Il crack dell’Amerika (II)

Mentre decine di grandi città degli Stati Uniti sono piene di giovani neri, ma non solo neri, in rivolta; mentre la loro incontenibile furia costringe il duro Trump a rintanarsi come un coniglietto qualsiasi nel bunker della Casa Bianca; mentre la loro minacciosa forza costringe un certo numero di poliziotti a onorare in ginocchio George Floyd; vale la pena riprendere il nostro cortometraggio sul crack della società statunitense proprio dal sistema dell’istruzione, per poi occuparci della inaudita polarizzazione sociale e chiudere le nostre riprese sui punti di forza dell’Amerika, e sui nessi con i suoi punti deboli – sempre, si capisce, con l’aiuto di Massimo Gaggi, giornalista del Corriere della sera. Dopo lo lasciamo libero … (foto e descrizioni tratte da: Joakim Eskildsen, Photo Essay: Deep Poverty in America)

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Brasile. I lavoratori informali nella crisi del coronavirus: Intervista a R. Antunes

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un’intervista che il famoso sociologo brasiliano Ricardo Antunes ha rilasciato il 25 marzo a “Marco Zero”, incentrata sulla drammatica condizione dei lavoratori intermittenti e informali.

G20: Digital change and gig economy rewire the world of work ...

Quale sarà, secondo Lei, l’impatto della pandemia del nuovo coronavirus nella vita dei lavoratori, ora che in Brasile sono state approvate la legge sull’esternalizzazione e le riforme del lavoro e della previdenza sociale?

Se si ha una classe lavoratrice stabile e dotata di diritti, qualsiasi decisione presa dai governi e dalle aziende deve fare i conti con tali diritti. Che cosa succede, però, quando i diritti dei lavoratori sono stati cancellati, specie a partire dal 2016? Questo è lo scenario che abbiamo oggi di fronte. Una massa enorme di lavoratori intermittenti costretti a lavorare otto, dieci, dodici e perfino quattordici ore al giorno. Costretti a lavorare, perché se non lavorano non hanno nulla. Un lavoratore di Uber, Rappi, Ifood e quant’altro, come farà ora? Che diritto ha di stare a casa e aspettare che questa tragedia passi? La élite politica, lo stato e il capitalismo brasiliano non gli garantiscono questo diritto. Ecco perché la chiamo schiavitù digitale (1). Questi lavoratori sono imprigionati nell’informalità che caratterizza le piattaforme digitali. Su di loro si è costruita una gigantesca manipolazione che li definisce fornitori di servizi; non sono salariati e, di conseguenza, non possono avere diritti. Tutti i lavoratori uberizzati che ho intervistato erano metalmeccanici, ingegneri e perfino un veterinario. Tutti hanno detto che hanno bisogno di lavorare 12 ore, sette giorni su sette, per ottenere una media di 3.000 reais netti [ndr. 550 €]. Le spese per la benzina, la pulizia, la sicurezza, la formazione, il cibo, il telefono cellulare, le applicazioni e tutto il resto, sono a carico del lavoratore.

Cosa faranno ora? In passato ho definito la società brasiliana di oggi “società dell’esternalizzazione totale”: è stato quando Temer, il signore delle paludi, ha dato il via libera all’esternalizzazione totale. Continua a leggere Brasile. I lavoratori informali nella crisi del coronavirus: Intervista a R. Antunes

Dinamica dei salari e immiserimento relativo (M. Donato)

Intervento di M. Donato al Convegno contro il sovranismo organizzato dalla CUB (Confederazione unitaria di base) il 16 febbraio 2019 a Milano, nella Fabbrica del vapore.

Slides – Dinamica dei salari e immiserimento relativo

File audio dell’intervento

La rinnovata persecuzione dei rom

Di seguito potete trovare un altro breve un breve testo centrato sulle nuove forme di persecuzione ai danni dei rom e sul loro significato al di là degli stessi rom: scritto anch’esso qualche anno fa, ma tornato di perfetta attualità.

Di Pietro Basso, già in Razzismo di stato. Stati Uniti, Europa, Italia, FrancoAngeli, 2010

«Che strano mondo quello che si autodefinisce civile e democratico: non riuscendo a risolvere i problemi della povertà, ha deciso di fare la guerra ai poveri» (Eduardo Galeano)

Gli immigrati arabi ed “islamici” non sono i soli a subire quotidianamente atti di discriminazioni e insulti razzisti. Anzi. Gli stereotipi negativi diffusi a ciclo continuo non risparmiano una sola nazionalità. Continua a leggere La rinnovata persecuzione dei rom

AirBnB. La Gig Economy e l’impoverimento dei lavoratori

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Secondo Andy Haldane, chief economist della Bank of England, l’espansione della Gig-economy può essere annoverata tra le cause della stagnazione dei salari che si sta registrando nel Regno Unito. Per quello che comporta in termini di trasformazione delle relazioni tra capitalisti e lavoratori e di individualizzazione del rapporto di lavoro, può essere considerato un vero e proprio salto indietro nella storia, all’età preindustriale, quando “la maggior parte dei lavoratori erano lavoratori autonomi o dipendenti di piccole aziende. Non c’erano sindacati. Gli orari erano flessibili, dipendevano dal tipo di lavoro che era necessario per raccogliere le colture, mungere le mucche o portare il pane in tavola. Il lavoro era artigianale, basato su attività specifiche, divisibile”[1].

Sta in queste quattro righe il segreto del successo della Gig-economy: Continua a leggere AirBnB. La Gig Economy e l’impoverimento dei lavoratori