In Libya, Migrants Are Organising Against Europe’s Border Brutality (L. Pradella)

Thousands have camped out at UN offices.

At the beginning of October, west Libyan authorities carried out a brutal crackdown on the thousands of immigrants, refugees and asylum seekers living in Gargaresh, on the outskirts of Tripoli. More than 5,000 people were arrested, their homes destroyed, families captured and separated; people were hurt, violated and even killed. Four thousand people were imprisoned in the overcrowded Al-Mabani detention centre.

Immigrants and refugees, however, are not just accepting their treatment – they’re collectively organising against it. Barely reported in the western press, their resistance is exposing the imperial logic underlying Europe’s border brutality. Immigrant self-organisation, if supported by sympathetic workers in Europe, could be the wedge needed to fracture the EU’s border imperialism.

Continua a leggere In Libya, Migrants Are Organising Against Europe’s Border Brutality (L. Pradella)

Europa. Competizione globale e lavoratori poveri, di L. Pradella

[English Version]

La disoccupazione ha raggiunto livelli senza precedenti in Europa occidentale. I salari sono in discesa e si intensificano gli attacchi all’organizzazione dei lavoratori. Nel 2013 quasi un quarto della popolazione europea, circa 92 milioni di persone, era a rischio povertà o di esclusione sociale. Si tratta di quasi 8,5 milioni di persone in più rispetto al periodo precedente la crisi.

La povertà, la deprivazione materiale e il super-sfruttamento tradizionalmente associati al Sud del mondo stanno ritornando anche nei paesi ricchi d’Europa.

La crisi sta minando il “modello sociale europeo”, e con esso l’assunto che l’impiego protegge dalla povertà. Il numero di lavoratori poveri – lavoratori occupati in famiglie con un reddito annuo al di sotto della soglia di povertà – è oggi in aumento, e l’austerità peggiorerà di molto la situazione in futuro.

Alcuni critici sostengono che l’austerità è assurda e contro-producente, ma i leader europei non sono d’accordo. Durante l’ultima tornata di negoziati con la Grecia l’estate scorsa, Angela Merkel ha dichiarato: “Il punto non sono alcuni miliardi di euro – la questione di fondo è come l’Europa può restare competitiva nel mondo.” C’è del vero in tutto questo. Quello che la Merkel non dice è che i lavoratori in Europa, nel Sud dell’Europa in particolare, competono sempre di più con i lavoratori del Sud del mondo. L’impoverimento e l’austerità in Europa sono le due facce della stessa medaglia, e riflettono una tendenza strutturale all’impoverimento e profondi cambiamenti dell’economia globale.

In una società capitalista i profitti provengono dal lavoro-vivo. L’aumento della produttività non è finalizzato a migliorare i livelli di vita, ma ad abbassare il salario relativo, ossia la differenza tra il valore prodotto e il valore appropriato dai lavoratori. L’accumulazione di capitale tende perciò a una crescente polarizzazione tra povertà e ricchezza, una polarizzazione che può coesistere con un aumento dei livelli di vita per alcune sezioni della classe lavoratrice.

Questa dinamica e il rapporto sociale tra lavoratori e capitalisti su cui essa si basa, però, non sono confinati all’interno dei confini nazionali. Per Marx l’impoverimento non è solo una questione di salari reali della classe lavoratrice nel Nord del mondo: l’impoverimento riguarda aspetti quantitativi e qualitativi delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori alla scala globale piuttosto che nazionale.

L’espansionismo economico e militare è parte integrante dell’accumulazione capitalistica. Mediante gli investimenti esteri e le migrazioni esso permette di espandere a livello globale l’esercito industriale di riserva e la forza-lavoro sfruttabile. L’espansione dell’esercito industriale di riserva permette al capitale di abbassare i salari e di prolungare la giornata lavorativa, riducendo così la domanda di forza-lavoro ed ingrossando ulteriormente la riserva di forza-lavoro, in un circolo vizioso di super-sfruttamento e disoccupazione/sotto-occupazione dispiegato alla scala globale.

Continua a leggere Europa. Competizione globale e lavoratori poveri, di L. Pradella