Trieste: gli operai della Wartsila e i portuali battono un colpo! Manifestazione il 3 settembre

Al contrario dei confederali, i portuali indicano la vera strada dell’unità di classe, che non può limitarsi al livello territoriale, percheé ci sono in Italia almeno 80.000 operai in condizioni simili a quelli della Wartsila. A cosa serve un sindacato di dimensioni nazionali se non unifica le lotte alla scala nazionale?

Per capire cosa è la vertenza Wartsila (la multinazionale finlandese che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Bagnoli della Rosandra/Trieste in cui si producono motori navali, con 451 licenziamenti), e dove è arrivato il livello di sopportazione delle angherie padronali, basta un solo esempio: la curva Furlan dei tifosi della Triestina ha spinto la società sportiva a chiedere lo spostamento del derby col Pordenone – loro vogliono esserci alla manifestazione operaia del 3 settembre contro i licenziamenti!

Per capire cosa fare, basta l’altro notevole esempio: la solidarietà militante dei portuali che si rifiutano di imbarcare su una nave che è già in rada dodici motori prodotti dalla Wartsila, acquistati dalla sudcoreana Daewoo – nulla a che vedere con la solidarietà a chiacchiere per circostanza elettorale data da questo o quel candidato.

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Rappresaglie padronali contro i portuali di Trieste

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa denuncia del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. Solidali contro la repressione padronale e statale sempre! – restando, però, con le nostre opinioni (critiche) per quello che riguarda l’indirizzo politico-sindacale e l’azione di questo organismo proletario, e al massimo grado nei confronti di “personaggi” quali Puzzer (e simili).

“Nel porto di Trieste ritorsioni contro chi ha protestato”
https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/friuli-venezia-giulia/nel-porto-di-trieste-ritorsioni-contro-chi-ha-protestato/618812

Il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste, l’organizzazione sindacale che lo scorso ottobre aveva animato alle proteste contro il Green pass, ha denunciato ritorsioni da parte delle aziende contro chi ha partecipato agli scioperi.

 “È in atto – è stato detto – da una parte un’operazione  punitiva, dall’altra il tentativo delle aziende di farsi le regole ignorando leggi e diritti”. “Esiste ancora il diritto nel porto di Trieste – ha chiesto Sandi Volk (CLPT) – o vale tutto?”

“Dopo gli scioperi di ottobre si stanno verificando vere e proprie rappresaglie contro lavoratori all’interno del porto di Trieste”. È la denuncia lanciata dal Coordinamento dei lavoratori portuali, l’organizzazione sindacale che lo scorso ottobre aveva animato le proteste contro il Green pass e che ora, a sei mesi di distanza, punta il dito contro quelle che sono state definite delle “rappresaglie” generalizzate contro i lavoratori.


“Nonostante il diritto di sciopero sia riconosciuto e nessuno abbia violato le regole – ha detto il rappresentate del CLPT Sandi Volk – due aziende hanno deciso di colpire i lavoratori con cambiamenti di mansione, demansionamenti con riduzioni dello stipendio, sospensioni, C’è poi un clima d’incertezza con voci di privatizzazioni e tagli al personale diffuse per dividere i lavoratori”.

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Sulla repressione a Trieste e gli ultimi sviluppi – Comunicato SI Cobas nazionale


COME VOLEVASI DIMOSTRARE: GLI OPERAI IN LOTTA SONO ANNI LUCE PIÙ AVANTI DI TUTTI I LORO “FALSI AMICI”

Il SI Cobas si conferma tra le poche, se non l’unica organizzazione di classe, che in queste giornate di caos e di isteria collettiva è stata in grado di indicare ai proletari una strada concreta per la difesa dei loro interessi immediati e futuri, fuori da ogni ammiccamento ai deliri delle mezze classi, ma allo stesso tempo radicalmente contro il governo Draghi e l’uso capitalistico della pandemia.

Il comunicato del Cplt [vedi sotto] è un sonoro ceffone non solo nei confronti di chi voleva strumentalizzare la lotta giusta e sacrosanta per i tamponi a carico dei padroni e traghettarla verso i lidi maleodoranti e reazionari dell'”antivaccinismo militante”, ma anche e soprattutto nei confronti di chi, anche nella sinistra di classe e nel sindacalismo di base, in questi giorni ha tifato senza ritegno contro i portuali di Trieste, e quindi nei fatti a favore di Draghi e della reazione antioperaia di Stato: una reazione di gran lunga più insidiosa e temibile di quella rappresentata da qualche gruppuscolo neofascista che, come sempre nella storia, prova a cavalcare le paure e le psicosi collettive prodotte dalla crisi del sistema capitalistico e dalla sfiducia diffusa nei confronti dello stato borghese e delle sue politiche di asservimento degli interessi collettivi sull’altare del Dio-profitto.

In queste ore come SI Cobas siamo impegnati in diverse aziende in una durissima battaglia per far sì che non si debba pagare per andare a lavorare: dalla DHL di Milano alla manutenzione stradale di Napoli i padroni minacciano provvedimenti disciplinari e licenziamenti nei confronti di chi ha “osato” disturbare il manovratore e mettere in discussione l’utilizzo politico, propagandistico e antioperaio della campagna vaccinale, imponendo il greenpass in tutti i luoghi di lavoro (unico caso non solo in Europa, ma in tutto il mondo!).

Per questo da ieri siamo ancora di più al fianco del Cplt di Trieste, condannando senza se e senza ma la brutale aggressione delle forze dell’ordine di lunedì mattina e invitando i portuali a non arretrare sul terreno della battaglia per il tampone a carico delle aziende.

Per questo il SI Cobas nelle prossime ore lancerà un appello nazionale che partendo dalla necessità di unificare tutti i lavoratori in lotta contro l’obbligo del greenpass per andare a lavorare, ponga all’ordine del giorno la costruzione di una mobilitazione che sia capace di liberare questa battaglia dalla palla al piede dei complottismi e dei negazionismi di ogni tipo, e sappia invece inquadrarla nella cornice di una più generale opposizione di classe ai licenziamenti, al carovita e alle politiche di macelleria sociale del governo Draghi.

SI Cobas nazionale

Solidarietà internazionale ai portuali di Trieste – International Dockworkers Council

We support the Trieste Dockers in their struggle for respect for freedoms.

We will not allow our freedoms to be curtailed and we will not allow our jobs to be segregated into first and second class workers.

We are dockers, workers who have always been on the front line against Covid-19.

#Trieste #Dockworkers ⛔️GreenPass