Solidarietà con le donne iraniane in lotta! Pane, non velo! – Comitato 23 settembre

Le donne iraniane, dopo decenni di negazione della loro dignità, sanno bene di avere molta strada da percorrere, a noi spetta il compito di trasformare le “libertà” che loro rivendicano e che a noi, almeno in parte, sono concesse, in volontà e capacità di lotta e di solidarietà internazionale.

L’ondata di manifestazioni che ha percorso l’Iran, dopo l’assassinio di Masha Amini ad opera dei “custodi della morale”, un corpo speciale incaricato di perseguitare le donne, specialmente quelle dei quartieri più poveri, che non rispettano il codice di comportamento e di abbigliamento imposto dal regime islamico di Teheran, è ricca di insegnamenti e di importanti novità.

La prima, è la discesa in massa delle donne e delle ragazze iraniane per le strade, a proprio rischio e pericolo (si contano già decine di morti e centinaia di arresti). Le ragazze mandano al rogo il velo e si tagliano i capelli in segno di lutto e di protesta, rifiutando, nell’esplosione di una lotta che dura da decenni, l’imposizione e quindi il controllo da parte dello stato sulle loro persone. Con la qual cosa, lo stereotipo delle donne islamiche arretrate e sottomesse è servito.

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Sull’alluvione nelle Marche – Movimento 7 novembre


TRAGEDIE ANNUNCIATE: SERVE UN PIANO NAZIONALE PER LA MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI E PER IL LAVORO

Questo sistema ci sta portando alla barbarie sociale.

I cambiamenti climatici sono frutto di un sistema che distrugge l’ambiente e la natura.

A crepare siamo noi. La nostra lotta per il lavoro è legata a tutto questo.

Anche qui lottiamo da anni per la messa in sicurezza dei territori, la prevenzione contro roghi e sversamenti illeciti, la raccolta differenziata ed i servizi legati al ciclo dei rifiuti, la manutenzione degli arenili, dei sistemi fognari e stradali, il contrasto al dissesto idrogeologico affiancato ad un serio programma per le bonifiche, il superamento di un approccio emergenziale che rincorre smottamenti del terreno, inquinamento da polveri sottili, alluvioni e frane, insieme ad un piano di formazione per mansioni di controllo, monitoraggio e cura del territorio.

SOLIDARIETÀ ALLE COMUNITÀ COLPITE

Il 5 Novembre a Napoli la manifestazione nazionale sarà anche per questo.

#Napoli #7nov #Lavoro

Trieste: gli operai della Wartsila e i portuali battono un colpo! Manifestazione il 3 settembre

Al contrario dei confederali, i portuali indicano la vera strada dell’unità di classe, che non può limitarsi al livello territoriale, percheé ci sono in Italia almeno 80.000 operai in condizioni simili a quelli della Wartsila. A cosa serve un sindacato di dimensioni nazionali se non unifica le lotte alla scala nazionale?

Per capire cosa è la vertenza Wartsila (la multinazionale finlandese che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Bagnoli della Rosandra/Trieste in cui si producono motori navali, con 451 licenziamenti), e dove è arrivato il livello di sopportazione delle angherie padronali, basta un solo esempio: la curva Furlan dei tifosi della Triestina ha spinto la società sportiva a chiedere lo spostamento del derby col Pordenone – loro vogliono esserci alla manifestazione operaia del 3 settembre contro i licenziamenti!

Per capire cosa fare, basta l’altro notevole esempio: la solidarietà militante dei portuali che si rifiutano di imbarcare su una nave che è già in rada dodici motori prodotti dalla Wartsila, acquistati dalla sudcoreana Daewoo – nulla a che vedere con la solidarietà a chiacchiere per circostanza elettorale data da questo o quel candidato.

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Il favoloso mondo della Brexit, 5. Una raffica di scioperi contro l’impoverimento di massa dei lavoratori

“Tutti chiedono aumenti in linea con l’inflazione e c’è una grande rabbia tra la gente per l’aumento del costo della vita dopo oltre dieci anni di tagli ai servizi pubblici. Per questo c’è una grande solidarietà con chi sciopera, nonostante i disagi”. Molto interessante.

Ritorniamo, con una quinta puntata, sugli stupefacenti miglioramenti che i lavoratori del Regno Unito avrebbero dovuto conseguire con la Brexit, e non hanno affatto conseguito. Al contrario!

Questa volta ci limiteremo in larga parte a trascrivere ciò che scrive oggi, 28 agosto, nientemeno che Il Sole 24 ore. La corrispondente da Londra Nicol Degli Innocenti verga un pezzo intriso di non innocente ironia sull’attuale condizione in Gran Bretagna, la cui stampa si diletta quotidianamente nel dileggiare le cose italiane. Ma gli elementi che porta sono dati di fatto incontrovertibili e parlanti.

Leggiamo:

“La Gran Bretagna sta facendo un tuffo nel passato. Non sta tornando alle lontane glorie dell’Impero tuttora rimpianto da tanti Tories, tra i quali Boris Johnson. (…) L’era verso la quale sta tornando la Gran Bretagna è più recente e decisamente poco gloriosa (…) Si profila infatti un altro ‘inverno del malcontento‘ come quello del 1978. La frase poetica, presa in prestito da William Shakespeare, è ormai associata a scene prosaiche come le migliaia di morti che non trovano sepoltura a causa dello sciopero dei becchini o le montagne di sacchi della spazzatura nelle eleganti piazze londinesi per la protesta degli addetti alla raccolta dei rifiuti”.

E qui comincia la descrizione (sommaria) della catena degli scioperi in corso o in preparazione.

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Altre iniziative di solidarietà internazionale contro gli arresti di sindacalisti e la repressione delle lotte

Volantino di alcuni sit-in davanti ai consolati italiani in alcune città tedesce e a N.Y. International Initiatives of Solidarity: In support of the SiCobas/USB Italian Union Members Persecuted for their Union Activities and Defense of Workers’ Basic Rights. 8hx5days a Week!

Una marea di solidarietà internazionale contro arresti e repressione! Viva la classe operaia internazionale!

Nella giornata di ieri [23/7] una marea di lavoratori e lavoratrici, compagni e compagne hanno invaso Piacenza per dare un segnale molto chiaro contro arresti e repressione.

This is an attack on all of us, so united we stand!

Nelle stesse ore, una marea di solidarietà ci è arrivata dalle organizzazioni di classe di tantissimi paesi: messaggi di solidarietá, comunicati, raccolte fondi per la cassa di resistenza, presidi davanti ai consolati e alle ambasciate italiane!

Tantissimi i presidi organizzati dai compagni a Berlino, Amburgo, Brema, Stoccarda, Francoforte, Zurigo, New York*, come i messaggi di solidarietà dalla Grecia, dall’Inghilterra, da tantissime sigle del sindacalismo combattivo spagnolo, dai lavoratori della filiera del vino in Sud Africa, ecc…

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