Fermare la guerra in Ucraina: rifiutare di movimentare carichi militari. Lettera dei lavoratori del sindacato portuali della costa occidentale (USA)

controinformazione.info | Il tarlo gira: i lavoratori portuali statunitensi  si rifiutano di scaricare la nave israeliana
I portuali di Oakland boicottano una nave mercantile israeliana (giugno 2021)

Lettera degli iscritti e pensionati ILWU (sindacato portuali costa occidentale USA) contro il comunicato del 3 marzo dei presidenti del sindacato, che indice il boicottaggio delle navi russe. Tornare alla tradizione ILWU di opposizione alle guerre dell’imperialismo USA, mentre è in corso guerra di classe in USA.

3 ottobre 2022

L’ILWU deve opporsi alla guerra provocata dagli Stati Uniti e dalla NATO!

Noi, iscritti e pensionati dell’ILWU, siamo molto preoccupati per la dichiarazione pubblica del Comitato Costiero del 3 marzo 2022 sulla guerra in Ucraina. Essa si discosta dalle numerose posizioni contrarie alla guerra che il nostro sindacato ha assunto anche quando era impopolare farlo. L’ILWU ha sempre criticato le azioni di guerra della NATO. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ci siamo opposti alle guerre e ai colpi di stato statunitensi in Corea, Vietnam, Angola, Serbia (ex Jugoslavia), Cuba (invasione della Baia dei Porci), Cile (colpo di stato), El Salvador e Nicaragua.

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Trieste: gli operai della Wartsila e i portuali battono un colpo! Manifestazione il 3 settembre

Al contrario dei confederali, i portuali indicano la vera strada dell’unità di classe, che non può limitarsi al livello territoriale, percheé ci sono in Italia almeno 80.000 operai in condizioni simili a quelli della Wartsila. A cosa serve un sindacato di dimensioni nazionali se non unifica le lotte alla scala nazionale?

Per capire cosa è la vertenza Wartsila (la multinazionale finlandese che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Bagnoli della Rosandra/Trieste in cui si producono motori navali, con 451 licenziamenti), e dove è arrivato il livello di sopportazione delle angherie padronali, basta un solo esempio: la curva Furlan dei tifosi della Triestina ha spinto la società sportiva a chiedere lo spostamento del derby col Pordenone – loro vogliono esserci alla manifestazione operaia del 3 settembre contro i licenziamenti!

Per capire cosa fare, basta l’altro notevole esempio: la solidarietà militante dei portuali che si rifiutano di imbarcare su una nave che è già in rada dodici motori prodotti dalla Wartsila, acquistati dalla sudcoreana Daewoo – nulla a che vedere con la solidarietà a chiacchiere per circostanza elettorale data da questo o quel candidato.

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Rappresaglie padronali contro i portuali di Trieste

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa denuncia del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. Solidali contro la repressione padronale e statale sempre! – restando, però, con le nostre opinioni (critiche) per quello che riguarda l’indirizzo politico-sindacale e l’azione di questo organismo proletario, e al massimo grado nei confronti di “personaggi” quali Puzzer (e simili).

“Nel porto di Trieste ritorsioni contro chi ha protestato”
https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/friuli-venezia-giulia/nel-porto-di-trieste-ritorsioni-contro-chi-ha-protestato/618812

Il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste, l’organizzazione sindacale che lo scorso ottobre aveva animato alle proteste contro il Green pass, ha denunciato ritorsioni da parte delle aziende contro chi ha partecipato agli scioperi.

 “È in atto – è stato detto – da una parte un’operazione  punitiva, dall’altra il tentativo delle aziende di farsi le regole ignorando leggi e diritti”. “Esiste ancora il diritto nel porto di Trieste – ha chiesto Sandi Volk (CLPT) – o vale tutto?”

“Dopo gli scioperi di ottobre si stanno verificando vere e proprie rappresaglie contro lavoratori all’interno del porto di Trieste”. È la denuncia lanciata dal Coordinamento dei lavoratori portuali, l’organizzazione sindacale che lo scorso ottobre aveva animato le proteste contro il Green pass e che ora, a sei mesi di distanza, punta il dito contro quelle che sono state definite delle “rappresaglie” generalizzate contro i lavoratori.


“Nonostante il diritto di sciopero sia riconosciuto e nessuno abbia violato le regole – ha detto il rappresentate del CLPT Sandi Volk – due aziende hanno deciso di colpire i lavoratori con cambiamenti di mansione, demansionamenti con riduzioni dello stipendio, sospensioni, C’è poi un clima d’incertezza con voci di privatizzazioni e tagli al personale diffuse per dividere i lavoratori”.

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31 MARZO: CON LA LOTTA DEI PORTUALI! NO ALLA GUERRA DEL CAPITALE! NO AI TRAFFICI D’ARMI! – SI Cobas Genova

La nave Bahri fa di nuovo scalo a Genova, portando nelle sue stive armamenti micidiali che alimenteranno il genocidio delle popolazioni sottoposte a bombardamenti devastanti, come avvenuto in Yemen, con migliaia di morti, distruzioni massicce delle infrastrutture di base (fognature, acquedotti, ospedali), sviluppo di epidemie (il colera in Yemen ha già fatto stragi di massa).

A foraggiare questo traffico infame sono tutti gli Stati, con in testa gli USA e i paesi europei, fra i quali uno dei primi posti è occupato dall’Italia, che ipocritamente “ripudia la guerra”… ma esporta armi alla grande e alimenta robustamente i conflitti quando servono gli interessi delle sue multinazionali, delle sue banche, dei suoi “oligarchi” (eh si, gli “oligarchi” ci sono anche qui…).

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Solidarietà internazionale ai portuali di Trieste – International Dockworkers Council

We support the Trieste Dockers in their struggle for respect for freedoms.

We will not allow our freedoms to be curtailed and we will not allow our jobs to be segregated into first and second class workers.

We are dockers, workers who have always been on the front line against Covid-19.

#Trieste #Dockworkers ⛔️GreenPass