Cronaca di lotta di classe dalla provincia veneta (Comitato per la difesa della salute sui posti di lavoro e sui territori)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lucida, e anche amara, riflessione sulla (scarsissima) lotta di classe nella provincia veneta. Come contributo, evidentemente, a capirne le cause, e invito a reagire.

Quando il sindacato si adegua e invece dello scontro di classe, sceglie la condivisione con il padrone e “strategie” a perdere

La percezione che ci fosse un abisso di differenza tra i livelli dello scontro in atto, così come interpretati dai lavoratori della logistica nelle loro lotte, e dai lavoratori di piccole medie aziende della provincia veneta, era sicuramente presente, ma che questo abisso fosse così evidente e doloroso (per me, almeno), un distacco così palese da porre i lavoratori stessi su piani completamente diversi, questo speravo di evitarmelo.

Scorrono sotto gli occhi le immagini della notte del 1/2 febbraio a Piacenza, quando la polizia dà seguito ad un violento pestaggio dei lavoratori FeedEx/Tnt (multinazionale della logistica), accorsi a picchettare i cancelli dopo la minaccia di centinaia di licenziamenti da parte dell azienda. Lacrimogeni e manganelli a sgomberare il piazzale, facendo piazza pulita del diritto al lavoro e del diritto a lottare per difenderlo. Sostenuti dal loro sindacato, il Sicobas, i lavoratori si battono con coraggio e determinazione per sostenere le loro ragioni contro la violenza dello stato dei padroni. La solidarietà che ricevono dai lavoratori degli altri magazzini è vasta ed immediata. E resistono!

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Il celebre “modello Zaia” è in pezzi (ed emerge una truffa che ha prodotto e produrrà morte)

Negli anni scorsi, pressoché da soli, abbiamo sottoposto il cosiddetto “modello Veneto” o “modello Zaia” nella sanità, ed in particolare nella gestione della fase 1 della pandemia, ad una critica che ne ha svelato per tempo il bluff. Ma – data la prova catastrofica fornita dal sistema sanitario nazionale, data l’emersione delle clamorose colpe dei governi succedutisi nell’ultimo ventennio (almeno) in fatto di mancata prevenzione delle epidemie – è sembrato per qualche mese che Zaia fosse, tra i ‘governatori’, il solo monocolo (individuo che vede da un solo occhio) nella terra dei ciechi. Assistito da una buona dose di fortuna e da qualche non sprovveduto consigliere. Oltre che, e non è poco, pompato da una “grande stampa” impegnata a sgonfiare il pallone-Salvini in preda a pericolosi deliri di onnipotenza contrapponendogli il suo socio di partito “moderato” e “razionale” Zaia – quello, per intenderci, che i cinesi mangiano i topi vivi.

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La morte degli operai è vita per il capitale. Una denuncia e un appello alla lotta, di Luc Thibault (Rsu-Usb – Alto vicentino ambiente)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa denuncia-appello di un delegato USB dell’Alto vicentino.

Cosa segna oggigiorno l’aumento dello sfruttamento indiscriminato degli operai e il continuo e progressivo peggioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro? Purtroppo non sono solo i bassi salari e gli aumenti da fame (quando ci sono), l’incremento della precarietà e della flessibilità, l’innalzamento dei ritmi e l’allungamento degli orari lavorativi, l’incertezza crescente legata alle pensioni e alle liquidazioni, i tagli spregiudicati alla sanità e allo “stato sociale”. È anche e soprattutto la sempre più massiccia carneficina degli omicidi sul lavoro e delle malattie cosiddette “professionali”.

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Ti conosco mascherina: Zaia e il cosiddetto “modello veneto”

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Uno dei lettori de La grande camorra lombarda all’attacco ha posto una domanda, forse solo apparentemente ingenua: e di Zaia cosa ne pensate? Una domanda benvenuta, perché ci permette di chiudere il discorso sulle “eccellenze” leghiste. Rinviamo anzitutto agli allegati a questa nota, perché a questa domanda avevamo in realtà risposto già tre anni fa. All’epoca sfidammo Zaia ad un pubblico dibattito sul suo referendum per l’autonomia, per dimostrare che il suo referendum era un bidone pieno di veleni razzisti. Zaia declinò l’invito per impegni precedenti, ma il dibattito si fece su Rai 3, nella trasmissione “Tutta la città ne parla” il 19 ottobre 2017, e il suo sostituto (Barbisan, un consigliere regionale leghista) non ne uscì benissimo… Continua a leggere Ti conosco mascherina: Zaia e il cosiddetto “modello veneto”

Coronavirus: un altro prodigio degli apprendisti stregoni. Un altro pungolo alla lotta al capitale e al capitalismo

Ci sono ormai sufficienti elementi per inquadrare la crisi del coronavirus da un punto di vista di classe senza limitarsi ad una generica propaganda anti-capitalista, giusta, ma insufficiente. Lo facciamo iniziando con il sintetizzare un importante contributo che arriva dalla Cina, e afferma quanto segue.

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1. L’epidemia da coronavirus non ha nulla di specificamente cinese: è il prodotto di una certa “geografia economica” globale. Nè ha nulla di particolarmente eccezionale: è solo un anello della catena di epidemie tipiche di questo inizio secolo, prodotta dal carattere sempre più devastante assunto dal processo di accumulazione (le epidemie preesistono al capitalismo, sia chiaro, ma queste sono epidemie connesse da mille fili al capitalismo). L’epidemia da Covid-19 non è una catastrofe naturale: è una catastrofe sociale, e piccola finora, ma con la grossa variabile dello sconfinamento in Africa, che potrebbe ingigantirla a dismisura. Non è effetto di complotti anti-cinesi né d’incauti esperimenti militari cinesi o di misteriose alchimie da dottor Stranamore: è l’esito micro-caotico di un più generale caos economico, ecologico, politico in cui sta sprofondando il mondo intero. Un macro-caos che non è il caso di ricercare a chi sa quali profondità segrete nascoste ai comuni mortali, perché sta squadernato davanti ai nostri occhi, se si hanno gli occhi per vedere. Continua a leggere Coronavirus: un altro prodigio degli apprendisti stregoni. Un altro pungolo alla lotta al capitale e al capitalismo