Dai “Gilets Jaunes” rivoluzionari: un appello urgente alla solidarietà internazionale

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Ricevuamo e pubblichiamo volentieri un appello alla solidarietà attiva di alcuni “rivoluzionari” del movimento dei Jilets Jaunes, rilanciato con una breve introduzione dal  Nucleo Comunista Internazionalista

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Riceviamo e ritrasmettiamo A TUTTI il seguente appello (qui in calce, in diverse lingue anche in italiano) lanciato dai compagni francesi che da due mesi hanno accettato la sfida, in condizioni generali obiettive di partenza sfavorevolissime, e stanno vigorosamente lottando al fianco della rivolta sociale dei gilet gialli contro il capitalismo francese. Contro il suo stato, il suo governo, le sue polizie. Il prezzo pagato è già molto alto. Soprattutto per chi, come questi compagni, “non ha santi in paradiso”; per chi è fuori dai giochi, dagli intrallazzi e dai condizionamenti magari sotterranei con i poteri istituzionali borghesi.

Molti compagni, molti proletari sono detenuti prigionieri nelle carceri dello Stato democratico francese in attesa che…”giustizia si compia”.

E’ necessaria la solidarietà di classe, politica e materiale, verso questi anonimi lottatori appartenenti alla nostra classe! Continua a leggere Dai “Gilets Jaunes” rivoluzionari: un appello urgente alla solidarietà internazionale

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Contro il governo della repressione, del razzismo di stato e del lavoro nero serve la risposta di lotta più forte, ampia e unitaria possibile.

Proprio nel giorno in cui la banda Lega&5S, degna erede della banda Renzi, rapinava dalle tasche dei lavoratori 1,3 miliardi di euro (che alla fine potrebbero essere 3) per salvare la Carige, il tribunale di Milano ha emesso contro il SI Cobas e il CSA Vittoria una sentenza di eccezionale gravità con condanne che vanno da 1 anno e 8 mesi per Aldo Milani e altri compagni e compagne, fino a 2 anni e 6 mesi per Elio Lupoli del Vittoria. Per quale efferato delitto? Per uno sciopero del marzo 2015 ai cancelli della DHL di Settala.

Diciamo sciopero, e non picchetto o cos’altro, per la semplice ragione che in quella giornata di lotta non si è registrata la minima tensione. Lo stesso pubblico ministero, che ha il compito istituzionale di accusare, aveva chiesto l’assoluzione per tutti. Dunque questa sentenza si configura come un attacco diretto al semplice diritto di sciopero. Continua a leggere Contro il governo della repressione, del razzismo di stato e del lavoro nero serve la risposta di lotta più forte, ampia e unitaria possibile.

La rappresaglia. Sentenze politiche contro lo sciopero della logistica

Inviamo alcune riflessioni a caldo, che invitiamo a far girare, sulla pesante condanna per lo sciopero della logistica alla DHL di Settala (MI)

La sentenza di ieri 8 gennaio per lo sciopero davanti ai cancelli della DHL di Settala del marzo 2015 parla da sola:

1 anno e 8 mesi al Coordinatore nazionale del S.i.Cobas e ad altri compagni del S.i.Cobas e del C.s.a Vittoria

2 anni 3 mesi e 15 giorni ad una compagna del C.s.a Vittoria

2 anni 6 mesi e 5 giorni ad un compagno del C.s.a Vittoria

Una sentenza che rappresenta un atto repressivo inaudito per la sua gravità perché scientificamente comminata quale atto intimidatorio e segnale politico ad un’opposizione di classe che sta trovando una sua strada nella concretezza nelle lotte provando a indicare una prospettiva più complessiva di trasformazione dei rapporti di produzione.       Continua a leggere La rappresaglia. Sentenze politiche contro lo sciopero della logistica

Assemblea a Milano del sindacalismo di base (CUB, SI-COBAS, SGB, USI/CIT) e della Federazione anarchica contro il decreto-sicurezza di Salvini, per l’unità nella lotta tra lavoratori immigrati e autoctoni

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Milano, 24 novembre 2018

Incontro sul Decreto “Sicurezza e immigrazione”, che criminalizza i poveri e arresta i lavoratori che lottano, organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base (CUB).

La vera sicurezza è data solo dalla forza delle nostre lotte!

Intervento di  Mattia Scolari (Flaica-CUB Milano)

Intervento di P. Basso (redazione Cuneo rosso)

Intervento avv. Eugenio Losco

Conclusioni P. Basso e avv. E. Losco

 

 

 

Elezione di Bolsonaro: costruire la più ampia unità di azione in difesa dei diritti e delle libertà democratiche (Conlutas)

Pubblichiamo qui un appello del sindacato Conlutas alla lotta contro il nascente governo Bolsonaro, che riprendiamo dal sito www.alencontre.org – un sito in lingua francese che contiene sulla situazione economica, sociale e politica del Brasile una ricca documentazione con testi di analisi molto interessanti di Ch.-A. Udry, V. Arcary, J.E. Diniz Alves, R. Zibecchi ed altri ancora.

Ci può essere, e c’è, da parte nostra una riserva, un dissenso sul fatto che nell’appello di Conlutas si mettano assieme il destino della classe operaia e quello del paese-Brasile, mentre non stanno insieme. Ma è sacrosanto l’invito di Conlutas alla lotta per la difesa dei diritti e delle libertà democratiche dei lavoratori contro un nuovo governo che si appresta a radicalizzare le politiche anti-operaie già messe in atto dal governo Temer e annuncia una fascistizzazione dell’ordine pubblico che si abbatterà innanzitutto contro gli sfruttati, e questo invito va perciò diffuso e appoggiato. Bolsonaro, fautore di politiche ultra-liberiste, ha già dichiarato che il MST (il movimento dei contadini e braccianti senza terra) e il MTST (il movimento dei senza tetto) saranno trattati alla stregua di “movimenti terroristici”. Più che naturale, quindi, l’esultanza di Trump, Netanyahu (subito gratificato con la decisione di spostare l’ambasciata brasiliana in Israele a Gerusalemme) e Salvini per la sua elezione…

E’ evidente che gli avvenimenti brasiliani degli ultimi anni, l’evoluzione sempre più catastrofica della situazione in Venezuela e in Nicaragua, l’avvento di Macri in Argentina, etc. impongono un serio bilancio del “ciclo progressista” in America del Sud e del cosiddetto “socialismo del XXI secolo”, fatto dal punto di vista della classe lavoratrice – impossibile aspettarselo dai nostrani “popul-sovranisti”.

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Il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro (PSL) è stato eletto presidente del Brasile domenica (28), dopo una campagna caratterizzata da una profonda polarizzazione sociale nel paese.

Bolsonaro sale al potere con 57.797.456 voti (il 55,13% dei voti validi), contro i 47.440.829 voti del PT Fernando Haddad (44,87% dei voti validi). Le schede bianche, le nulle e le astensioni hanno raggiunto la cifra record di oltre 42 milioni di elettori.

Le elezioni, con molte contraddizioni, hanno dimostrato la grande insoddisfazione della classe operaia e della maggioranza della popolazione nei confronti  dei politici e dei loro partiti. Ma la mancanza di una prospettiva di fronte alla crisi economica, e la disillusione nei confronti dei governi PT (Partito dei lavoratori, il partito di Lula e D. Rousseff – n.) e il loro adattamento alla logica del sistema marcio, inclusa la corruzione, hanno rafforzato un’opzione di estrema destra.

Tuttavia, la lotta contro l’elezione di Bolsonaro ha mobilitato ampi settori di lavoratori, studenti, settori oppressi e democratici della società civile, dal momento che il suo programma di governo rappresenta ciò che è più dannoso per la classe operaia e il paese: gli attacchi alle libertà democratiche e ai diritti; una politica economica ultraliberista e la cessione della ricchezza e della nostra sovranità con le privatizzazioni di tutte le compagnie statali; la mancanza di rispetto per i diritti umani e le prese di posizione contro i settori più oppressi della società. Continua a leggere Elezione di Bolsonaro: costruire la più ampia unità di azione in difesa dei diritti e delle libertà democratiche (Conlutas)