Capitalismo-killer: un sistema da abbattere, di Luc Thibaut

Riceviamo dal compagno Luc Thibaut e volentieri pubblichiamo questa nota di denuncia del carattere sempre più distruttivo del capitalismo, distruttivo della vita della specie, sia esso fossile, verde o di qualsiasi altro colore, occidentale o orientale. Qui una traduzione del testo in inglese.

In questi giorni sono apparse due notizie raccapriccianti.

La prima viene da un rapporto Unicef: nel mondo un bambino su tre — quasi 800 milioni a livello globale — ha nel sangue livelli di piombo superiori a 5 microgrammi per decilitro, livello per il quale è necessario intervenire. Circa la metà di questi bambini vive in Asia Meridionale.

Il rapporto, elaborato congiuntamente dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) e dall’organizzazione internazionale Pure Earth si intitola The Toxic Truth: Children’s Exposure to Lead Pollution Undermines a Generation of Future Potential (La verità tossica: l’esposizione dei bambini alla contaminazione da piombo mina il potenziale futuro di una generazione).

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Ultimissime da Confindustria: perché non introdurre il contratto di schiavitù?

Cattura

Dante Lepore, autore di un libro molto ricco di spunti teorici e politici taglienti, Schiavitù del terzo millennio, PonSinMor, 2017, ci segnala che sul sito del Sole 24 ore è comparso il 26 gennaio un testo intitolato: Reintrodurre la schiavitù è o no un’opzione per la società moderna?, scritto da tale Enrico Verga, “consulente strategico e istituzionale”, studi (umanitari, è da credere) all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Costui parte da un dato incontestabile: anche se sulla carta la (vecchia) schiavitù è stata bandita, in realtà “con nomi differenti [la schiavitù] esiste e prolifera ancora in buona parte del mondo”. Il suo discorso punta alle partite Iva e a tutti coloro che lavorano per le imprese senza avere “un contratto normato e ben strutturato”. Si tratta, sostiene, di un “potenziale scenario di schiavitù”, perché le partite Iva non hanno giorni di malattia né giorni di ferie pagati, debbono pagarsi da sé gli strumenti elettronici necessari al proprio lavoro, hanno zero garanzie per il futuro, gli gravano sul groppone trattenute fiscali pesanti. Molte, poi, sono false partite Iva. Nessuno sa quante: 400.000? 600.000? Non lo sa neppure lui. Di una cosa però è certo: in questa campagna elettorale, invece di fare chiacchiere vuote, sarebbe il caso di formulare “una proposta di legge per re-instaurare l’istituto della schiavitù”. Uno scherzo di cattivo gusto? Macché: “Fatti due conti veloci, alcuni milioni di neo-schiavi potrebbero essere interessati ad un programma che possa migliorare le loro condizioni”.

Olà: questo è dire pane al pane, vino al vino! Continua a leggere Ultimissime da Confindustria: perché non introdurre il contratto di schiavitù?