Italia. Cresce la povertà assoluta, arriva la terza ondata e la marina militare festeggia la nuova era degli F-35

Lo stesso identico giorno in cui l’Istat ufficializzava che nell’ultimo anno un altro milione di persone è caduta in povertà assoluta, il che significa: difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, con il totale dei “poveri assoluti” a sfiorare il 10% della popolazione e con la crescita percentuale più alta al Nord, l’organo romano militarista/militarizzato della FCA (ex-Fiat), al secolo la Repubblica dell’ultra-atlantista e ultra-sionista Molinari, pubblicava un trafiletto orgasmico sull’avvento di “una nuova era”. Lo trascriviamo:

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Gli artigli dei militari italiani e Usa sulla didattica a distanza ai tempi del Coronavirus, di A. Mazzeo

Iniziativa a Padova contro la militarizzazione delle scuole ...

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Antonio Mazzeo, attivista anti-militarista di lunga data, che evidenzia con l’abituale puntualità, e denuncia, la prosecuzione dell’azione di penetrazione nella scuola dell’esercito italiano e statunitense, che ha conosciuto un balzo in avanti con le squallide celebrazioni della prima guerra (carneficina) mondiale. Intendiamo tenere alta l’attenzione su questo doppio versante – l’intensificazione del militarismo capitalistico, anche nelle sue attività “sociali”, e la promozione anti-sociale della scuola a distanza – perché sono due aspetti dello sforzo di riorganizzazione reazionaria e da caserma della società in corso in Italia, in Europa, e molto oltre, da contrastare con tutte le forze.

Fonte: Antonio Mazzeo Blog, 4 maggio 2020

Non sarà certo la pandemia da coronavirus a porre un freno all’invasivo processo di militarizzazione del sistema scolastico. Scuole chiuse sino alla fine dell’anno? Nessun problema: anche l’Esercito ricorrerà alla didattica a distanza per mantenere stretti i legami con istituti e studenti e portare a termine nel migliore dei modi i propri programmi di formazione interdisciplinare e indottrinamento cultural-militare.

Sarà ancora una volta la Sicilia a fare da battistrada della fase 2.0 della partnership scuola-forze armate.

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Il Giro, Israele, Palestina. Intervista (5 maggio Venezia)

Intervista di Radiazione ad un compagno del Comitato permanente contro le guerre ed il razzismo, che lo scorso 5 maggio ha aderito al presidio davanti alla sede RAI di Venezia organizzato per denunciare il vero significato, ultra-nazionalista e neo-coloniale, dell’avvio del Giro d’Italia da Gerusalemme:

Stato di Israele, macchina di morte. Ma Gaza e la causa palestinese sono vive!

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Non ci voleva molto a capire che la decisione di Trump di spostare materialmente l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme era il via libera a nuove aggressioni di Israele ai palestinesi. Ed ecco  dopo appena 3 mesi, il massacro a sangue freddo di venerdì 30 marzo (16 morti, tra 1.400 e 2.000 feriti) compiuto a Gaza dall’esercito di Israele: carri armati, aerei e 100 tiratori scelti contro una dimostrazione di massa dei palestinesi nel “giorno della terra”. Oggi 6 aprile, nuova protesta di massa ai confini di Gaza: altri 9 morti e 1.300 feriti palestinesi. Il terrorismo di stato israeliano si mostra capace di ogni crimine. Nello stesso tempo, nel fronteggiare questa macchina di morte, la resistenza dei palestinesi appare indomabile, come nella magnifica poesia che Mahmud Darwish dedicò a Gaza:

“Niente la distoglie. / È dedita al dissenso: fame e dissenso, sete e dissenso, diaspora e dissenso, tortura e dissenso, assedio e dissenso, morte e dissenso. / I nemici possono avere la meglio su Gaza. (Il mare grosso può avere la meglio su una piccola isola.) / Possono tagliarle tutti gli alberi. / Possono spezzarle le ossa. / Possono piantare carri armati nelle budella delle sue donne e dei suoi bambini. Possono gettarla a mare, nella sabbia o nel sangue. / Ma lei: / non ripeterà le bugie. / Non dirà sì agli invasori. / Continuerà a farsi esplodere. / Non si tratta di morte, non si tratta di suicidio. / È il modo in cui Gaza dichiara che merita di vivere.”

Le stragi, premeditate e scientificamente organizzate, sono state compiute per punire il semplice avvicinamento alle recinzioni che fanno del territorio di Gaza un campo di concentramento. E sia Netanyahu che i capi dell’esercito hanno avvertito i palestinesi: “se insistono”, andranno incontro a una violenza ancora maggiore. Ai palestinesi – è questo il diktat dello stato democratico di Israele, la celebre “unica democrazia” del Medio Oriente – non è concesso protestare: ogni loro protesta contro le vessazioni e la violenza genocidaria che si abbatte su di loro da quasi un secolo, è per Israele una provocazione, un’offesa da lavare nel sangue. Continua a leggere Stato di Israele, macchina di morte. Ma Gaza e la causa palestinese sono vive!

Per mettere fine alla catena delle guerre e al militarismo

Pubblichiamo di seguito il testo di un volantino distribuito ieri (18 marzo) a Mestre dal Comitato contro le guerre e il razzismo e dal Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri durante una “Marcia per la pace”  indetta da una molteplicità di gruppi pacifisti, associazioni di immigrati, Emergency e altri, e a cui hanno partecipato alcune centinaia di persone.

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Il merito di questa iniziativa è di far risuonare di nuovo in questa città il “no alla guerra”, rompendo con l’assuefazione al silenzio, il voltarsi dall’altra parte, il cinismo di chi pensa e dice: “l’importante è che la guerra sia lontana da qui, tutto il resto non mi interessa”. Il sentimento che la anima è anche il nostro: non importa se sono vicine o lontane, non si può e non si deve accettare come inevitabile la catena di guerre che stanno devastando la vita di tante popolazioni soprattutto in Medio Oriente, in Afghanistan, in Africa. Non si può e non si deve perché apparteniamo tutti ad una sola umanità, e il nostro destino è indivisibile.

Altrettanto condivisibile è la denuncia ‘quasi quotidiana’ che viene da papa Francesco del fatto che è già in corso una terza guerra mondiale, sebbene ancora a ‘pezzetti’ e a ‘capitoli’. Ed è proprio su questa base che vogliamo svolgere un ragionamento per motivare la nostra convinzione: per mettere fine alla catena di guerre in corso e a questa nuova guerra mondiale già iniziata è necessario riprendere e sviluppare al massimo la lotta contro il governo italiano e i governi europei che sono in primissima fila nell’alimentarle.

Non è sufficiente “scegliere la pace” come scelta morale

Voi vi riferite alla “ricca storia della Marcia della Pace”, ma non potete nascondervi che, dai suoi inizi ad oggi, la realtà della guerra, anzitutto delle guerre neo-colonialiste scatenate dalla Nato e dai paesi occidentali in Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Somalia, Mali, etc., si è espansa di molto, così come stanno espandendosi, e ad un ritmo sempre più veloce, le spese per la guerra. E questo significa che non è sufficiente “scegliere la pace” come scelta morale o religiosa individuale, o di piccoli gruppi; è fondamentale scendere in lotta e in massa contro i grandi poteri che pianificano, preparano e mettono in atto le guerre. Perché questi grandi poteri non hanno la minima intenzione di frenare la corsa agli armamenti e alla militarizzazione delle relazioni inter-statali e interne agli stati.

Il Libro Bianco del governo Renzi prevede di “intervenire militarmente […] ovunque siano in gioco gli interessi dell’Italia” e l’industria militare viene definita dall’ex-pacifista Pinotti “pilastro del Sistema Paese”.

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Partiamo dall’Italia
In un periodo di tagli brutali ai salari diretti e indiretti, negli ultimi tre anni il governo Renzi ha destinato alle armi ben 13 miliardi di euro per l’acquisto di portaerei, carri armati, aerei ed elicotteri d’attacco in linea con la nuova fase pianificata dal Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa varato nel 2015, che prevede di “intervenire militarmente sia in aree vicine come Nord Africa, Medio Oriente o Balcani, sia ovunque siano in gioco gli interessi dell’Italia”, dando vita a una specie di “Pentagono italiano”. Continua a leggere Per mettere fine alla catena delle guerre e al militarismo