14 febbraio. Sciopero nazionale contro la gestione capitalistica della pandemia – SI Cobas (italiano – english)

O LAVORIAMO TUTTI O NON LAVORA NESSUNO

14 febbraio – Sciopero nazionale contro la gestione capitalistica della pandemia

Il governo Draghi sta imponendo al paese riforme strutturali decise dalla borghesia europea: tagli alla sanità (altri 6 miliardi in meno quest’anno), privatizzazioni, repressione maniacale del dissenso, aumento spaventoso delle bollette e dei generi di prima necessità, corsa agli armamenti, licenziamenti di massa e macelleria sociale non sono che l’inizio di quella che chiamano “la nuova normalità”. Per imporre le controriforme il governo usa la pandemia come un’arma: ha imposto alla popolazione decreti sempre più arbitrari e grotteschi, erodendo diritti individuali e collettivi, fomentando dibattiti artificiali per dividere la popolazione e spaccare il fronte dell’opposizione.

L’introduzione del lasciapassare (il cd. green pass) rientra in questa strategia di divisione e distrazione. L’Italia è uno dei pochi paesi in cui, proprio nel mentre si allentano le già blande misure di tutela e di prevenzione dei contagi, vengono ulteriormente inaspriti i controlli del certificato verde per andare a lavorare, rinnovare la carta d’identità o salire su un autobus.

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I morti della pandemia da Covid-19: milioni in più rispetto ai conteggi ufficiali – David Adam (“Nature”)

Questo articolo è comparso il 18 gennaio scorso sul sito di “Nature”. Lo abbiamo tradotto perché informa sulle molteplici ricerche in corso per arrivare a stimare “il vero tributo di morte” della pandemia da Covid-19 nel biennio 2020-2021. Formulare una stima precisa e certa è cosa di estrema difficoltà. Come avverte Adam, per il momento, e probabilmente anche per il futuro, si potrà arrivare solo a risposte provvisorie e sommarie (del resto, a distanza di un secolo, la stima dei morti provocati dalla “spagnola” oscilla tra i 50 e i 100 milioni). E però la gran parte delle indagini in corso concordano su un punto: il numero reale dei morti in questa pandemia è superiore a quello ufficiale (5.5 milioni nel mondo). Si sta ipotizzando che sia il doppio, o perfino il quadruplo (oltre 20 milioni). Come si spiega questo scostamento? Lo scoprirete leggendo.

In qualche caso, soprattutto per la Cina, il moltiplicatore che si ipotizza ci sembra poco verosimile (quanto lo è, per certi versi, il dato ufficiale di Pechino: 4.600 morti) perché la strategia del rigidissimo lockdown adottata dal governo cinese nei focolai di infezione, prima a Wuhan, ed ora a Xian, non può passare inosservata a quanti dall’interno, dall’esterno e dall’alto dei cieli osservano tutto ciò che in Cina si muove anche nelle province più remote.

Va notato, comunque, che per tutte queste ricerche (che sono occidentali) la sottostima dei morti riguarda anche i paesi occidentali, benché in differenti proporzioni.

La mortalità in eccesso di cui parla l’articolo non riguarda solo il Covid-19, riguarda tutte le cause di morte. E nel biennio scorso è stata, rispetto al periodo 2015-2019, secondo le stesse statistiche ufficiali, rilevante o molto rilevante. Morti per Covid-19 o con Covid-19? Falsa antitesi. Come spieghiamo in un altro post: morti da capitalismo pandemico – da sfascio delle strutture sanitarie, da malattie prodotte dagli ambienti di lavoro, da inquinamento dell’aria, della terra, delle acque, delle catene alimentari, da agenti chimici e fisici in grado di indurre modificazioni epigenetiche e mutazioni genetiche già nel periodo embrio-fetale, da disperazione (suicidio, droghe, alcool)…

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Il Giorno dei Morti dello scorso anno ha segnato una triste pietra miliare. Secondo i dati ufficiali, il 1° novembre 2021 il numero complessivo di morti per la pandemia COVID-19 ha superato i 5 milioni. Ora ha raggiunto i 5,5 milioni. Ma è una cifra molto sottostimata. Le statistiche sull’eccesso di mortalità – una misurazione che consiste nel confrontare tutte le morti registrate con quelle previste [in base alla media dei morti nei cinque anni precedenti – n.] – mostrano che durante la pandemia è morto un numero di persone molto maggiore di questa cifra. Scoprire quante persone sono morte in più del previsto [a scala mondiale – n.] è una complessa sfida scientifica. Non è semplice come calcolare le cifre di mortalità in eccesso per ogni paese. Gli scienziati hanno scoperto che alcuni dati ufficiali a riguardo sono sbagliati. E più di 100 paesi non rilevano dati statistici affidabili sui decessi previsti o effettivi, o non li rilasciano in modo tempestivo.

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Siamo proprio sicuri che la pandemia stia finendo?, di Ernesto Burgio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo queste brevi ma puntuali note di Ernesto Burgio: una messa in guardia contro l’idea che la pandemia da Covid 19 sia ormai ai titoli di coda.

Non bisogna sottovalutare la pandemia. Purtroppo le voci che circolano in questi giorni rischiano di confondere. La pandemia va sempre considerata nella sua dimensione internazionale e nella sua evoluzione non lineare. Giro l’ultimo mio commento, che ho appena mandato in rete in risposta a troppi colleghi che sono convinti che la pandemia stia per finire.

Ero incerto se scrivere queste poche parole di commento al dibattito di questi giorni. Sia perché ormai ho la sindrome del grillo parlante, sia perché in questo momento è veramente difficile orientarsi, sia perché non ne possiamo più di sentire alcuni personaggi dire tutto e il contrario di tutto nel giro di pochi giorni, smentendosi a vicenda o addirittura auto smentendosi.

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Alle origini del Covid-19: Agrindustria ed epidemie. Intervista a R. Wallace

Sabato 17 aprile (con apertura alle 9.30) l’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi terrà un’importante iniziativa di contro-informazione, denuncia e organizzazione della lotta in difesa della salute delle masse sfruttate e della vita, a fronte di un capitalismo che si manifesta sempre più come necro-capitalismo, per dirla con i compagni sud-americani. L’intervento introduttivo – dedicato alle cause di questa pandemia – sarà tenuto da Rob Wallace, autore di due studi, Big Farms Make Big Flu e Dead Epidemiologists: on the Origins of Covid-19, giustamente considerati dei riferimenti necessari per inquadrare le cause strutturali della catena di epidemie con cui si è aperto il ventunesimo secolo. Per questa ragione riproponiamo qui una sua intervista (pubblicata in questo blog il 16 marzo scorso), nella quale punta il dito, con la grande competenza che gli è propria, sul ruolo centrale svolto dall’agrindustria nella produzione e nella diffusione dei virus – senza che questo voglia significare farne l’alfa e l’omega della scienza biologica e (tanto meno) sociale in questa questione, o fare nostre alcune sue vere e proprie ingenuità in materia politica.

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Postato il

Riprendiamo da ZNetItaly un’intervista rilasciata dal biologo evoluzionista R. Wallace, a Yaak Pabst sulla gravita’ e sulla genesi della pandemia covid-19. Le ricerche di Wallace, in particolare Big Farms Make Big Flu, sono un’importante fonte dell’analisi del gruppo Chuǎng, di cui abbiamo tradotto e pubblicato Contagio sociale. Queste ricerche fanno luce sulle cause strutturali delle recenti epidemie e dell’attuale pandemia: fanno risalire lo sciame di virus che hanno imperversato nelle ultime decadi, covid-19 incluso, alla devastazione ambientale e agli allevamenti intensivi, all’agribusiness, in altre parole. Wallace tocca anche le questioni dello smantellamento dei sistemi sanitari, delle restrizioni in regime di quarantena come sperimentazione in vitro di nuove forme di controllo sociale, e della necessita’, vitale, di smantellare l’agrindustria.

Fonte: Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo; l’intervista e’ stata a sua volta ripresa dalla piattaforma Marx 21 (11 marzo 2020), e tradotta da Giuseppe Volpe.

Versione scaricabile in formato .pdf

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Quanto è pericoloso il nuovo coronavirus?

Rob Wallace: Dipende da dove ci si trova nella tempistica della propria epidemia locale di Covid-19: all’inizio, al picco, tardi? Quanto è buona la reazione della sanità pubblica della propria regione? A quale segmento demografico si appartiene? Quanti anni si hanno? Si è immunologicamente compromessi? E per considerare una possibilità non diagnosticabile: la propria immunogenetica, la genetica alla base della propria reazione immunitaria, è in linea con il virus o no?

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Il celebre “modello Zaia” è in pezzi (ed emerge una truffa che ha prodotto e produrrà morte)

Negli anni scorsi, pressoché da soli, abbiamo sottoposto il cosiddetto “modello Veneto” o “modello Zaia” nella sanità, ed in particolare nella gestione della fase 1 della pandemia, ad una critica che ne ha svelato per tempo il bluff. Ma – data la prova catastrofica fornita dal sistema sanitario nazionale, data l’emersione delle clamorose colpe dei governi succedutisi nell’ultimo ventennio (almeno) in fatto di mancata prevenzione delle epidemie – è sembrato per qualche mese che Zaia fosse, tra i ‘governatori’, il solo monocolo (individuo che vede da un solo occhio) nella terra dei ciechi. Assistito da una buona dose di fortuna e da qualche non sprovveduto consigliere. Oltre che, e non è poco, pompato da una “grande stampa” impegnata a sgonfiare il pallone-Salvini in preda a pericolosi deliri di onnipotenza contrapponendogli il suo socio di partito “moderato” e “razionale” Zaia – quello, per intenderci, che i cinesi mangiano i topi vivi.

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