Una bella giornata di lotta, oggi, a Napoli

Ad un anno dall’inizio della pandemia, oggi (23 febbraio) centinaia di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, insieme ai disoccupati organizzati, solidali ed altri lavoratori del SI Cobas hanno bloccato l’esterno del Teatro Mercadante a Napoli e poi la via principale vicino al Porto di Napoli, via Marina. Hanno poi proseguito fino all’università dell’accademia delle arti occupata stamattina dagli studenti.
Il processo di costruzione di un primo nucleo di fronte unico di classe avanza in diverse città. La forza espressa oggi, come nella giornata di sciopero del 29 gennaio, ci indica la strada. 

Roma, 18 febbraio, contro il governo Draghi – “Se viviamo, è per camminare sulla testa dei re” – SI Cobas

SE VIVIAMO, È PER CAMMINARE SULLA TESTA DEI RE: I DIVIETI NON CI HANNO FERMATO!

Oggi il governissimo di Draghi si è presentato alle Camere per un voto di fiducia scontato, accolto come il Salvatore della patria dall’intero arco parlamentare, senza alcuna vera opposizione e con i plausi dei fedeli sindacati confederali. Il consenso della propaganda di tutti i giornali e giornalisti allineati al potere non ci ha fatto dimenticare chi è Draghi, un banchiere diventato il principale regista del massacro dei lavoratori Greci e delle politiche padronali che hanno visto anche nel nostro paese un attacco allo Stato sociale, ai diritti dei lavoratori, alle pensioni e al welfare che ha colpito in particolar modo le donne lavoratrici, come confermato dai dati Istat: nell’ultimo mese più del 95% dei nuovi licenziati sono donne.

Continua a leggere Roma, 18 febbraio, contro il governo Draghi – “Se viviamo, è per camminare sulla testa dei re” – SI Cobas

Gli scioperi e le lotte non si processano. Manifestazione a Modena, 6 aprile

La città di Modena si candida ad essere la testa d’ariete di un ondata repressiva senza precedenti alle lotte sociali: da sempre la repressione contro gli spazi sociali, contro il movimento per la casa e in quest’ultima fase contro il SI Cobas è emblematica.

Il tentativo di incastrare Aldo Milani che, partendo dal “teorema-Alcar Uno”, mira a indebolire e a rendere fuorilegge quel movimento dei lavoratori che grazie agli scioperi hanno riconquistato diritti e livelli salariali più adeguati; la scelta, voluta a tutti i costi di ospitare il centro di espulsione regionale contro gli immigrati; la propaganda costante sul “tema-sicurezza” ai limiti della paranoia; l’obbedienza cieca all’oltranzismo del governo Lega-Cinquestelle che ha portato Modena a diventare la “città-modello” nell’applicazione certosina di tutti i dettami reazionari governativi, prima col Decreto Minniti e ora col Pacchetto sicurezza di Salvini: questi solo gli esempi più lampanti di come la città di Modena sia diventata un laboratorio nazionale delle politiche antiproletarie e delle misure repressive, come dimostra il caso emblematico delle lavoratrici e dei lavoratori Italpizza.

Ciò non è casuale: la città di Modena, guarda caso è la stessa nella quale si registrano le più alte percentuali di evasione fiscale e contributiva e in cui più alta è la penetrazione economica delle organizzazioni criminali e mafiose, in primis proprio in quei settori produttivi dove più alto è il livello di sfruttamento della manodopera! Continua a leggere Gli scioperi e le lotte non si processano. Manifestazione a Modena, 6 aprile