Le solite ignote. Le donne nella crisi, di Sibilla

“Ahi natura, natura! Perché non rendi poi quel che prometti allor? Perché di tanto inganni i figli tuoi?” Così si disperava il povero Leopardi davanti al cadavere dell’amata stroncata dalla tisi. No, il poeta si ingannava da solo: non matrigna e ingannatrice, la natura, ma madre severa, segnalava già allora, un paio di secoli fa, che continuando a far vivere i poveri e gli sfruttati in miseri tuguri privi di aria e sole, la pandemia di quei tempi, la tisi, avrebbe avuto il sopravvento. Ed eravamo appena agli inizi del capitalismo industriale!

L’immagine suggestiva della natura che si ribella allo scempio arrecatole dagli umani porta i più coscienziosi a chiedersi: ma cosa ho fatto? Dove ho sbagliato? Ho consumato troppo? Ho mangiato troppa carne? Ho preteso i 20 gradi in casa? Che ho fatto di male, in fondo… Per ricacciare effimeri sensi di colpa, si cercano le cause: deforestazione, allevamenti intensivi mostruosi, megalopoli, sottrazione di suolo alla natura (ma, di contro, c’è anche chi si chiede : che cavolo si mangiano sti cinesi? Aveva ragione Zaia, ma non erano topi, erano pipistrelli vivi!)

La crisi ha nel mirino, una volta di più, le donne. Il sistema sanitario pubblico e privato è composto, essenzialmente, da donne. Per loro si è aperto un periodo di superlavoro, di stress, che si assomma al “normale lavoro domestico e di cura”, il quale a sua volta si somma allo straordinario lavoro domestico e di cura dettato dalle circostanze. Un vero inferno.

Si cercano le cause, ma non si riesce a mettere a fuoco i colpevoli. Si sussurra il capitalismo, il capitalismo (quello neo-liberale, si precisa) che diventa così un’aura, una bolla, un destino, un ectoplasma, una performance, qualcosa di impalpabile, di inafferrabile. E invece c’è chi mena la danza, chi suona la musica, e chi ne approfitta per farsi almeno un giro di valzer. Sarebbe il caso di pensare a come levarceli di torno, e invece costoro ci dicono che dobbiamo essere forti e affrontare a viso aperto (e coperto) questa ennesima sventura, da italiani veri (di fronte ad un fenomeno quanto mai mondiale: mi vengono i brividi). Continua a leggere Le solite ignote. Le donne nella crisi, di Sibilla