Lavoratrici e lavoratori FCA per il No alla riforma costituzionale

Comunicato pubblicato dopo l’assemblea di Pomigliano (15/10) dal Comitato delle lavoratrici e dei lavoratroi FCA per il No alla riforma costituzionale

Dal punto di vista degli operai la Costituzione italiana ha rappresentato il sistema di regole con cui si sono assicurate ai padroni le condizioni per sfruttarci dal dopoguerra in poi. Per questo motivo essenziale noi non guardiamo alla Costituzione come alla carta ideale dei diritti.

Però, la Costituzione, scritta poco dopo che gli operai in armi avevano liquidato il fascismo, ha anche stabilito, entro certi limiti, che i lavoratori abbiano la possibilità formale di poter esprimere le proprie opinioni. E bisogna sottolinearlo, se c’è il diritto di parola, ci è facilitata la possibilità di organizzarci.

I cinque licenziati FIAT hanno vinto la battaglia contro l’azienda perché le leggi attuali affermano ancora il diritto di opinione. La forzatura del padrone FIAT che voleva stravolgere le leggi vigenti a suo favore per dare una lezione esemplare a cinque operai ribelli, si è scontrata con un’accesa opposizione di lavoratori e intellettuali mobilitati a difesa appunto del diritto d’opinione che ha avuto un’influenza determinante sulle decisioni dei giudici della corte d’appello di Napoli in una situazione difficile, dove il nuovo corso FIAT era già stato fatto proprio dalla magistratura di Nola.

Il referendum di dicembre, a parte i tecnicismi e le chiacchiere di molti, per noi operai rappresenta questo scenario futuro: la linea di demarcazione tra la possibilità di parlare, criticare il padrone e organizzarsi per reagire allo sfruttamento, potendolo fare perché la legge formalmente lo permette o, al contrario, vedere ristretti sempre di più gli spazi di libertà e, in prospettiva, essere costretti a organizzarsi in modo clandestino. Continua a leggere Lavoratrici e lavoratori FCA per il No alla riforma costituzionale