Il favoloso mondo della Brexit, 3. Abbassamento dei salari, allungamento degli orari

Londra, 18 giugno – manifestazione indetta dal TUC per chiedere aumenti salariali

In questo disastro sociale, che viene da lontano e la Brexit ha aggravato, emerge qualche segno di reazione: “tagliamo la guerra, non il welfare”, era il messaggio di molti cartelli e dichiarazioni di manifestanti sabato 18.

Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che la Brexit sarebbe stata una solenne fregatura per i proletari britannici. Ancora più amara per chi se ne era fatto illudere. Ma, abituati ai “tempi lunghi”, in questi decenni di disordinatissimo arretramento del movimento di classe, non contavamo di avere ragione così in breve. E di vedere, in così breve tempo, i lavoratori reagire e portare in piazza le proprie impellenti necessità.

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Sul contratto della sanità pubblica, appena firmato – SI Cobas Sanità

Governo, Regioni e sindacati firmaioli hanno concordato su un punto: la sanità pubblica deve lavorare di più ma costare di meno; ovvero, gli operatori dovranno lavorare di più e costare meno. La qualità dei servizi non potrà che peggiorare e questo giustificherà un ulteriore passaggio di ampi settori di sanità pubblica (quelli profittevoli) ai privati.

Contratto Sanità firmato (però i soldi se li sono dimenticati)

Con grandi squilli di trombe e richiami retorici ai bui anni della pandemia, i sindacati Confederali (CGIL, CISL e UIL) e corporativi (Nursing UP, Nursind, e FIALS) annunciano la firma del “nuovo” contratto della Sanità Pubblica.

Cosa hanno firmato?

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Dubai. Sciopero dei riders. Deliveroo costretta ad annullare il taglio dei salari (italiano – english)

Drivers for the UK-based app refused to make deliveries for more than 24 hours, devastating the company’s service at a particularly busy time during Ramadan (AFP)

La maggior parte dei ristoranti ricorre a riders impiegati da agenzie interinali. Al Wall Street Journal i drivers hanno riferito di aver ricevuto messaggi minacciosi dalle agenzie interinali, dove si chiede loro di porre fine allo sciopero.

Riprendiamo da Middle East Eye del 2 maggio le scarne notizie che ci arrivano da Dubai su uno sciopero vincente di migliaia di riders di Deliveroo. Da due anni queste nuove figure del proletariato sono in agitazione nel mondo intero, dal Brasile (giugno 2020) e dagli scioperi Messico, Perù, Ecuador, Cile, Argentina dei mesi seguenti, fino allo sciopero globale dell’ottobre, fino alle lotte dei riders di Foodpanda ad Hong Kong di questo inizio d’anno passando per l’Italia e, ora, anche Dubai. (Red.)

Migliaia di drivers dell’azienda si sono rifiutati di lavorare durante il fine settimana nell’Emirato, dove scioperare è illegale

Deliveroo ha dichiarato che ripristinerà i livelli salariali e gli orari di lavoro che aveva cambiato la scorsa settimana dopo che migliaia dei suoi drivers a Dubai si sono rifiutati di lavorare durante il weekend in uno dei rari scioperi nell’Emirato, dove astenersi dal lavoro è illegale.

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