Bologna, 8 luglio. Per la costruzione di un fronte di lotta anticapitalista

Domenica 8 luglio si è tenuto a Bologna l’incontro nazionale che su iniziativa del SI Cobas ha messo all’odg la costruzione di una prospettiva unitaria di lotta anticapitalista contro l’offensiva reazionaria in atto, su cui cominciare un lavoro concreto di propaganda, agitazione e azione comune. La sua convocazione si pone in continuità ideale con l’organizzazione a Roma, il 24 febbraio scorso, della manifestazione, insieme sindacale e politica, contro il super-sfruttamento del lavoro, il razzismo e la repressione, definita nel testo di convocazione dell’assemblea un “sasso nello stagno della frammentazione, della disillusione e del senso di impotenza che da tempo alberga in larga parte del sindacalismo di base e dei movimenti”.

All’assemblea hanno partecipato delegazioni di numerose strutture e collettivi: oltre al SI Cobas nazionale, il Coordinamento operai autorganizzati FCA, il Movimento Disoccupati 7 Novembre di Napoli, il Centro sociale Vittoria, il Laboratorio Crash, Cuneo rosso, Pagine Marxiste, Fronte Popolare Autorganizzato (Messina), Collettivo comunista internazionalista (Napoli), Transnational Social Strike Platform, Mensa occupata (Napoli), Frazione Internazionalista Rivoluzionaria, Laboratorio Politico Iskra. I compagni del Movimento per il diritto all’abitare di Roma, pur non potendo prendere parte all’assemblea a causa dello sgombero di oltre 100 rifugiati dall’occupazione di via Scorticabove, hanno comunicato la loro adesione all’appello di convocazione e allo spirito dell’assemblea.

Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza dell’obiettivo di costruire un fronte di classe che, partendo dalla pratica reale del conflitto sulla questione prioritaria dello scontro capitale/lavoro, avvii campagne sui temi più scottanti della fase attuale: il contrasto alle politiche razziste del governo contro gli emigranti e gli immigrati; la repressione padronale e di stato; la lotta per il diritto alla casa; la battaglia contro i licenziamenti politici e antisindacali, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e il salario garantito a tutti i disoccupati; le rivendicazioni legate alle questioni di genere, al contrasto al militarismo, al degrado dell’ambiente. Su questi temi diviene prioritario ricomporre sul terreno della lotta un punto di vista e uno schieramento di classe chiaro e condiviso. Continua a leggere Bologna, 8 luglio. Per la costruzione di un fronte di lotta anticapitalista

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Chi invade chi? Manifestazione a Ventimiglia 14/7

A Ventimiglia per gridare: “Chi invade chi?”

 L’invasione c’è, esiste ed è datata storicamente. Carlo V, imperatore del sacro romano impero,  promuove una spedizione contro Algeri nel lontano 1541.

Da allora le invasioni europee del suolo africano non si sono più fermate. Francesi, inglesi, portoghesi, spagnoli, olandesi, belgi, tedeschi, italiani (in Somalia, in Eritrea, in Etiopia, in Libia).

Ed è stata storia di massacri, deportazioni, tratta di decine di milioni di uomini e di donne. Le gloriose repubbliche marinare di Genova e Venezia hanno costruito la loro ricchezza anche sul traffico internazionale degli schiavi africani.

Poi è arrivata la decolonizzazione “americana”, e il tradizionale colonialismo si è travestito con stracci democratici.

Africa e Medio Oriente sono da secoli terre di conquista. Terre dove si confrontano e si scontrano gli interesse di potenze vecchie e nuove.

Ma il sangue che scorre è sempre quello africano e arabo. Continua a leggere Chi invade chi? Manifestazione a Ventimiglia 14/7

Contro l’offensiva reazionaria: fronte di lotta anticapitalista!

  • SABATO 7 LUGLIO ORE MANIFESTAZIONE A MILANO, CONCENTRAMENTO PIAZZALE LORETO ORE 17,00
  • DOMENICA 8 LUGLIO ASSEMBLEA NAZIONALE, SEDE SI COBAS VIA AURELIO SAFFI, ORE 10,30

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Decenni di macelleria sociale, di attacco ai salari e di smantellamento di ogni forma di tutela sociale dentro e fuori i luoghi di lavoro hanno prodotto il collasso elettorale del PD, della sinistra di Stato e di tutti coloro che si sono resi complici di una stagione di austerity ordinata dai padroni per uscire dalla loro crisi generale, e pagata sulla pelle e col sangue di milioni di proletari.

Guerre, licenziamenti, precarietà, morti sul lavoro, tagli drastici alla spesa sociale, misure antisindacali, attacco al diritto alla casa, militarizzazione dei territori, dei confini e delle coste: utilizzo degli immigrati come manodopera supersfruttata messa alla mercè di padroni schiavisti in nome di una retorica ipocrita dell'”accoglienza” dietro cui si cela il business delle braccia ad opera di Onlus e sistema delle Cooperative; devastazioni ambientali, arresti e repressione nei confronti di chiunque si oppone a tutto ciò con gli scioperi e la lotta: questo il cumulo di macerie lasciato in eredità dai padroni e dai governi della “seconda Repubblica”.

Su queste rovine la destra di Salvini e il qualunquismo dei 5 Stelle hanno costruito la loro fortuna, speculando sulla disperazione e sulla paura di milioni di operai e disoccupati e indirizzando il malessere sociale verso la barbarie del razzismo e della guerra tra poveri.
Non sappiamo quanto durerà la “luna di miele” tra il governo Conte e i milioni di disperati e “disillusi” che ad esso si sono affidati; sappiamo però con certezza che chi soffia sul fuoco delle divisioni su base etnica e sull’odio xenofobo non potrà mai offrire nulla di buono ai lavoratori. Continua a leggere Contro l’offensiva reazionaria: fronte di lotta anticapitalista!

Lega-5S: Un governo trumpista, piccolo ma pericoloso. Contro cui lottare, senza se e senza ma

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Ha ragione Bannon, lo stratega dell’elezione di Trump alla Casa Bianca: la formazione del governo Lega-Cinquestelle non è solo un fatto italiano, è anche, e forse soprattutto, un evento della politica mondiale perché preannuncia un terremoto in Europa. L’euforia per quello che considera un suo successo personale, lo ha portato a dire: “Avete dato un colpo al cuore della bestia dell’Europa” (si riferisce alla Germania) e ai “fascisti di Bruxelles” (la Commissione Juncker). Fatta la tara, rimane un dato di fatto che è sfuggito a tanti: intorno alla formazione del nuovo governo italiano Lega-Cinquestelle si è combattuto un furioso scontro internazionale, che dice molto sul nostro futuro.

Il furioso scontro tra Stati Uniti e Germania/UE

Del resto, nei giorni convulsi della crisi politico-istituzionale, Mattarella l’ha ammesso apertamente quando ha dichiarato: “io sono tenuto a tutelare gli interessi degli investitori italiani e stranieri, degli operatori economici e finanziari che hanno in mano i titoli del debito di stato e le azioni delle aziende”. Ovvero: il potere politico nazionale, e quindi la formazione del governo, è subordinato al potere dei mercati finanziari e dei capitali globali, che mi (a me-Mattarella) hanno imposto il veto a Savona come ministro dell’economia. Attenzione: i capitali globali, e non soltanto europei. La borsa di Milano è in mano a 4 potenze finanziarie, tre delle quali non sono né tedesche né francesi, bensì statunitensi – il fondo Elliot, la Berkshire Hathaway di Buffet e Blackrock, la più grande società di investimenti del mondo, che gestisce 6.000 miliardi di dollari -, mentre la quarta è il fondo sovrano della Norvegia, uno stato che non fa parte dell’UE, né ha l’euro come moneta. Continua a leggere Lega-5S: Un governo trumpista, piccolo ma pericoloso. Contro cui lottare, senza se e senza ma

La criminale politica anti-immigrati del governo Lega&Cinquestelle

1. Basta invasione! ululano da settimane Salvini e i suoi soci di governo nella più impudente delle disinformazioni di stato. Hanno fatto ricorso a questo grido sguaiato per impedire all’Aquarius di attraccare in un porto italiano. Invasione? Quale invasione? Da gennaio a fine di maggio di questo anno sono arrivati via mare in Italia poco più di 13.000 emigranti da Africa e Medio Oriente, il 78% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Questo grazie al mitico Minniti, ministro dell’interno del governo Gentiloni, e al suo patto con le gang di ascari torturatori della costa libica. Negli ultimi 45 anni, da quando l’Italia è diventata un paese di immigrazione, non c’è mai stato un movimento migratorio in entrata così ridotto.

2. Ma un’invasione c’è davvero: è l’invasione dell’Africa da parte delle imprese, delle banche, degli eserciti europei e occidentali, di stato e privati (chiedere alla neo-ministra grillina Trenta, lei se ne intende!). È proprio questa invasione che produce milioni di emigranti. Basta salire sull’Aquarius e vedere da quali paesi vengono gli uomini e le donne a bordo: Siria, Etiopia, Somalia e altri paesi dell’Africa sub-sahariana. Sulle navi attraccate in Italia negli ultimi mesi troviamo, oltre iracheni e afghani, persone in fuga dalla Nigeria, dal Niger, dal Mali, dall’Eritrea, etc. Molti di questi paesi sono stati devastati per decenni dalle armate della superiore civiltà euro-occidentale, altri (Etiopia ed Eritrea) sono riforniti di continuo di armi e di consiglieri, quelli italiani in prima fila, affinché si facciano guerra in eterno, a beneficio dei neo-colonialisti e dei loro caporali locali.

3. Gli sciami di cavallette con cui Geova atterrì gli egiziani, sono nulla se messi a confronto con le orde degli agenti del capitale globale che si sono avventati sul corpo dell’Africa.

Solo qualche esempio all’ingrosso.

In The Changing Wealth of Nations 2018, la Banca mondiale, non esattamente un ente anti-imperialista, ha tradotto in numeri l’impoverimento dell’Africa sub-sahariana (un tempo si chiamava l’Africa nera). Risultato: in questo grande insieme di paesi il “risparmio netto rettificato” è stato, tra il 1990 e il 2015, costantemente negativo (tra il 5 e il 10% annuo) per circa 100 miliardi di dollari l’anno. È avvenuto, cioè, un saccheggio pari a circa 2.500 miliardi di dollari. Continua a leggere La criminale politica anti-immigrati del governo Lega&Cinquestelle