Diario della repressione. La ripartenza dei padroni e la necessità di un fronte unico

1. Napoli, 23 maggio: manifestazione autorizzata e conforme alle regole di distanziamento organizzata da Movimento di lotta disoccupati, Si-Cobas e promotori del percorso Vogliamo tutto, e che, con un passaggio “alla spicciolata”, intendeva portare le sue rivendicazioni, inascoltate dalle istituzioni, davanti al municipio. Le rivendicazioni: sostegno ai disoccupati e ammortizzatori sociali; contrasto a precarietà e licenziamenti, e sicurezza sul lavoro, anche contro il ricatto salute/lavoro nella crisi covid-19; sospensione di affitti e bollette. Ovvero, difesa, organizzata e di classe, di esigenze primarie. Contro quanto dichiarato durante un incontro in Questura, con tanto di rassicurazioni in tema di garanzia dei diritti, la polizia impedisce il passaggio “alla spicciolata” verso Piazza Municipio, carica e manganella ferendo almeno 5 persone. Il capo della polizia spiega ai giornali che gli aggressori in divisa sono le vittime. E i giornali scrivono, sotto dettatura. Continua a leggere Diario della repressione. La ripartenza dei padroni e la necessità di un fronte unico

Solidarietà ai compagni anarchici arrestati

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
In una sola cosa il governo Conte-bis si è rivelato in questi mesi pronto ed efficiente: nel reprimere ogni forma di resistenza e di protesta politica contro il suo operato a sostegno delle pretese padronali, e nel negare l’esercizio della libertà di sciopero e organizzazione sindacale sui luoghi di lavoro e fuori dai luoghi di lavoro, come con i disoccupati.
Così, per circoscrivere e isolare i primi momenti di necessaria rottura della quarantena sociale imposta alla classe lavoratrice e ai movimenti sociali, sono fioccati da Nord a Sud fermi, multe, denunce, sgomberi di magazzini (come alla TNT di Peschiera Borromeo fino ai disoccupati di Napoli), divieti, minacce, in un’azione volta ad intimidire e prevenire l’allargamento del fronte delle lotte di massa.
Questa macchina della repressione di stato e di classe, che protegge i responsabili dei disastri sanitari, dello sfruttamento, della precarietà e dei massacri nelle carceri, si è abbattuta nei giorni scorsi su 12 compagni anarchici colpevoli, agli occhi dei detentori del potere economico e politico, di essersi ribellati contro i loro crimini, di rifiutare la logica capitalistica che si identifica con il dio-profitto, e di volere “un altro mondo possibile e necessario”, basato su rapporti sociali di autentica fratellanza, uguaglianza, cooperazione sociale.
Ma più avanza questa doppia, devastante crisi, più impossibile sarà per il governo, per il padronato, per gli apparati dello stato, coprire le proprie responsabilità nella produzione e nella gestione anti-proletaria della crisi stessa.
Né potranno impedire che si dispieghi la risposta di lotta degli operai e degli sfruttati, italiani e immigrati, e che si rafforzino i legami tra quanti, organismi sindacali e politici, sono determinati a resistere, a rifiutare ogni forma di patto sociale con i capitalisti, a respingere razzismo e nazionalismo, e ad affermare la prospettiva di una coerente lotta al sistema capitalistico.
Oltre quello che può unirci o dividerci, perciò, solidarietà e fratellanza con i compagni anarchici arrestati, e con tutti e tutte coloro che la repressione di stato cerca in vario modo di intimidire.
15 maggio 2020
Fronte unico anti-capitalista

Mutualismo e lotta di classe nel capitalismo in trappola, di Errezeta

This Is Hell! | Dealing with capitalism-induced failure and ...

Mano a mano che la crisi si approfondisce, gli spettri della disoccupazione e della miseria prendono sempre più corpo. Per i proletari e le proletarie la migliore difesa da queste terribili minacce sarà auto-difendersi con la lotta, e nella lotta comprendere che stanno maturando le condizioni dell’attacco ad un capitalismo sempre più in trappola. Intanto i proletari e le proletarie cercano di non soffrire la fame, aiutandosi tra loro con forme di mutuo soccorso. E’ di queste esperienze, delle loro radici, del loro significato e valore che qui ci occupiamo.

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Che bel 25 aprile!

Napoli, 25 aprile, al mattino: fermati Eddy Sorge del SI Cobas e 3 disoccupati del Movimento 7 novembre, “colpevoli” di avere esposto striscioni in varie zone della città a nome della campagna “Vogliamo tutto” (rivendicando tamponi per tutti, stop ad affitti e bollette, reddito universale esteso a tutti i disoccupati e precari), in concomitanza con il 25 aprile. In zona flegrea, decine di abitanti sono scesi in strada protestando contro i fermi della polizia e solidarizzando con i manifestanti. Al momento due compagni sono in questura centrale, e due al commissariato di p.s. di Bagnoli. Liberi subito!

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Abbiamo ricevuto questo messaggio Whatsapp alle 14 di ieri. Poco dopo abbiamo appreso la notizia di una ventina di identificazioni da parte della polizia e altrettante multe.

Episodi analoghi si sono registrati anche a Milano e Roma, e nei giorni scorsi a Torino contro compagni anarchici o giovani dei centri sociali. Il 24, in un magazzino Tnt di Peschiera Borromeo, un funzionario di polizia ammoniva i facchini in sciopero: non potete scioperare! E qui a Marghera, nello stesso giorno in cui Zaia annunciava il via alla fase-3, si torna tutti al lavoro, “In Veneto il lockdown non esiste più”, la questura ci comunicava: il 1° maggio non si potrà manifestare, né a Mestre né a Marghera. Non si può fare neppure un presidio. Niente di niente.

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Responsabili sì, obbedienti mai (Laboratorio politico Iskra)

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

Responsabili si, obbedienti mai.

Aperto uno striscione di fronte la #Prefettura di #Napoli. Distanziati e con tutti i dispositivi di sicurezza, ma non si può non denunciare una situazione insostenibile.

Non possiamo calare la testa di fronte alla situazione che vivono migliaia di persone in città, in tutto il paese, e oramai a livello globale. La crisi del #Coronavirus sta avendo già adesso conseguenze pesantissime per migliaia di famiglie senza alcun accesso al #reddito, e con misure che ancora non arrivano. Contemporaneamente si continua a parlare di test a singhiozzo senza pensare ad uno screening di massa con #tamponi per tutti. I soldi ci sono e sappiamo dove andarli a prendere, non ci sono scuse!

#covid19 #patrimoniale #campania #quarantena