Gli interessi dei capitalisti italiani e dello stato italiano nella guerra afghana – Angela Marinoni

Girano differenti valutazioni sull’intervento italiano in Afghanistan. Fra le più diffuse: che l’Italia sia intervenuta come “reggicoda” degli Usa, per ottenere dal governo americano l’avallo a un ruolo preminente in Libia; e che in cambio di un esborso notevole non abbia ottenuto in cambio quasi nulla, né per affari realizzati, né in termini di considerazione e peso diplomatico.

In realtà l’Italia ha una sua storia indipendente di rapporti con l’Afghanistan (nota 1), e ha visto l’intervento militare in Afghanistan non tanto in termini di lotta all’estremismo islamico (come l’Urss) o di controllo geostrategico nei confronti di Cina e India da un lato e dell’Iran dall’altro (come gli Usa), quanto piuttosto come base per intensificare e proteggere i propri interessi in paesi “amici” come l’Iran, il Turkmenistan e Cina, un modo per creare un proprio avamposto nell’Asia centrale – senza ovviamente trascurare l’interesse allo sfruttamento diretto delle immense risorse minerarie afghane (tuttora rimaste, però, allo stato potenziale).

Riguardo alla seconda considerazione, la guerra è stata certamente un disastro per chi ha creduto alle favolette tipo “sostenere il processo democratico”, “garantire la pace all’Afghanistan”, “contrastare la violenza sulle donne”, “contenere il commercio di oppio”. Nessuna guerra capitalistica può avere scopi del genere, e solo l’estrema ipocrisia dei “nostri” media, dei politici e dei pennivendoli dell’imperialismo può ricorrere ad argomenti del genere.

Il “modello normale” delle operazioni militari di un normale paese capitalistico è che la guerra viene pagata dai lavoratori, con la vita se militari, con le tasse se civili. A guadagnarci, anche in caso di sconfitta, sono i pescecani o i piranha di guerra: in prima battuta chi offre prestiti, fornisce armi, equipaggiamento, sostegno logistico. In seconda battuta, se si ottiene il controllo di un territorio, chi ci investe, chi ne ottiene materie prime o ne sfrutta le risorse, chi ottiene appalti e monopoli.

Continua a leggere Gli interessi dei capitalisti italiani e dello stato italiano nella guerra afghana – Angela Marinoni
Pubblicità