Autodeterminazione dell’Ucraina? – Alessandro Mantovani

Da Rottacomunista, 8 apr. 2022

Ogni grande evento storico determina svolte. In particolare le catastrofi, e nessuna più della guerra. Tutto accelera, gli animi si accendono, le forze sociali si mettono in moto. Sono destinate a divaricarsi inesorabilmente tra chi la guerra la vuole e chi la subisce. Ma all’inizio il quadro si presenta diverso: lo sciovinismo e l’isteria bellicista imperano. ”Armiamoci e partite! Prendiamo misure di guerra e tirate la cinghia!”, è l’assordante boato dei media che copre ogni voce dissonante, mentre gli esitanti si danno un gran daffare, con ragionamenti tortuosi, per esorcizzare il momento in cui dovranno decidere: o per la guerra, o contro.

L’onda emozionale è tanto forte che la minima confusione, la minima incertezza, trascinano inesorabilmente nella direzione indicata dalla pressione mediatica. Anche su questo fronte la guerra è senza esclusione di colpi: si va dai mezzi più rozzi (immagini truculente, fake news sul numero di morti, cronache di efferati massacri e luminosi episodi di eroismo) a quelli più raffinati, fatti per palati esigenti. La guerra richiede sacrifici enormi, e dunque consenso.

Nell’ottocento lo zar di Russia cantava la litania della liberazione dei popoli slavi dal turco infedele, e Napoleone III il principio di ”nazionalità” contro la ”Santa Alleanza”. Gli yankee, dopo aver sottomesso l’Europa Occidentale con la bandiera dell’antifascismo, han superato tutti con le guerre per la ”libertà” e la ”democrazia”. Oggi queste seduzioni, un po’ ingiallite dopo il Vietnam, il Cile, l’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan, han bisogno di nuova linfa. Ecco allora che, nell’espansione del capitale occidentale e della Nato nei territori dell’Est europeo, strappati palmo dopo palmo all’influenza russa, lo stendardo della ”libertà” si accompagna a quello dell”’autodeterminazione”.

Già sperimentato sul teatro siriano (dove, al legittimismo pro Assad dei russi, Washington ha opposto l”’autodeterminazione” dei curdi, riuscendo non poco a confondere le idee nel campo dell’estrema sinistra), ecco che di nuovo questo ordigno propagandistico (l’ ”autodeterminazione”) sta mietendo nel nostro campo le sue vittime. Col miraggio dell’ ”autodeterminazione ucraina” parecchi scivolano nel fronte guerrafondaio, mentre dicono – e sono convinti – di opporvisi.

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