, drammatico e dirimente frangente.

Così, cominciando proprio là dove il libro si conclude con le sue appendici, appare utile ancora oggi la ripubblicazione dei due manifesti delle conferenze di Zimmerwald (settembre 1915) e di Kiental (1° maggio 1916) che posero le basi per l’opposizione internazionalista al primo grande macello imperialista. Il primo originariamente redatto da Lev Trotsky e successivamente emendato, che venne adottato dalla Conferenza Socialista Internazionale svoltasi a Zimmerwald, in Svizzera, a conclusione dei suoi lavori, l’8 settembre 1915. La sua approvazione fu preceduta da lunghe e vivaci discussioni, dovute soprattutto alle posizioni rivoluzionarie delle tendenze di estrema sinistra – capeggiate da V.I. Lenin e dai bolscevichi russi – che si opponevano all’atteggiamento pacifista della maggioranza dei delegati1.

Continua a leggere L’internazionalismo e la guerra in Ucraina, di Sandro Moiso

La giusta soluzione della guerra in Ucraina in un disegno, che viene proprio dall’Ucraina

Un soldato ucraino ed un soldato russo volgono le loro armi contro un capitalista profittatore di guerra e di pace di nazionalità ucraina, russa, amerikana, italiana, britannica, polacca, francese, turca, cinese etc. – Guerra alla guerra imperialista! Guerra alle guerre del capitale, in Ucraina e ovunque! Viva “la buona, vecchia unità” dei proletari ucraini, russi e di tutto il mondo!