Silvia Romano e il Corano-Virus, di S.

Non conosco Silvia Romano, ma, specie a sentire certe biliose cariatidi reazionarie, dev’essere una ragazza piena di difetti. Non c’è niente di logico nelle sue scelte. Invece di lasciarsi pian piano trasformare in una macchina da consumi sexy e remissiva, se ne è andata a guardare in faccia la realtà della tragedia africana, quella con cui ci ammorbano all’ora di pranzo facendoci vedere bambini stremati che a tre anni pesano come uno nostro di tre mesi, e va sempre a finire che ci chiedono soldi.

Che credeva di fare, di salvare il mondo? Vedo che stava da sola in un villaggio africano di non so dove, e nelle foto sorrideva, senza particolari rimpianti per la movida dei navigli e l’apericena milanese.

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