Abbiamo buttato via la paura. Prato reagisce a mafia e sfruttamento – SI Cobas Prato e Firenze

Questa foto non è della manifestazione di ieri, ma della manifestazione a sostegno degli operai della Texprint dell’aprile scorso.

Più di cinquecento persone oggi hanno invaso le strade del Macrolotto per rispondere all’aggressione mafiosa di lunedì durante lo sciopero alla #Dreamland.

Un risultato straordinario per una manifestazione organizzata in appena 48 ore. 

Prato reagisce a mafia e sfruttamento, con un corteo che ha paralizzato prima il Macrolotto1 e poi il Macrolotto2, sfilando tra i vialoni e i capannoni delle ditte tessili.

Il messaggio è chiaro: abbiamo buttato via la paura.

In prima fila gli operai del distretto protagonisti delle lotte vittoriose di questi anni che hanno strappato ai padroni contratti regolari e l’8×5: Texprint, Sunshine, Tintoria2020, Superlativa, Tintoria DL, Tintoria Fada, Giaroeste e tanti altri.

Con noi i lavoratori della logistica (TNT, SDA, BRT, GLS), il Collettivo della GKN e gli operai della Piaggio di Pontedera.

E tanti, tanti solidali, studenti, cittadini che hanno voluto esserci e ci sono stati. 

Oggi abbiamo scritto un’altra bellissima pagina di questa storia di riscatto collettivo. 

La paura è solo dei padroni.

SI Cobas Prato e Firenze

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A fianco degli operai GKN. Contro i licenziamenti di massa serve qui e ora un fronte unico di classe! – SI Cobas

Riceviamo e molto volentieri condividiamo, sottolineando quelli che sono a nostro avviso dei passaggi-chiave di questo comunicato, tutti relativi alla necessità imperiosa di una strategia, di un orizzonte e di un programma di lotta “che tenga conto del contesto generale dello scontro di classe”, e faccia convergere in un fronte unico di classe contro il padronato e il governo Draghi le singole spinte di lotta, altrimenti destinate all’asfissia. Lo facciamo perché anche nella vicenda GKN, e più ancora in altre vicende di licenziamenti di massa, ci pare di cogliere il rischio di pericolose forme di autocentratura e di particolarismo. Se poi saremo smentiti, tanto meglio!

OGGI IN MIGLIAIA A FIANCO DEGLI OPERAI GKN.

CONTRO I LICENZIAMENTI DI MASSA SERVE QUI ED ORA UN FRONTE UNICO DI CLASSE!

Stamane un enorme corteo ha attraversato la zona industriale di Campi Bisenzio a sostegno della lotta dei licenziati Gkn.

In piazza una folta rappresentanza del sindacalismo di base e combattivo, tante vertenze sia del comparto privato che pubblico, e numerosissimi solidali.

Come SI Cobas abbiamo preso parte alla manifestazione con due spezzoni espressione di due tra le principali vertenze che in questi mesi ci stanno vedendo protagonisti: da un lato i lavoratori della Textprint di Prato, dall’altro i facchini della FedEx di Piacenza.

Una scelta non casuale, frutto della necessità oggettiva di mettere in collegamento quelle esperienze che su scala nazionale si stanno contrapponendo alla macelleria sociale voluta dai padroni e dal governo Draghi, nei fatti e non solo a parole, con la lotta e non con sterili proclami sui media.

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Prato: una manifestazione a sostegno degli operai Textprint

Ieri a Prato c’è stata una partecipata manifestazione per sostenere la lotta degli operai Texprint sotto le insegne della parola d’ordine “8 ore per 5 giorni“, con lavoratori e solidali giunti da diverse città, che hanno affollato la piazza delle carceri, nel centro della città.

Questa tenacissima lotta va avanti da 3 mesi, resistendo a ogni sorta di intimidazione padronale e poliziesca, per farla finita con un orario di lavoro 12 per 7. Un orario che dovrebbe suscitare scandalo tra i “bravi democratici” che oggi onoreranno il 25 aprile con la loro disgustosa retorica “anti-fascista” (neppure sotto il fascismo ci fu un orario di lavoro del genere, fino alla guerra), ma, potete giurarci, si volteranno con indifferenza dall’altra parte, come hanno fatto finora, a cominciare dai dirigenti sindacali e dai capi della Toscana “rossa” – si tratta, dopotutto, di operai, e perfino immigrati.

La “ripresa”, la ripresa dell’accumulazione di profitti, non potrà fare sconti alla classe operaia, e quindi perché fare tanto casino per le pretese di questi padroni cinesi? Silenzio assoluto, ovviamente, anche dai “sovranisti” à la Salvini, à la Meloni, à la Paragone… per tutta questa genìa, la sovranità da difendere è quella del capitale nazionale, e poiché è fuori dubbio che le fabbriche tipo la Texprint, anche se di proprietà giuridica cinese, servono gli interessi del capitalismo nazionale (settore moda), è tutto ok, compresi gli “eccessi”. Anzi, a stare a loro, l'”eccesso” è quello degli scioperanti che pretendono, con la “violenza” (cioè: la lotta organizzata), di limitare il potere dell’imprenditore che per sua natura deve essere illimitato, il sovrano nel suo regno (l’impresa).

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