Draghi contestato a Napoli – Movimento dei disoccupati 7 novembre

Ieri, 29 marzo, a Napoli, iniziativa del Movimento di lotta Disoccupati 7 novembre: un bell’esempio di unità tra lotta economica e lotta politica. Proprio sul tema che caratterizza oggi, più di ogni altro, l’azione del governo Draghi.

UN’IMPORTANTE GIORNATA DI LOTTA!

Ora conclusa la mobilitazione iniziata per noi dalle 6:00 di questa mattina con l’iniziativa che ha violato la zona rossa al Maschio Angioino con il chiaro riferimento alla nostra vertenza ed all’opposizione all’aumento delle spese militari a discapito della spesa sociale.

Il Governo stanzia 100 milioni di euro al giorno per le spese militari, il 2% del PIL e qualcuno della maggioranza bulgara propone anche di tagliare l’elemosina del Reddito di Cittadinanza per pagare le armi.

Fino alle 9:00 i disoccupati sono riusciti ad essere davanti all’ingresso del Maschio Angioino dopo essere stati poi allontanati a Piazza Municipio.

Dopo diversi momenti di tensione i disoccupati da Via Santa Brigida hanno superato gli schieramenti riuscendo a posizionarsi nuovamente al Maschio Angioino.

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A Torino, Milano e Napoli la polizia attacca i cortei studenteschi, ma non riesce a disperderli

Napoli

La giornata di lotta studentesca per protestare contro la morte di Lorenzo Parelli e contro “l’alternanza scuola-lavoro”, ha visto due protagonismi contrapposti.

Da un lato settori studenteschi non numerosissimi ma incazzati e combattivi nelle principali città, affiancati da gruppi di disoccupati, di precari e in qualche caso, come a Milano, di proletari della logistica, a denunciare un andazzo della scuola sempre più aziendalista e subordinata agli interessi padronali attraverso la fornitura di lavoro gratuito spremuto in modo cinico fino anche alla morte.

Dall’altro forze di polizia intente – su ordini univoci dall’alto, evidentemente – a intimidire i dimostranti con aggressioni a freddo per impedire loro di manifestare la propria rabbia davanti alle sedi di Confindustria, degli uffici scolastici o di altri luoghi istituzionali (“assassini, assassini”, il coro più ripetuto nelle varie piazze).

Roma, Torino, Milano, Napoli – stesso scenario. Dicono bene i compagni del Fronte della gioventù comunista presenti oggi in diverse piazze: “il governo difende il lavoro minorile gratuito a colpi di manganello“. Non c’è alcun bisogno che al ministero dell’interno ci sia un Salvini perché si faccia uso dei manganelli. Da anni c’è una donna di potere con una lunga esperienza di repressione, che sa fare il suo mestiere in maniera altrettanto, se non più, scientifica. Ed è in sella un governo – che senza avere alcun bisogno di imbarcare la Meloni e FdI – è determinato a colpire ogni embrione di lotte autentico: com’è accaduto nelle scorse settimane alle lotte contro FedEx, contro Unes, ai militanti no Tav solidali con gli emigranti e, a Trieste, ad un movimento “no green pass” che rischiava di collegarsi con l’iniziativa del sindacalismo conflittuale con, e subito dopo, lo sciopero dell’11 ottobre.

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Napoli: l’arma dei carabinieri chiede i danni a chi osò manifestare contro Salvini

Marzo 2017. Un Salvini quasi all’apice della sua popolarità, si avvia a quel tour nel Meridione che dovrebbe consacrarlo premier della nazione tutt’intera, ricomposta nel segno della guerra di stato agli immigrati e di un “sovranismo” d’accatto con cui spillare dall’Unione europea benefici per i suoi più affezionati elettori-finanziatori, la pletora dei sciur Brambilla della Padania, gli arrabbiati “liberisti” eternamente assatanati di aiuti e protezioni di stato.

Si forma a Napoli un ampio comitato d’accoglienza. In parte è legato alla giunta De Magistris, in parte ad organismi di lotta estranei ai giochini istituzionali. Ne viene fuori una sorta di “divieto” per Salvini ad entrare in una città da lui a più riprese sbeffeggiata, se non demonizzata, insieme alle popolazioni meridionali. Prontamente il ministro dell’interno dell’epoca, il prode Pd Minniti (su cui v. il caustico Minniti e il suo mondo, a cura di Calusca City Lights), chiama alla mobilitazione le forze dell’ordine. Salvini parlerà alla Mostra d’Oltremare. A tutti i costi. La sua “libertà di pensiero” non si tocca. Guai a chi osa.

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Napoli. “Un Natale di fuoco, senza lavoro” (Movimento di lotta Disoccupati 7 novembre)

CONTRO LE RICOSTRUZIONI DELLA QUESTURA!

SIAMO UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO?

LE NOSTRE RAGIONI SONO CHIARE!

I NOSTRI BISOGNI CONCRETI!

Ieri abbiamo costruito insieme ai lavoratori del Si Cobas Lavoratori Autorganizzati ed ai militanti del Laboratorio Politico Iskra ed altri compagni/e un importante iniziativa contro il carovita e la precarietà. Lo avevamo annunciato “un Natale di fuoco, senza lavoro”.

Una giornata simbolica in cui, dopo una passeggiata comunicativa a Via Roma per le vie dello shopping, abbiamo ribadito quanto questo Natale non è uguale per tutti/e. C’erano tanti lavoratori di aziende in crisi e disoccupati ed abbiamo consegnato sotto la sede “rappresentante del Governo” alcuni “pacchi regalo” con scritto i bisogni dei proletari di questa città: stop sfratti ed aumento delle bollette, contro carovita e precarietà, basta morti sul lavoro, disoccupazione, licenziamenti e lavoro nero, potenziamento del trasporto pubblico e della sanità territoriale con tracciamento e tamponi gratuiti, criticando la gestione caotica e criminale in questi due anni delle politiche governative anticovid.

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Un segnale forte ed importante – Movimento di lotta disoccupati 7 novembre

Con un po’ di ritardo pubblichiamo queste considerazioni del Movimento 7 novembre sulla manifestazione di sabato 13 a Napoli, che confermano e integrano, dal punto di vista dei disoccupati in lotta, quanto comparso finora sul nostro blog.

Ci siamo presi qualche ora in più per scrivere due parole dopo la mobilitazione di Sabato a Napoli ma resta molto difficile mettere nero su bianco tutto quello che vorremmo esprimere.

Iniziamo però a dire qualcosa.

Migliaia di persone hanno risposto al nostro appello per stringersi attorno alla lotta ed alla prospettiva che la nostra lotta ha indicato in questi anni: lavoro stabile e sicuro, salario garantito, unità con le lotte dei lavoratori e lavoratrici e tutte le altre lotte sociali contro la repressione. Ma la mobilitazione è andata, come volevamo, ben oltre la solidarietà contro la repressione che colpisce il movimento (ed in generale tutte le lotte) e l’indagine di associazione a delinquere che vede coinvolti alcuni nostri portavoce.

Un’accusa che abbiamo rispedito al mittente come chiariva l’apertura del corteo con i cartonati con scritto “L’associazione a delinquere siete voi” ed il chiaro riferimento dei volti di Draghi, il Presidente di Confindustria Bonomi, i rappresentanti dell’Unione Europea, i sindacati confederali.

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