Black Friday, SI Cobas: «Scioperi e blocchi in tutte le sedi Amazon»

Riceviamo e volentieri riprendiamo da “Il Piacenza” del 15 novembre.

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Il sindacato scende in campo il prossimo 26 novembre: «Tutti uniti nel blocco delle attività nel giorno del Black Friday».

Il S.I. Cobas nazionale ha deciso nei suoi organi di vertice di scendere in campo per il “black Friday” del prossimo 26 novembre, coordinandosi con oltre mille realtà sindacali in tutto il mondo (Germania, Francia, Stati Uniti, Giappone…) nell’ambito della campagna “make Amazon pay”.

«L’obiettivo dichiarato – spiega il coordinamento nazionale S.I. Cobas – è il modello di lavoro precario promosso dalla multinazionale Amazon e in via di estensione nel mercato del lavoro. L’iniziativa si tradurrà in scioperi e blocchi su tutti i siti Amazon in Italia, compreso quello di Piacenza. Lo sfruttamento diretto da Amazon crea un precedente per tutto il territorio italiano, ponendo le basi per la rovina di una intera generazione di lavoratori. Gli effetti nefasti non si fermano infatti ai magazzini Amazon o ai siti dove operano i corrieri di Assoespressi, loro partner nel trasporto merci, ma arrivano a influenzare negativamente tutti i posti di lavoro, che a quei modelli contrattuali si adeguano».

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Da Napoli un segnale chiaro a Draghi: alla repressione e ai divieti rispondiamo uniti e organizzati – SI Cobas


Nel pomeriggio di sabato in migliaia siamo scesi in piazza a Napoli per rispondere alla chiamata nazionale del Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”.

Una manifestazione nata dalla necessità stringente di far quadrato attorno a un movimento che in questi anni ha dimostrato di saper ereditare a pieno titolo la lunga tradizione delle lotte dei senza lavoro nella città partenopea, dando continuità alla parte migliore di quella tradizione e mutuandone i contenuti e le parole d’ordine più avanzati in termini anticapitalistici: lavoro stabile e sicuro o salario garantito; rifiuto di ogni sirena elettorale e/o istituzionale; legame organico con le lotte operaie e il conflitto di classe dentro e fuori i luoghi di lavoro; capacità di reggere l’impatto della stretta repressiva statuale, mantenendo fermi i principi e rifuggendo dalla tentazione di trasformare il movimento di lotta in una sorta di associazione “di scopo” dedita ad elemosinare qualche posto di lavoro (quasi sempre precario) dagli enti locali.

Sono questi i motivi che hanno spinto centinaia e centinaia di lavoratori del SI Cobas ad affrontare fino a 12 ore di viaggio in autobus per portare il loro sostegno ai disoccupati 7 novembre: non si è trattato di semplice solidarietà, bensì della consapevolezza di essere parte di un’unica lotta che è cresciuta e si è consolidata nel corso di questi mesi e anni, laddove i facchini della logistica e gli operai combattivi del centro-nord hanno visto i disoccupati innumerevoli volte al loro fianco nelle loro lotte e vertenze, e finanche uniti sotto i palazzi del potere romano per ricevere risposte concrete alle loro istanze da un governo (prima Conte, e ora Draghi) che ha saputo dare come unica risposta i manganelli, i lacrimogeni, le denunce, gli arresti e i fogli di via…

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Sulla repressione a Trieste e gli ultimi sviluppi – Comunicato SI Cobas nazionale


COME VOLEVASI DIMOSTRARE: GLI OPERAI IN LOTTA SONO ANNI LUCE PIÙ AVANTI DI TUTTI I LORO “FALSI AMICI”

Il SI Cobas si conferma tra le poche, se non l’unica organizzazione di classe, che in queste giornate di caos e di isteria collettiva è stata in grado di indicare ai proletari una strada concreta per la difesa dei loro interessi immediati e futuri, fuori da ogni ammiccamento ai deliri delle mezze classi, ma allo stesso tempo radicalmente contro il governo Draghi e l’uso capitalistico della pandemia.

Il comunicato del Cplt [vedi sotto] è un sonoro ceffone non solo nei confronti di chi voleva strumentalizzare la lotta giusta e sacrosanta per i tamponi a carico dei padroni e traghettarla verso i lidi maleodoranti e reazionari dell'”antivaccinismo militante”, ma anche e soprattutto nei confronti di chi, anche nella sinistra di classe e nel sindacalismo di base, in questi giorni ha tifato senza ritegno contro i portuali di Trieste, e quindi nei fatti a favore di Draghi e della reazione antioperaia di Stato: una reazione di gran lunga più insidiosa e temibile di quella rappresentata da qualche gruppuscolo neofascista che, come sempre nella storia, prova a cavalcare le paure e le psicosi collettive prodotte dalla crisi del sistema capitalistico e dalla sfiducia diffusa nei confronti dello stato borghese e delle sue politiche di asservimento degli interessi collettivi sull’altare del Dio-profitto.

In queste ore come SI Cobas siamo impegnati in diverse aziende in una durissima battaglia per far sì che non si debba pagare per andare a lavorare: dalla DHL di Milano alla manutenzione stradale di Napoli i padroni minacciano provvedimenti disciplinari e licenziamenti nei confronti di chi ha “osato” disturbare il manovratore e mettere in discussione l’utilizzo politico, propagandistico e antioperaio della campagna vaccinale, imponendo il greenpass in tutti i luoghi di lavoro (unico caso non solo in Europa, ma in tutto il mondo!).

Per questo da ieri siamo ancora di più al fianco del Cplt di Trieste, condannando senza se e senza ma la brutale aggressione delle forze dell’ordine di lunedì mattina e invitando i portuali a non arretrare sul terreno della battaglia per il tampone a carico delle aziende.

Per questo il SI Cobas nelle prossime ore lancerà un appello nazionale che partendo dalla necessità di unificare tutti i lavoratori in lotta contro l’obbligo del greenpass per andare a lavorare, ponga all’ordine del giorno la costruzione di una mobilitazione che sia capace di liberare questa battaglia dalla palla al piede dei complottismi e dei negazionismi di ogni tipo, e sappia invece inquadrarla nella cornice di una più generale opposizione di classe ai licenziamenti, al carovita e alle politiche di macelleria sociale del governo Draghi.

SI Cobas nazionale

Non si può pagare per andare a lavorare! – Si Cobas Napoli e Caserta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Continua lo sciopero alla Multiservice di San Tammaro

Dopo la mobilitazione di venerdì scorso a seguito dell’introduzione del greenpass, oggi i lavoratori della manutenzione stradale delle province di Napoli e Caserta aderenti al SI Cobas hanno nuovamente scioperato contro la volontà dell’azienda di scaricare sui lavoratori il costo dei tamponi per chi non è vaccinato.

È inaudito che i costi sociali ed economici dell’emergenza Covid siano scaricati interamente sui lavoratori. Ed è ancora più inaudito che ciò avvenga finanche in quei settori come la manutenzione stradale, nei quali i lavoratori portano a casa salari da fame di non più di 1000 euro al mese.

Per questo stamattina i lavoratori, vaccinati e non vaccinati, hanno risposto in maniera unità e compatta.

La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro non passa per il greenpass!

Togliamo ogni alibi alle manovre di governo, padroni e istituzioni, che usano il greenpass come alibi per dividere i lavoratori e attaccare ulteriormente i diritti e i salari!

Costruiamo una mobilitazione generale in tutti i luoghi di lavoro per non fare pagare ai proletari i costi di un’operazione di propaganda politica che nulla ha a che fare con le misure di prevenzione sanitaria.

Tamponi per tutti, greenpass per nessuno.

Toccano uno-toccano tutti.

SI Cobas Napoli e Caserta

Abbiamo buttato via la paura. Prato reagisce a mafia e sfruttamento – SI Cobas Prato e Firenze

Questa foto non è della manifestazione di ieri, ma della manifestazione a sostegno degli operai della Texprint dell’aprile scorso.

Più di cinquecento persone oggi hanno invaso le strade del Macrolotto per rispondere all’aggressione mafiosa di lunedì durante lo sciopero alla #Dreamland.

Un risultato straordinario per una manifestazione organizzata in appena 48 ore. 

Prato reagisce a mafia e sfruttamento, con un corteo che ha paralizzato prima il Macrolotto1 e poi il Macrolotto2, sfilando tra i vialoni e i capannoni delle ditte tessili.

Il messaggio è chiaro: abbiamo buttato via la paura.

In prima fila gli operai del distretto protagonisti delle lotte vittoriose di questi anni che hanno strappato ai padroni contratti regolari e l’8×5: Texprint, Sunshine, Tintoria2020, Superlativa, Tintoria DL, Tintoria Fada, Giaroeste e tanti altri.

Con noi i lavoratori della logistica (TNT, SDA, BRT, GLS), il Collettivo della GKN e gli operai della Piaggio di Pontedera.

E tanti, tanti solidali, studenti, cittadini che hanno voluto esserci e ci sono stati. 

Oggi abbiamo scritto un’altra bellissima pagina di questa storia di riscatto collettivo. 

La paura è solo dei padroni.

SI Cobas Prato e Firenze

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