Sulla repressione a Trieste e gli ultimi sviluppi – Comunicato SI Cobas nazionale


COME VOLEVASI DIMOSTRARE: GLI OPERAI IN LOTTA SONO ANNI LUCE PIÙ AVANTI DI TUTTI I LORO “FALSI AMICI”

Il SI Cobas si conferma tra le poche, se non l’unica organizzazione di classe, che in queste giornate di caos e di isteria collettiva è stata in grado di indicare ai proletari una strada concreta per la difesa dei loro interessi immediati e futuri, fuori da ogni ammiccamento ai deliri delle mezze classi, ma allo stesso tempo radicalmente contro il governo Draghi e l’uso capitalistico della pandemia.

Il comunicato del Cplt [vedi sotto] è un sonoro ceffone non solo nei confronti di chi voleva strumentalizzare la lotta giusta e sacrosanta per i tamponi a carico dei padroni e traghettarla verso i lidi maleodoranti e reazionari dell'”antivaccinismo militante”, ma anche e soprattutto nei confronti di chi, anche nella sinistra di classe e nel sindacalismo di base, in questi giorni ha tifato senza ritegno contro i portuali di Trieste, e quindi nei fatti a favore di Draghi e della reazione antioperaia di Stato: una reazione di gran lunga più insidiosa e temibile di quella rappresentata da qualche gruppuscolo neofascista che, come sempre nella storia, prova a cavalcare le paure e le psicosi collettive prodotte dalla crisi del sistema capitalistico e dalla sfiducia diffusa nei confronti dello stato borghese e delle sue politiche di asservimento degli interessi collettivi sull’altare del Dio-profitto.

In queste ore come SI Cobas siamo impegnati in diverse aziende in una durissima battaglia per far sì che non si debba pagare per andare a lavorare: dalla DHL di Milano alla manutenzione stradale di Napoli i padroni minacciano provvedimenti disciplinari e licenziamenti nei confronti di chi ha “osato” disturbare il manovratore e mettere in discussione l’utilizzo politico, propagandistico e antioperaio della campagna vaccinale, imponendo il greenpass in tutti i luoghi di lavoro (unico caso non solo in Europa, ma in tutto il mondo!).

Per questo da ieri siamo ancora di più al fianco del Cplt di Trieste, condannando senza se e senza ma la brutale aggressione delle forze dell’ordine di lunedì mattina e invitando i portuali a non arretrare sul terreno della battaglia per il tampone a carico delle aziende.

Per questo il SI Cobas nelle prossime ore lancerà un appello nazionale che partendo dalla necessità di unificare tutti i lavoratori in lotta contro l’obbligo del greenpass per andare a lavorare, ponga all’ordine del giorno la costruzione di una mobilitazione che sia capace di liberare questa battaglia dalla palla al piede dei complottismi e dei negazionismi di ogni tipo, e sappia invece inquadrarla nella cornice di una più generale opposizione di classe ai licenziamenti, al carovita e alle politiche di macelleria sociale del governo Draghi.

SI Cobas nazionale

Solidarietà internazionale ai portuali di Trieste – International Dockworkers Council

We support the Trieste Dockers in their struggle for respect for freedoms.

We will not allow our freedoms to be curtailed and we will not allow our jobs to be segregated into first and second class workers.

We are dockers, workers who have always been on the front line against Covid-19.

#Trieste #Dockworkers ⛔️GreenPass

Il posto di lavoro non si tocca. Ritiro immediato del “green pass”! – SI COBAS

IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA!

A poche ore dall’entrata in vigore dell’obbligo del greenpass su tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, è oramai chiaro ed evidente a tutti il totale fallimento della prova di forza messa in atto dal governo Draghi col DL 127/2021.

Una prova di forza che non ha nulla a che fare né con la tutela della salute e della sicurezza, né tantomeno con la prevenzione del rischio pandemico sui luoghi di lavoro, ma che al contrario risponde a un disegno politico del governo Draghi, che utilizza il tema del vaccino come cavallo di Troia per dividere i lavoratori ed accelerare il ricatto e lo strapotere padronale sull’insieme del lavoro dipendente.

Il messaggio lanciato dai portuali di Trieste è chiaro come non mai: al disegno governativo e padronale di dividere e contrapporre tra loro i lavoratori vaccinati e non vaccinati, bisogna rispondere uniti e compatti.

Non possiamo consentire che quello stesso governo e quegli stessi padroni responsabili della strage quotidiana dei morti sul lavoro, del collasso degli ospedali durante il picco pandemico, dello sfascio della sanità, della scuola, dei trasporti, dell’attacco ai salari e dello sblocco dei licenziamenti, ora vogliano arrogarsi il potere di decidere chi può entrare al lavoro e chi deve restare a casa senza salario!

In queste ore almeno 3 milioni di lavoratori sono ancora privi del certificato verde, e l’intero sistema sanitario è in tilt poiché non è possibile soddisfare le centinaia di migliaia di richieste di tamponi.

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Ancora sugli ultimi giorni a Trieste, Il rovescio

Ci è stata segnalata, e la pubblichiamo volentieri, una analisi e una documentazione sui fatti accaduti negli ultimi giorni a Trieste sul sito di area anarchica ilrovescio.info Si tratta di un’analisi e di una documentazione decisamente più ricche, dettagliate e interessanti di quella fornita dal Coordinamento nazionale per la Jugoslavia (che abbiamo postato nei giorni scorsi), e di sicuro più vicine al nostro sentire, in quanto piuttosto lontane dalla funesta superstizione secondo cui la Costituzione “nata dalla Resistenza” e la relativa repubblica non sarebbero, come in realtà sono, armi del dominio di classe del capitale. Ai compagni e alle compagne attivi in questa città dal grande passato di lotta, rivolgiamo l’invito a raccordarsi il più possibile all’iniziativa del Patto d’azione anti-capitalista – non possiamo rispondere in ordine sparso, ogni città per proprio conto, all’attacco del padronato, del governo, delle forze della repressione di stato e degli scherani neo-fascisti, dell’Unione europea. Possiamo farlo, ovviamente, ma in tal caso l’esito negativo è certo.

Vuoti da colmare, spazi da riempire, pratiche da riprendere. Sugli ultimi giorni a Trieste

Tra sabato e lunedì a Trieste sono successi vari fatti che potrebbero essere letti in modo slegato, ma che a nostro avviso vanno osservati assieme per capire quello che sta accadendo in questa città. Fatti che allo stesso tempo si intrecciano con quello che sta avvenendo nelle piazze di questo paese negli ultimi giorni.

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