Dichiarazione sull’assassinio di Soleimani e le sue conseguenze, dell’Alleanza internazionale a sostegno dei lavoratori in Iran

Fonte: International Alliance in Support of Workers in Iran, 7 gennaio 2019

Traduzione a cura del Cuneo rosso

***

L’assassinio da parte dell’esercito statunitense di Qasem Soleimani, uno dei massimi comandanti militari delle politiche regionali espansionistiche della Repubblica islamica dell’Iran (IRI) e delle sue guerre per procura in Medio Oriente, può portare a ritorsioni da parte del regime islamico. Tali ritorsioni, la minaccia di ulteriori ritorsioni statunitensi e una reazione a catena potrebbero ulteriormente destabilizzare la regione e mettere in pericolo la vita di migliaia di iracheni, iraniani e di altra gente comune in Medio Oriente. Lo IASWI condanna fermamente l’avventurismo militare dell’amministrazione Trump in Iraq, che è una continuazione della devastante invasione americana di questo paese.

Inoltre, noi denunciamo i sanguinosi interventi dell’IRI in Iraq e la sua partecipazione alla repressione dei manifestanti iracheni. Sosteniamo le richieste di molti iraniani e iracheni, in particolare quelle delle recenti sollevazioni, chiedendo alle forze militari e paramilitari sia statunitensi che iraniane di lasciare immediatamente l’Iraq e di astenersi dal mettere ulteriormente in pericolo la vita degli iracheni e di altre persone nella regione.

Allo stesso tempo, lo IASWI mette in guardia contro lo spaccio di paura a cui abbiamo assistito sia da parte dell’imperialismo USA che del regime dell’IRI, sia sui mezzi di comunizazione mainstream sia sui social media. Molte persone preoccupate chiedono calma e de-escalation da tutte le parti e indicano chiaramente che qualsiasi escalation militare è fortemente condannata dalle persone amanti della pace in tutto il mondo. Se intensificati, i conflitti militari tra l’imperialismo USA e il regime iraniano saranno disastrosi e le vittime principali di questi conflitti saranno, come sempre, i lavoratori e la gente comune. È importante sottolineare che l’attuale crescente tensione viene utilizzata anche come pretesto per dirottare l’attenzione dalle questioni interne agli Stati Uniti che vanno contro l’amministrazione Trump razzista e criminale, e dalla crescente insoddisfazione e dalle proteste anti-regime in Iran contro la repressione, la povertà e la corruzione. La crescente militarizzazione sarà utilizzata per ampliare gli attacchi ai lavoratori e ai diritti umani da entrambe le parti dell’attuale conflitto. Continua a leggere Dichiarazione sull’assassinio di Soleimani e le sue conseguenze, dell’Alleanza internazionale a sostegno dei lavoratori in Iran

Opporsi alla guerra Stati Uniti-Iran, portare solidarietà alle rivolte in Medio Oriente e Nord Africa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una presa di posizione dell’Alleanza dei socialisti mediorientali e nordafricani sul rischio di un’imminente guerra in seguito all’uccisione di Qassem Soleimani per mano degli Stati Uniti. Il comunicato segnala in particolare le pericolose conseguenze di un simile scontro sull’ondata di insurrezioni che ha scosso il Medio Oriente negli scorsi mesi, definito giustamente un nuovo “ciclo progressista e rivoluzionario” a cui va data tutta la nostra solidarieta’, cominciando con il sollevare la cappa di silenzio imposta dai media occidentali.

Fonte: Oppose U.S. and Iran War by Showing Solidarity with Uprisings in the MENA Region

***

3 gennaio 2020

L’aspetto più preoccupante di questi sviluppi è che potrebbero portare a conseguenze catastrofiche e guerre su vasta scala. Ciò a sua volta oscurerebbe l’ondata di insurrezioni scoppiate in Medio Oriente e nella regione del Nord Africa nel 2019, dal Sudan e dall’Algeria all’Iraq, al Libano e all’Iran.

La mattina presto del 3 gennaio, per ordine del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e senza alcuna autorizzazione da parte del Congresso degli Stati Uniti, attacchi aerei statunitensi hanno preso di mira un convoglio vicino all’aeroporto di Baghdad in Iraq e ucciso Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dell’Islamic Revolutionary Guard Corps e Abu Mahdi al-Mauhandis, comandante e fondatore della milizia irachena Kataib Hezbollah, e almeno altre sei persone. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha dichiarato che questo attacco è stato in risposta agli attacchi orchestrati dall’Iran alle basi statunitensi in Iraq negli ultimi mesi, incluso un attacco del 27 dicembre contro una base militare irachena vicino a Kirkuk che ha ucciso un appaltatore americano e ferito 4 soldati statunitensi. Ci sono attualmente 5.300 militari statunitensi in Iraq. Altri 3.000 stanno arrivando in Medio Oriente. Altri 14.000 militari sono stati inviati nella regione a partire dal maggio 2019.

L’idea di assassinare Qassem Soleimani è stata pubblicamente sostenuta da una dichiarazione editoriale del Wall Street Journal del 31 dicembre, il quale ha anche invitato Trump ad attaccare le milizie iraniane in Siria. Continua a leggere Opporsi alla guerra Stati Uniti-Iran, portare solidarietà alle rivolte in Medio Oriente e Nord Africa