Solidarietà con gli operai della Fiat Plastik di Kraguievac (Serbia) in sciopero!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello alla solidarietà con gli operai della Fiat Plastik di Kraguievac in sciopero. Sulle divergenze con i compagni che ce lo hanno inviato, fa premio il dovere dell’internazionalismo proletario.

Giovedì 18 febbraio è scoppiato lo sciopero nella fabbrica Fiat Plastik di Kragujevac, in Serbia, che produce i paraurti della 500 L. L’azienda è una consociata della FCA Srbija (ex Zastava).

La causa principale della lotta, che è promossa da un Comitato di sciopero composto da giovani operai, sono le riduzioni di salario, avvenute con un atto di prepotenza della direzione dello stabilimento, e le riduzioni dell’indennizzo per i giorni di ferie, inferiori a quelle di altre aziende.

In totale, sono circa 15.000 dinari (128 euro) al mese rubati agli operai della Fiat Plastik, per incrementare i profitti dell’azienda, che beneficia anche di sussidi statali.

Continua a leggere Solidarietà con gli operai della Fiat Plastik di Kraguievac (Serbia) in sciopero!

Serbia: Geox, la scarpa che respira e soffoca operai e operaie. Di Bojana Tamindzija

uu

Riprendiamo da “Courrier des Balkans”* la segnalazione di un rapporto di due Ong sulle imprese italiane di calzature e abbigliamento Geox, Tod’s e Prada, che contiene un particolare riferimento allo stabilimento Geox di Vranje, in Serbia (alle pagg. 49-55). Non amiamo l’ideologia di fondo di questi rapporti finalizzati a dare lezioni di etica e di comportamenti virtuosi ai pescecani del capitale transnazionale, ma la documentazione che esso fornisce è di sicuro interesse. Serve anche a toccare con mano i malefici effetti sulle condizioni dei lavoratori della distruzione della Jugoslavia, via secessioni e via guerre, operata sotto la regìa dell’Italia, dell’Unione europea, degli Stati Uniti e del Vaticano.

dd

Meno di 7 mesi dopo la sua apertura nel gennaio 2016, la fabbrica Geox di Vranje [una cittadina della Serbia centrale, relativamente vicina alle frontiere con la Macedonia e la Bulgaria] è già in sciopero [lo sciopero, spontaneo, è avvenuto il 5 settembre scorso a seguito della imposizione di sabati lavoratori obbligatori in aggiunta all’usuale carico di straordinario, che è intorno alle 10 ore settimanali]. Il produttore italiano di calzature [Mario Moretti Polegato] aveva deciso di non tener fede agli impegni presi con il governo serbo, che tuttavia ha largamente finanziato l’impianto. Discesa nell’inferno della mondializzazione.

L’ong Clean Clothes Campaign e la campagna Change your shoes hanno pubblicato un rapporto [The real cost of our shoes, 2017] sul modo in cui funzionano le catene di produzione nell’industria dell’abbigliamento. Questo studio, che esamina le strategie di tre marchi conosciuti a livello mondiale – Tod’s, Geox e Prada – fornisce una panoramica dettagliata del loro funzionamento: ad un estremo della catena, prodotti costosi in confezioni raffinate, all’altro estremo, lontano dagli occhi del pubblico, condizioni di lavoro degradanti per una manodopera sempre più a basso costo.

La spietata corsa ai profitti modifica costantemente le modalità di produzione a scala mondiale mentre la mobilità dei capitali e le strategie di delocalizzazione e di adeguamento delle leggi a livello nazionale e internazionale, consentono un abbassamento continuo dei costi di produzione. L’installazione di stabilimenti nei paesi con manodopera a basso costo ha come conseguenza il deterioramento delle condizioni di lavoro, della stabilità dell’occupazione e dei salari a livello mondiale.

Gli immensi benefici registrati dai grandi gruppi industriali sono direttamente legati alle nuove condizioni del mercato mondializzato. E dunque lo scarto sempre più grande tra i costi di produzione e i prezzi di vendita delle merci è ben lungi dall’essere redistribuito in modo “equo” tra tutti gli attori della catena.

L’Europa dell’Est, nuova fabbrica del mondo
Lo sviluppo dell’industria tessile nei paesi poco sviluppati dell’Asia ha finito per far diminuire il livello dei salari a scala mondiale. Tanto è vero che oggi assistiamo ad un ritorno della produzione nell’Est dell’Europa.

In questi paesi devastati dalla cosiddetta ‘transizione’, il costo del lavoro è in realtà talvolta inferiore anche a quello esistente in alcuni paesi asiatici. Continua a leggere Serbia: Geox, la scarpa che respira e soffoca operai e operaie. Di Bojana Tamindzija