Polonia, Europa, Mondo. Un nuovo attacco internazionale contro le donne, le loro lotte e le lotte di tutti gli sfruttati – Comitato 23 settembre

Abortion law reform was the last straw, say campaigners – EURACTIV.com

Riceviamo e volentieri rilanciamo.

Polonia, Europa, Mondo. Un nuovo attacco internazionale contro le donne, le loro lotte e le lotte di tutti gli sfruttati.

La Polonia è oggi la punta di lancia dell’attacco internazionale che ha di mira non solo l’autodeterminazione delle donne in tutto il pianeta, ma anche il controllo e l’irregimentazione del mondo degli oppressi, a cominciare da chi si oppone ai governi e ai loro programmi di ripresa dell’accumulazione dei profitti.

Che la Polonia sia la patria dell’oscurantismo è ormai noto, che le donne polacche stiano conducendo da anni una battaglia di massa per ottenere il diritto di decidere sui loro corpi ed essere assistite nell’interruzione di gravidanza anche. Ma ora è in atto un nuovo, più forsennato attacco di cui si è fatto promotore il movimento Pro-right to life (Per il diritto alla vita), guidato da una delle più influenti organizzazioni oscurantiste polacche, ampiamente collusa con la chiesa cattolica e il governo di quel paese.

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Squallida Europa: Est e Ovest uniti nella guerra agli emigranti dai paesi musulmani

Al confine tra Bielorussia e Polonia l’Europa “patria dei diritti umani” sta facendo il proprio autoritratto, e ne vien fuori un’accozzaglia di stati e statisti uno più infame razzista dell’altro, dall’una e dall’altra parte del confine.

Naturalmente la stampa dell’Unione europea tuona in coro contro il “dittatore Lukashenko” e il grande puparo Putin che lo muoverebbe come una sua marionetta, esempi entrambi di sconfinato cinismo perché avrebbero importato (o lasciato importare) profughi dall’Iraq, dall’Afghanistan, dalla Siria, dalla Somalia, dal Kurdistan iracheno per scagliarli contro l’UE come “bombe umane”, o “armi non convenzionali”, in rappresaglia contro le sanzioni. L’Unione Europea che a sua volta, nelle figure degli ultra-reazionari governanti polacchi, schiera dodicimila soldati, filo spinato, colonne di blindati, elicotteri, lacrimogeni, idranti, e nelle figure non meno ributtanti dei super-governanti di Bruxelles mette a disposizione la polizia anti-immigrati Frontex, i servizi segreti e quant’altri apparati di repressione ci siano, e sono tanti! – sarebbe pronta anche la NATO – per ricacciare indietro un migliaio di uomini, donne e bambini, tanti bambini, “con abiti e scarpe inadatte al freddo” o senza scarpe, che fuggono da territori devastati o in decomposizione per effetto di guerre e guerre civili al cui scatenamento l'”innocente” Europa occidentale ha dato un contributo decisivo.

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Polonia: l’imponente risposta delle donne all’attacco reazionario del governo Morawiecki

Protests shake Poland as government looks for a retreat on abortion ruling  – POLITICO

Dopo mesi di attacchi striscianti e di tentativi di ridurre ulteriormente la possibilità dell’interruzione assistita di gravidanza, sistematicamente respinti alla mobilitazione delle donne, il Tribunale costituzionale polacco ha emesso la sentenza che rende illegale l’aborto nella stragrande maggioranza dei casi, tra cui quello della grave malformazione del feto.

Grazie a quest’ultimo sfregio all’autodeterminazione delle donne, oggi l’aborto assistito è possibile esclusivamente in caso di stupro, di incesto e di “grave pericolo per la vita della madre”. La sentenza, che è ancora più restrittiva rispetto alla legge approvata nel 1993, era stata sollecitata da un centinaio di parlamentari e ha avuto il convinto appoggio della chiesa cattolica, la cui influenza nelle vicende polacche (e non solo) è ben nota.

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