L’Ucraina va alla guerra per noi, perciò va premiata a scuola

Vi ricordate gli esami del marchesino Eufemio che tradusse “esercito distrutto” in “exercitus lardi” ed ebbe il premio? [la filastrocca è di G. Belli]

Ebbene, il Ministero dell’Istruzione, da sempre primo responsabile della selezione di classe e di “razza” che la scuola italiana pratica, ha pensato di emanare un’ordinanza in cui richiede un’attenzione particolare per gli studenti ucraini che, “tenendo conto dell’impatto psicologico” (della guerra), meritano una valutazione comunque favorevole. Ancora meglio il passaggio successivo in cui si chiede agli esaminatori di tener conto “del livello delle competenze linguistico comunicative nella lingua italiana”. Il linguaggio, carico di ambiguità forse perché il funzionario addetto si sarà vergognato di essere più esplicito, il linguaggio, dicevamo, denota il punto di vergogna al quale è arrivata la propaganda bellicista di Stato. La consegna ministeriale, tradotta in chiaro, è questa: quali che siano i risultati effettivi degli studenti ucraini, vanno promossi.

Non metteremo certamente in dubbio – proprio noi!? – l’impatto psicologico terribile delle guerre (al plurale, però) sulle popolazioni, e tanto più sui giovani; né ci addentreremo qui in discorsi sulla selezione, il merito, le discriminazioni, in generale. Ci preme, invece, indicare la coerenza di questa decisione con il razzismo di Stato, che fa due pesi e due misure tra gli immigrati, chiedendo ai giovani delle popolazioni di colore tutte le possibili competenze linguistiche e grammaticali, comprensione del testo, storia italiana, enciclopedia e quant’altro. Coerenti fino in fondo anche nell’accoglienza: lager per i colorati, alberghi, famiglie e residence per le/i meritevoli ucraine e ucraini dai capelli biondi – fin che dura, eh. Fin che serve. Fin che, come Italia, come capitalismo italiano, si possono spendere soldi profittevolmente per questa operazione contando sugli utili a venire.

Continua a leggere L’Ucraina va alla guerra per noi, perciò va premiata a scuola

In 6 mesi l’amministrazione Biden ha arrestato più di un milione di richiedenti asilo, mentre il suo scudiero Johnson li deporta in Ruanda…

I campioni mondiali dei “diritti umani”…

The US Has Arrested Over 1 Million Asylum Seekers in the Past 6 Months

The U.S. has hit a record number of apprehensions at the border shared with Mexico, arresting over 1 million asylum seekers in the past six months alone. We speak with immigration attorney Erika Pinheiro about the Biden administration’s unequal treatment of different nationalities, as refugees from countries like Haiti, Cuba and Cameroon face harsh restrictions on asylum, but Ukrainian refugees seem to be receiving special treatment and even exemption from Title 42. “Asylum is supposed to be a universal standard protecting individuals fleeing persecution from any country, but in practice it’s always been a political tool wielded by the United States to favor those fleeing regimes that the United States opposes,” says Pinheiro.

***

Il Regno Unito vuole mandare i migranti in Ruanda: 120 milioni di sterline al governo di Kigali

Firmato un memorandum con il paese africano. Il premier Boris Johnson: “Grande deterrente per i migranti che vogliono raggiungere il Regno Unito”. “Forte opposizione” dell’Alto Commissariato per i rifugiati: “Sono persone, non merci”.

Qui di seguito un onesto articolo da “Famiglia cristiana” del 20 aprile, che giustamente chiama in causa, per una decisione del genere, il colonialismo, e ricorda agli smemorati che l’invenzione dei campi di concentramento fu una delle tante mirabili opere del colonialismo britannico. Ne sottolineiamo un passaggio:

“Dunque abbiamo avuto un ennesimo saggio di quello che è la Brexit: la fine della libera circolazione non solo delle merci ma anche degli uomini e tutto ciò che ne consegue in peggio, il brutale trasferimento di uomini come se fossero cose in luoghi totalmente diversi dalla meta che si erano prefissi. Un salto indietro non di uno, ma di due secoli, l’epoca della schiavitù.”

Un passaggio felice che dedichiamo a quella congrega di cialtroni reazionari che anni fa, “da sinistra”, presero a riferimento la Brexit come una via favorevole ai lavoratori per conquistare, attraverso un presunto recupero di “sovranità nazionale”, una condizione migliore. (Red.)

Continua a leggere In 6 mesi l’amministrazione Biden ha arrestato più di un milione di richiedenti asilo, mentre il suo scudiero Johnson li deporta in Ruanda…

Squallida Europa: Est e Ovest uniti nella guerra agli emigranti dai paesi musulmani

Al confine tra Bielorussia e Polonia l’Europa “patria dei diritti umani” sta facendo il proprio autoritratto, e ne vien fuori un’accozzaglia di stati e statisti uno più infame razzista dell’altro, dall’una e dall’altra parte del confine.

Naturalmente la stampa dell’Unione europea tuona in coro contro il “dittatore Lukashenko” e il grande puparo Putin che lo muoverebbe come una sua marionetta, esempi entrambi di sconfinato cinismo perché avrebbero importato (o lasciato importare) profughi dall’Iraq, dall’Afghanistan, dalla Siria, dalla Somalia, dal Kurdistan iracheno per scagliarli contro l’UE come “bombe umane”, o “armi non convenzionali”, in rappresaglia contro le sanzioni. L’Unione Europea che a sua volta, nelle figure degli ultra-reazionari governanti polacchi, schiera dodicimila soldati, filo spinato, colonne di blindati, elicotteri, lacrimogeni, idranti, e nelle figure non meno ributtanti dei super-governanti di Bruxelles mette a disposizione la polizia anti-immigrati Frontex, i servizi segreti e quant’altri apparati di repressione ci siano, e sono tanti! – sarebbe pronta anche la NATO – per ricacciare indietro un migliaio di uomini, donne e bambini, tanti bambini, “con abiti e scarpe inadatte al freddo” o senza scarpe, che fuggono da territori devastati o in decomposizione per effetto di guerre e guerre civili al cui scatenamento l'”innocente” Europa occidentale ha dato un contributo decisivo.

Continua a leggere Squallida Europa: Est e Ovest uniti nella guerra agli emigranti dai paesi musulmani

La condanna di Mimmo Lucano: giustizia di classe, razzismo di stato

Mimmo Lucano ci è sempre stato simpatico, per la sua inventiva e il suo coraggio nell’aggirare e violare le leggi e i regolamenti, italiani ed europei, pur di creare a Riace un contesto di solidarietà con i richiedenti asilo, gli immigrati e le immigrate etiopi, rumeni, afghani e di altre nazionalità.

A maggior ragione lo è ora che il tribunale di Locri gli ha scagliato addosso una condanna di 13 anni per associazione a delinquere, proprio mentre altri magistrati assolvevano la quasi totalità della dirigenza bancarottiera di Banca Etruria, e a pochissimi giorni di distanza dall’assoluzione di alcuni protagonisti di medio rango degli intrecci stato-mafia (i più grossi erano già stati messi al riparo). Due facce della stessa macchina della giustizia di classe.

Nessuna simpatia politica, invece, abbiamo mai avuto per il circo dei suoi sostenitori, che ha cercato di spacciare questa positiva esperienza di cooperazione tra autoctoni e immigrati come la soluzione miracolosa (il “modello Riace”) del fenomeno ben altrimenti strutturale e coriaceo dell’oppressione, super-sfruttamento, discriminazione istituzionale di rifugiati e immigrati “comuni” – che non può certo essere stroncato attraverso la nascita di tante Riace, per la semplice ragione, ora solare anche ai ciechi per scelta, che lo stato (e il capitale) non possono consentirla.

Continua a leggere La condanna di Mimmo Lucano: giustizia di classe, razzismo di stato