Se lo dicono loro. Sull’intervista al CEO di Intesa Sanpaolo

The Rise of the Inequality Industry | The Nation

I giornali sono quello che sono: disinformazione a go-go più che informazione. Le tv, anche peggio. Qualcosa di assai vicino alla spazzatura, senza offesa per la spazzatura. Però, spigolando, qualcosa di utile si riesce a trovarla.

Su la Repubblica di mercoledì 7 aprile, ad esempio, Carlo Messina, il capo di Intesa San Paolo, la prima banca italiana, afferma una cosa stuzzicante. Evidentemente assediato dai padroni delle massime industrie perché gli conceda nuovi maxi-prestiti, altrettanto preoccupato delle sorti del tessuto imprenditoriale minore ai fini della stabilità sociale, si lascia andare ad una stoccata velenosa contro alcuni suoi compari: “questi 200 miliardi [per le imprese, garantiti dal governo alle banche – n.] devono servire per pagare affitti, fornitori e preservare l’occupazione. E non a rafforzare imprese che finora si sono mosse egregiamente sui mercati. I proprietari di queste imprese – attenti, arriva il colpo – spesso imprenditori con notevole ricchezza accumulata in Italia o all’estero, dovrebbero lasciare le garanzie di Stato ai settori deboli e rispondere ad un altro imperativo morale. È l’ora di far tornare i loro soldi nelle aziende, ricapitalizzarle per contribuire ad accelerare il recupero del Paese”.

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Paolo Savona, l’usura legale/illegale e i “sovranisti”

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E dunque la procura di Campobasso ha iscritto nel registro degli indagati il ministro Paolo Savona, assieme ad altri 22 soggetti del suo rango, per la imposizione di tassi usurari superiori a quelli previsti dalla legge quando era ai vertici del Banco di Roma, poi diventato Unicredit.

Una nuova macchia sull’eroe dei sovranisti di destra e di sinistra? Chi sa. Lui si difende dicendo che non aveva competenza sui tassi di interesse … La cosa è per noi irrilevante, perché chi come lui ha passato svariati decenni nella cupola del capitale bancario, ha esercitato per altrettanti decenni la funzione di usuraio legale (quasi sempre, in capo). Se a questa nobilissima funzione abbia poi aggiunto, occasionalmente, quella di usuraio illegale conta davvero poco.

Anche l’attuale edificante vicenda, che ricorda ai tantissimi smemorati di sinistra (forse provocando in loro qualche imbarazzo) chi realmente è stato ed è costui, avvalora quanto abbiamo scritto, con altri compagni, su tale figuro assurto di recente a personaggio dell’anno.

Lo riportiamo qui di seguito.

… uno degli spettacolini più grotteschi della lunga crisi istituzionale da cui è nato il governo Conte è stata la chiassosissima scalmana dei filo-grillini e/o sovranisti di sinistra, insorti come tarantolati contro Mattarella per il suo no a Savona ministro dell’economia. Forse hanno dimenticato il CV da autentico “uomo del popolo” di costui: Banca d’Italia, Confindustria, Banca nazionale del lavoro, Credito industriale sardo, Fondo interbancario di tutela dei depositi, Impregilo, RCS-Corriere della sera, Consorzio Venezia Nuova (quello della mega-speculazione sul Mose), Gemina, Capitalia, Banca di Roma, Unicredit, e quasi sempre con ruoli di vertice. Dimenticare questo “particolare”, per dei compagni, è imperdonabile. Hanno dimenticato, poi, che Savona è stato legato a triplo filo per decenni all’ultra-atlantista Cossiga (do you remember Gladio?) su incarico del quale si è occupato anche di servizi segreti. Critico verso la governance dell’UE e dell’euro, mai però verso i super-boss di Washington e New York – dimenticare questo, l’affiliazione di Savona al partito amerikano, per dei sovranisti coerenti, è imperdonabile. Hanno dimenticato, infine, l’avversione radicale di Savona al welfare e l’ossessiva insistenza con cui costui, nel suo libro Come un incubo e come un sogno, martella contro “la costante ricerca e difesa delle rendite” da parte dei lavoratori. E questo per dei keynesiani fanatici è altrettanto imperdonabile.

Squalificati. Come compagni, come sovranisti, come keynesiani*.

*Tratto da È un governo trumpista, piccolo, ma pericoloso]

Il Cuneo rosso – com.internazionalista@gmail.com